Abstract/Sommario: La comunicazione insegnante e allievo influenza la relazione, la creazione dell'identità di studente e gli apprendimenti e aiuta gli allievi a "prendere il timone" del proprio percorso scolastico. La relazione che esiste tra i bambini e la loro maestra è una relazione paragonabile a quella che essi hanno con i propri genitori; infatti, il bambino vive l'insegnante come figura di attaccamento e sappiamo che il bambino, sin dai primi mesi di vita, è in grado di stabilire attaccamenti mul ...; [Leggi tutto...]
La comunicazione insegnante e allievo influenza la relazione, la creazione dell'identità di studente e gli apprendimenti e aiuta gli allievi a "prendere il timone" del proprio percorso scolastico. La relazione che esiste tra i bambini e la loro maestra è una relazione paragonabile a quella che essi hanno con i propri genitori; infatti, il bambino vive l'insegnante come figura di attaccamento e sappiamo che il bambino, sin dai primi mesi di vita, è in grado di stabilire attaccamenti multipli (anche se non equivalenti) e la maestra della scuola dell'infanzia rappresenta una base sicura, quindi una figura di attaccamento che si trova collocata in una rete di protezione formata dalle altre figure di attaccamento, cioè relazione (rete questa che sviluppata attorno al bambino lo protegge, ma soprattutto lo aiuta a crescere sicuro). Da ciò il bambino sviluppa una sua rappresentazione mentale stabile, non solo dei genitori, dei fratelli, della maestra ma anche della relazione che intercorre tra queste persone e lui stesso ed inoltre, la relazione delle stesse persone tra di loro. Ciò significa che tale modello gli consentirebbe di avere delle aspettative riguardo le interazioni future e che contribuisce a formare l'immagine del Sé. Il Sé può essere paragonato ad un contenitore che raccoglie ed integra tutte le informazioni che riguardano l'individuo (progetti, esperienze), il quale in base all'immagine di Sé che si è costruita egli si colloca nel mondo, costruendo poi ed anche modificando il corso della propria esistenza. Gli altri e le relazioni sono molto importanti poiché possono determinare la nostra vita, e di questo i bambini sono molto presto partecipi. Inoltre, lo stesso concetto del Sé influenza il comportamento, come per esempio la credenza dei bambini sulla propria intelligenza influisce sul rendimento scolastico, quindi, la relazione con l'insegnante e gli scambi comunicativi insegnante-allievi influenzano il rendimento scolastico.
Abstract/Sommario: E' noto che a tutti noi quando ci accade qualcosa che ci scuote dal punto di vista emotivo sentiamo forte il bisogno di parlarne con qualcuno. Condividere con altri le proprie emozioni attraverso il racconto di episodi che le hanno prodotte può farci sentire capiti, soprattutto se poi chi ci ascolta è un tipo empatico, cioè una persona che ha un atteggiamento non giudicante e di apertura. A tale bisogno socio-affettivo si aggiunge quello cognitivo, cioè quello di capire ciò che ci sta ...; [Leggi tutto...]
E' noto che a tutti noi quando ci accade qualcosa che ci scuote dal punto di vista emotivo sentiamo forte il bisogno di parlarne con qualcuno. Condividere con altri le proprie emozioni attraverso il racconto di episodi che le hanno prodotte può farci sentire capiti, soprattutto se poi chi ci ascolta è un tipo empatico, cioè una persona che ha un atteggiamento non giudicante e di apertura. A tale bisogno socio-affettivo si aggiunge quello cognitivo, cioè quello di capire ciò che ci sta succedendo e di fare chiarezza dentro di noi per poter fare in seguito dei futuri passi e l'altro (meno coinvolto dal punto di vista emotivo) può aiutarci con un piano d'azione specifico facendoci vedere la situazione da altre prospettive. La condivisione sociale delle emozioni incrementa poi il benessere e riduce le conseguenze del burnout lavorativo nell'esercizio della propria professione (sindrome da esaurimento emotivo). Quindi, la condivisione sociale aiuta a capirsi, a regolare le emozioni e a stare meglio, facilitando nello stesso tempo la costruzione delle relazioni.
Abstract/Sommario: In questo loro contributo gli autori trattano di un intervento scolastico effettuato su una allieva con disabilità intellettiva grave: la sindrome di Angelman, un disordine complesso conseguente ad una anormalità genetica che è presente nel cromosoma 15 di origine materna. Secondo gli autori è importante, in questo caso, richiedere la collaborazione fra insegnanti (e in particolare modo quello di sostegno), la famiglia del soggetto e le figure professionali adatte alla valutazione psic ...; [Leggi tutto...]
In questo loro contributo gli autori trattano di un intervento scolastico effettuato su una allieva con disabilità intellettiva grave: la sindrome di Angelman, un disordine complesso conseguente ad una anormalità genetica che è presente nel cromosoma 15 di origine materna. Secondo gli autori è importante, in questo caso, richiedere la collaborazione fra insegnanti (e in particolare modo quello di sostegno), la famiglia del soggetto e le figure professionali adatte alla valutazione psicologica. Date le condizioni di estrema gravità, l'inserimento scolastico di Chiara (nome di fantasia) è risultato molto impegnativo ed ha richiesto un atteggiamento teso alla scoperta di come proporre una adeguata qualità di vita. Per l'insegnante di sostegno questa bambina ha costituito un impegno notevole, una grande sfida inclusiva, dato che, pur essendo il suo sviluppo al di sopra della media nella sua sindrome, non erano proponibili gli obiettivi scolastici non solo della scuola primaria, ma anche in gran parte della scuola dell'infanzia. Alla fine Chiara, essendo molto ben seguita dalla sua famiglia (ed anche dalla scuola) è riuscita ad impostare buoni rapporti sociali sia con i suoi insegnanti e sia con i compagni di classe; ciò è stato possibile perché sono stati rispettati i suoi bisogni di familiarità e le sono stati proposti compiti adeguati al suo livello cognitivo e linguistico.
Abstract/Sommario: Comunicare è più di uno scambio di informazioni: il docente definisce l'allievo con le sue caratteristiche distintive, le reciproche posizioni nella relazione, l'ambiente scolastico e le sue funzioni. Sappiamo bene che la vita di ognuno è sempre fatta di interazioni comunicative in ogni ambito ed è appunto che attraverso la comunicazione si costruiscono e si rinsaldano le relazioni. A scuola il processo comunicativo da vita ad una micro-cultura (formata da vissuti emotivi, regole) dove ...; [Leggi tutto...]
Comunicare è più di uno scambio di informazioni: il docente definisce l'allievo con le sue caratteristiche distintive, le reciproche posizioni nella relazione, l'ambiente scolastico e le sue funzioni. Sappiamo bene che la vita di ognuno è sempre fatta di interazioni comunicative in ogni ambito ed è appunto che attraverso la comunicazione si costruiscono e si rinsaldano le relazioni. A scuola il processo comunicativo da vita ad una micro-cultura (formata da vissuti emotivi, regole) dove tutti coloro che fanno parte della scuola rimangono immersi nel tempo trascorso insieme ma sono esportatori anche di questa micro-cultura quando escono dalla scuola; e quindi, attraverso la comunicazione, gli insegnanti guidano i propri allievi nella decodifica della realtà attorno a loro, formandoli nella gestione delle interazioni, facendo comprendere il proprio comportamento e quello degli altri offrendo gli strumenti atti a regolare le proprie emozioni che scaturiscono dalle varie esperienze della vita quotidiana.
Abstract/Sommario: La scuola, per formare alle competenze di adattamento alla vita, dovrebbe supportare lo sviluppo di competenze comunicative e sociali che consentono di realizzare un adattamento efficace. Fondamento dell'adattamento attivo è la consapevolezza di sé, delle proprie capacità e dei propri limiti, dei punti di forza e di debolezza che si mettono in campo nelle relazioni interpersonali. Una sufficiente autostima deriva dal confronto tra l'immagine di sé reale (Come sono), quella ideale (Come ...; [Leggi tutto...]
La scuola, per formare alle competenze di adattamento alla vita, dovrebbe supportare lo sviluppo di competenze comunicative e sociali che consentono di realizzare un adattamento efficace. Fondamento dell'adattamento attivo è la consapevolezza di sé, delle proprie capacità e dei propri limiti, dei punti di forza e di debolezza che si mettono in campo nelle relazioni interpersonali. Una sufficiente autostima deriva dal confronto tra l'immagine di sé reale (Come sono), quella ideale (Come vorrei essere) e quella sociale (Come penso che gli altri mi vedano); se queste tre valutazioni non risultano essere molto discrepanti, l'individuo allora vive in armonia fra le aspettative di sé e degli altri (e le effettive capacità) e su tale base ottiene una sicurezza che gli permette di affrontare i problemi della vita quotidiana. All'interno di questo adattamento si possono impiegare le competenze comunicative per risolvere i problemi relazionali posti dalle richieste varie dell'ambiente.
Abstract/Sommario: E' noto che le relazioni sono un evento dinamico e sono in continua evoluzione grazie allo scambio tra i vari membri del gruppo; affinché gli allievi abbiano la percezione di far parte del gruppo classe di riferimento, è importante, secondo l'autrice, di offrire loro occasioni dove tutti siano coinvolti in modo attivo e di capire che sono inclusi nel sistema scolastico. Una scuola inclusiva è una comunità dove ogni individuo risulta valorizzato con le sue differenze e dove ognuno è in ...; [Leggi tutto...]
E' noto che le relazioni sono un evento dinamico e sono in continua evoluzione grazie allo scambio tra i vari membri del gruppo; affinché gli allievi abbiano la percezione di far parte del gruppo classe di riferimento, è importante, secondo l'autrice, di offrire loro occasioni dove tutti siano coinvolti in modo attivo e di capire che sono inclusi nel sistema scolastico. Una scuola inclusiva è una comunità dove ogni individuo risulta valorizzato con le sue differenze e dove ognuno è in grado di offrire un importante contributo grazie alla sua specifica diversità. Perciò a tale scopo occorre offrire agli allievi non solo la formazione didattica ma anche quelle esperienze che consentono a tutti di partecipare alla vita di classe in modo attivo. L'insegnante, in particolare, deve guidare gli alunni a svolgere delle attività di collaborazione tra di loro, a raccontare e a raccontarsi, a far scaturire la loro creatività, aumentando il dialogo fra di essi per poi, alla fine, riflettere su tutto ciò che vivono.
Abstract/Sommario: E' il caso di Roberto (nome di fantasia), un ragazzino della classe secondaria di I° grado, affetto di doppia eccezionalità (2E), cioè alta intelligenza accompagnata da DSA. Roberto era due volte atipico perché più intelligente degli altri e allo stesso tempo meno capace degli altri negli apprendimenti; infatti, gli riuscivano facili dei compiti complessi, ma incontrava noia e fastidio in quelli semplici, come ad esempio la lettura, nonostante, in modo sorprendente, risultava competent ...; [Leggi tutto...]
E' il caso di Roberto (nome di fantasia), un ragazzino della classe secondaria di I° grado, affetto di doppia eccezionalità (2E), cioè alta intelligenza accompagnata da DSA. Roberto era due volte atipico perché più intelligente degli altri e allo stesso tempo meno capace degli altri negli apprendimenti; infatti, gli riuscivano facili dei compiti complessi, ma incontrava noia e fastidio in quelli semplici, come ad esempio la lettura, nonostante, in modo sorprendente, risultava competente nel cogliere il significato di ciò che leggeva. Sia per la diagnosi di DSA e sia per la valutazione dell'intelligenza è stato somministrato un test di livello cognitivo per comprendere bene il profilo del ragazzino; è stata scelta la Batteria oggi più accreditata in Italia (Wechsler Intelligence Scale for Children) e come è noto, mediante l'uso di tale Batteria si ricavano gli indici di funzionamento intellettivo, fra cui 4 riflettono la capacità di ragionamento verbale e visuospaziale, la memoria di lavoro e la velocità di elaborazione. Si è notato che il ragazzo presentava i due indici di ragionamento molto più alti rispetto agli altri due, e quindi un IAG molto alto (Indice di Abilità Generale) e una discrepanza negli altri due indici che risulta essere tipica nei disturbi specifici del neurosviluppo. Quindi, Roberto è un caso sia di DSA e sia di plusdotazione intellettiva.
Abstract/Sommario: L'articolo riguarda le riflessioni e i suggerimenti di tre tra i massimi esperti dell'apprendimento su come motivare allo studio e stimolare l'attenzione delle allieve e degli allievi. Secondo questi i bambini sono più strategici di quanto si creda, soprattutto in ambiti che interessano, motivano e sono familiari e da ciò è utile creare interesse e familiarità anche per gli ambiti più complessi. Alla domanda posta, scaturita dal fatto che molti insegnanti lamentano la fatica di mantene ...; [Leggi tutto...]
L'articolo riguarda le riflessioni e i suggerimenti di tre tra i massimi esperti dell'apprendimento su come motivare allo studio e stimolare l'attenzione delle allieve e degli allievi. Secondo questi i bambini sono più strategici di quanto si creda, soprattutto in ambiti che interessano, motivano e sono familiari e da ciò è utile creare interesse e familiarità anche per gli ambiti più complessi. Alla domanda posta, scaturita dal fatto che molti insegnanti lamentano la fatica di mantenere alta l'attenzione dei loro allievi durante le ore di lezione: Che cosa possono fare i docenti per migliorare la qualità dell'attenzione e della concentrazione in classe? I tre autori sono concordi nell'affermare che sarebbe utile alternare momenti che richiedono grande attenzione e massimo impegno agli allievi ad altri momenti in cui lasciarli con attività libere, autodeterminate, laboratoriali, socialmente mediate.
Abstract/Sommario: Gli ultimi aggiornamenti della Linea Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento hanno affrontato il tema della comprensione del testo e dei suoi disturbi; dai lavori svolti è emersa la necessità di riconoscere un profilo di studenti che fa fatica a comprendere ciò che sta leggendo. Gli allievi che hanno un Disturbo del Testo (DCT), anche se leggono in modo corretto (decodifica) ad alta voce, non riescono a cogliere il significato del testo ed a individuare possibili ...; [Leggi tutto...]
Gli ultimi aggiornamenti della Linea Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento hanno affrontato il tema della comprensione del testo e dei suoi disturbi; dai lavori svolti è emersa la necessità di riconoscere un profilo di studenti che fa fatica a comprendere ciò che sta leggendo. Gli allievi che hanno un Disturbo del Testo (DCT), anche se leggono in modo corretto (decodifica) ad alta voce, non riescono a cogliere il significato del testo ed a individuare possibili errori. Oltre alla difficoltà varie della comprensione, il DCT si caratterizza per difficoltà anche a livello metacognitivo, infatti, gli allievi con DCT conoscono meno strategie di comprensione e sono in difficoltà nel fare previsioni sul livello di prestazione raggiunto. Questo risultato non è da sottovalutare, poiché non essere in grado di fare una stima della propria prestazione può portare a dei risultati scolastici inattesi che se poi risultano negativi può avere conseguenze negative dal punto di vista emozionale e da quello motivazionale. Un aspetto importante è quello che nel lavoro a scuola gli alunni con DCT possono incontrare delle difficoltà anche nel comprendere un messaggio orale, quindi intercorre una relazione fra comprensione del testo e comprensione orale. Per quanto riguarda il miglioramento della comprensione del testo, nel caso del disturbo, occorre fare degli interventi mirati: 1) potenziamento dell'abilità di fare inferenze nel testo; 2) insegnamento di idonee strategie (rilettura, porsi delle domande anticipatorie e finali di verifica); 3) incremento delle competenze legate al linguaggio orale.
Abstract/Sommario: Il contributo dei vari autori parte dal presupposto che l'imitazione da parte del bambino riveste un ruolo importante nel suo sviluppo evolutivo sia dal punto di forza cognitivo e sia dal punto di vista sociale. Nel caso dei bambini affetti dalla sindrome di autismo c'è, invece, una ridotta capacità di imitare e di conseguenza questi ultimi perdono diverse possibilità di apprendimento, in particolar modo quelle di carattere sociale e quelle comunicative; quindi, per questi bambini è mo ...; [Leggi tutto...]
Il contributo dei vari autori parte dal presupposto che l'imitazione da parte del bambino riveste un ruolo importante nel suo sviluppo evolutivo sia dal punto di forza cognitivo e sia dal punto di vista sociale. Nel caso dei bambini affetti dalla sindrome di autismo c'è, invece, una ridotta capacità di imitare e di conseguenza questi ultimi perdono diverse possibilità di apprendimento, in particolar modo quelle di carattere sociale e quelle comunicative; quindi, per questi bambini è molto difficile apprendere dalla comunicazione e dalle azioni degli altri. Per favorire la stimolazione di tale funzione in questi bambini è stato portato avanti un progetto presso l'Università degli Studi di Urbino, con il sostegno della Fondazione Italiana per l'Autismo; tale progetto si tratta di una ricerca applicata in collaborazione con le scuole e i servizi dove i bambini con autismo possono utilizzare processi imitativi in modo proficuo essendo sollecitati in modo adeguato. Per tale scopo si è tenuto conto di vari aspetti: 1) la particolarità della funzione, 2) la necessità di rendere evidente lo scopo; 3) la possibilità di visione prolungata dell'azione da riprodurre; 4) la sollecitazione della motivazione a imitare; 5) infine, le risorse offerte dall'ambiente scolastico e da quello sociale.