Abstract/Sommario: Gli autori hanno condotto uno studio il cui obiettivo è quello di individuare i potenziali fattori di rischio nella personalità di alcuni ragazzi dipendenti dai videogiochi online; a tal proposito, hanno perciò proposto dei questionari a un gruppo di ragazzi tra i 13 e i 17 anni. Dall'analisi svolta è emerso un dato significativo, comune a tutti ragazzi coinvolti ed è quello dell'alto livello da parte loro della ricerca della novità; questi ragazzi, dunque, hanno mostrato una tendenza ...; [Leggi tutto...]
Gli autori hanno condotto uno studio il cui obiettivo è quello di individuare i potenziali fattori di rischio nella personalità di alcuni ragazzi dipendenti dai videogiochi online; a tal proposito, hanno perciò proposto dei questionari a un gruppo di ragazzi tra i 13 e i 17 anni. Dall'analisi svolta è emerso un dato significativo, comune a tutti ragazzi coinvolti ed è quello dell'alto livello da parte loro della ricerca della novità; questi ragazzi, dunque, hanno mostrato una tendenza a sperimentare un alto livello di eccitazione di fronte ai vari stimoli del gioco online. E' emerso che questi giovani sentono vivo il bisogno di cercare sensazioni cognitive nuove in modo rapido ed impulsivo e mancando uno sfogo esterno nell'ambiente in cui essi vivono e nelle loro relazioni, spendono tutte le loro risorse ed energie solo nel rapporto "chiuso" con i videogiochi. in poche parole si verifica la dipendenza nei confronti di tali giochi. Nella fase (molto delicata) della preadolescenza, è opportuno che l'educatore sappia intercettare i segnali di rischio (possibili indicatori dell'IGD-Internet Gaming Disorder) e soprattutto, sappia, ancor prima, cogliere nei ragazzi le caratteristiche associate all'uso ed alla dipendenza dei videogiochi. La scuola, in tali casi, deve essere l'ambiente privilegiato di prevenzione primaria mediante la collaborazione e il dialogo con la famiglia, proprio per promuovere il benessere degli allievi, prevenire il rischio di dipendenza dai giochi online, indirizzare verso percorsi di recupero presso centri specialistici e professionisti competenti.
Abstract/Sommario: Negli ultimi anni nella scuola è stato preso sempre di più in considerazione l'insegnamento fra pari, il cosiddetto Peer Tutoring; questo tipo di insegnamento consente: 1) un elevato coinvolgimento da parte degli allievi nello svolgimento dei compiti loro assegnati; 2) un maggior stimolo prodotto dal conflitto tra le nuove conoscenze e quelle già ricevute prima e consolidate; 3) il fatto che una certa attività proposta dal compagno è accettata dall'alunno con difficoltà; 4) lo scambio ...; [Leggi tutto...]
Negli ultimi anni nella scuola è stato preso sempre di più in considerazione l'insegnamento fra pari, il cosiddetto Peer Tutoring; questo tipo di insegnamento consente: 1) un elevato coinvolgimento da parte degli allievi nello svolgimento dei compiti loro assegnati; 2) un maggior stimolo prodotto dal conflitto tra le nuove conoscenze e quelle già ricevute prima e consolidate; 3) il fatto che una certa attività proposta dal compagno è accettata dall'alunno con difficoltà; 4) lo scambio di informazioni e quindi, una proficua comunicazione tra chi ascolta e chi spiega; 5) la motivazione (e l'emozione) che spinge i due compagni ad interagire. Questi cinque meccanismi che, sono la base, contribuiscono al processo dove tutor e tutee ampliano le loro competenze e le loro abilità, integrando con nuovi elementi le proprie conoscenze. Questa pratica consente, quindi, più possibilità e modi di applicare in pratica le nozioni apprese in teoria; ciò favorisce l'apprendimento non solo degli alunni a sviluppo tipico ma anche, degli alunni con BES.
Abstract/Sommario: Sappiamo che, già da molti anni, la psicologia e la neuroscienza cognitiva pongono la necessità di associare all'insegnamento classico di competenze cognitive elementi importanti come quelli legati all'uso del corpo, alla relazione e al coinvolgimento emotivo; e quindi, concetti come metacognizione, apprendimento mediato sono entrati già da qualche tempo non solo nel lessico ma anche nella prassi di molti insegnanti. Ciò è molto importante quando il bambino presenta difficoltà nell'app ...; [Leggi tutto...]
Sappiamo che, già da molti anni, la psicologia e la neuroscienza cognitiva pongono la necessità di associare all'insegnamento classico di competenze cognitive elementi importanti come quelli legati all'uso del corpo, alla relazione e al coinvolgimento emotivo; e quindi, concetti come metacognizione, apprendimento mediato sono entrati già da qualche tempo non solo nel lessico ma anche nella prassi di molti insegnanti. Ciò è molto importante quando il bambino presenta difficoltà nell'apprendimento, ha scarsa motivazione e presenta poca relazionalità. In questo intervento, gli autori propongono un esempio di attività ludiche che hanno coinvolto in una classe di scuola primaria, un bambino di 7 anni con problemi di autoregolazione (deficit ADHD), il quale pur presentando buone capacità generali e di apprendimento scolastico, ha tratti oppositivi e quindi di comportamento. Gli esempi di attività strutturate e di adattamenti di giochi conosciuti (da tavolo ma anche motori) hanno spinto il bambino a raggiungere notevoli progressi. Le attività proposte possono, inoltre, essere somministrate a tutti gli allievi delle scuola primaria per agevolare il lavoro sull'attenzione, l'ascolto e il rispetto delle regole.
Abstract/Sommario: Il clima in classe è influenzato da molteplici fattori (situazione organizzativa della scuola, aspettative da parte dei genitori degli alunni, ruolo dell'insegnante e il suo livello di soddisfazione). Il clima ideale è quello, secondo l'autrice, che racchiude la partecipazione attiva da parte degli alunni, la loro consapevolezza rispetto al proprio lavoro e la loro responsabilità, comprese, anche, la discussione e la critica costruttiva. In un clima così anche il silenzio, per esempio, ...; [Leggi tutto...]
Il clima in classe è influenzato da molteplici fattori (situazione organizzativa della scuola, aspettative da parte dei genitori degli alunni, ruolo dell'insegnante e il suo livello di soddisfazione). Il clima ideale è quello, secondo l'autrice, che racchiude la partecipazione attiva da parte degli alunni, la loro consapevolezza rispetto al proprio lavoro e la loro responsabilità, comprese, anche, la discussione e la critica costruttiva. In un clima così anche il silenzio, per esempio, avrà il suo valore; l'insegnante dovrà gestire i tempi di attesa, l'ordine col quale chiamerà i propri allievi, le risposte (individuali e collettive), i feedback: quindi, aiutare gli alunni a rispettare i diritti degli altri e le cose di proprietà di questi ultimi, essere educati (es. alzare la mano per il proprio turno), fare con diligenza i compiti loro assegnati. Le regole, quindi, devono essere formulate ed anche esplicitate, proprio perchè essendo le attività molto varie e la loro natura sociale più motivante, c'è la necessità di mantenere la disciplina.
Abstract/Sommario: Da sempre il gioco è riconosciuto una attività fondamentale nel processo dello sviluppo del bambino in quanto quest'ultimo impegna in esso il massimo delle proprie potenzialità, essendo un'attività motivante. Rappresenta, inoltre, un'attività olistica cioè sollecita più abilità nel bambino da svolgere contemporaneamente; da quelle cognitive (comprensione delle regole del gioco) a quelle comunicative (condivisione degli obiettivi con i compagni), a quelle attentive e di memoria (concent ...; [Leggi tutto...]
Da sempre il gioco è riconosciuto una attività fondamentale nel processo dello sviluppo del bambino in quanto quest'ultimo impegna in esso il massimo delle proprie potenzialità, essendo un'attività motivante. Rappresenta, inoltre, un'attività olistica cioè sollecita più abilità nel bambino da svolgere contemporaneamente; da quelle cognitive (comprensione delle regole del gioco) a quelle comunicative (condivisione degli obiettivi con i compagni), a quelle attentive e di memoria (concentrazione sull'attività), a quelle relazionali (mediazione di eventuali conflitti). Inoltre, il gioco può essere modulato su livelli diversi di complessità; in questo modo si può verificare se e in quale misura il bambino persiste in determinati giochi arricchendoli ed integrandoli con altri giochi. Ciò permette di utilizzare il gioco come strumento osservativo nei diversi gradi di scolarità e in tutte le fasce di età. Tuttavia si nota, secondo l'autore, come il gioco è uno strumento ancora poco utilizzato, in ambito scolastico, come strumento di osservazione ed anche, soprattutto, come come occasione di potenziamento delle funzioni del bambino meno sviluppate. Nell'articolo l'autore suggerisce alcuni modi per ricorrere all'attività del gioco per osservare lo sviluppo del bambino in una serie di funzioni autoregolative molto importanti in età evolutiva.
Abstract/Sommario: Lettura e comprensione del testo rappresentano abilità di base fondamentali nella vita di ogni individuo e sono le competenze che più di tutte sostengono gli apprendimenti scolastici; quindi, abilità importanti per un buon adattamento della persona. C'è da dire, però, che la scuola gira soprattutto attorno al mondo della lettura ed è stato dimostrato che colui che ha difficoltà nella comprensione di un testo ha un rendimento inferiore nelle varie discipline scolastiche (e quindi, non s ...; [Leggi tutto...]
Lettura e comprensione del testo rappresentano abilità di base fondamentali nella vita di ogni individuo e sono le competenze che più di tutte sostengono gli apprendimenti scolastici; quindi, abilità importanti per un buon adattamento della persona. C'è da dire, però, che la scuola gira soprattutto attorno al mondo della lettura ed è stato dimostrato che colui che ha difficoltà nella comprensione di un testo ha un rendimento inferiore nelle varie discipline scolastiche (e quindi, non solo quelle letterarie), rispetto ai compagni che, invece, hanno buone abilità di comprensione. Queste due competenze, però, non non sono la stessa cosa, come in genere si ritiene; sono, infatti, due processi indipendenti anche se risultano intrecciate tra loro le linee di sviluppo. Una difficoltà, come una buona competenza, nei domini della lettura e della comprensione, può essere determinata da fattori diversi e non solo di tipo cognitivo; per la comprensione si hanno processi diversi (comprensione orale, memoria di lavoro, controllo metacognitivo), mentre per la decodificazione si hanno diverse competenze (consapevolezza fonologica, analisi visiva). Tuttavia tutte e due le abilità sono predette anche da una dimensione importante per la ricerca psicologica: l'ambiente socio-culturale di provenienza. Dagli studi condotti da vari autori si sono trovate relazioni tra l'ambiente e le abilità linguistiche, intellettive, mnesiche degli studenti; ma anche, relazioni con altri aspetti e l'incidenza di molti altri fenomeni (autostima, ottimismo, stato di salute degli allievi). Quindi, l'ambiente socio-culturale degli allievi sembra essere la pietra miliare che influenza significativamente lo sviluppo del bambino (con conseguente successo scolastico).
Abstract/Sommario: L'autrice (psicologa e psicoterapeuta) affronta in questo articolo il problema (sempre più dilagante) della ludopatia. La prima differenza che emerge è che, certamente non si tratta di un gioco creativo, nel senso che non mette in moto le risorse cognitive ed emotive del bambino e dell'adolescente, per ottenere risultati soddisfacenti dovuti al proprio ingegno e sapere, ma obbliga a seguire percorsi già stabiliti da colui che ha ideato il gioco. La seconda differenza è che tale tipo di ...; [Leggi tutto...]
L'autrice (psicologa e psicoterapeuta) affronta in questo articolo il problema (sempre più dilagante) della ludopatia. La prima differenza che emerge è che, certamente non si tratta di un gioco creativo, nel senso che non mette in moto le risorse cognitive ed emotive del bambino e dell'adolescente, per ottenere risultati soddisfacenti dovuti al proprio ingegno e sapere, ma obbliga a seguire percorsi già stabiliti da colui che ha ideato il gioco. La seconda differenza è che tale tipo di esperienza non si svolge in un lasso di spazio-tempo; ciò perché la ludopatia costruisce dei non luoghi che invadono la mente del bambino o dell'adolescente, che li fa ritrovare in una dimensione diversa rispetto a quella del mondo sensibile in cui esistono solo lui e il videogioco. Di conseguenza, si avranno dei risultati patologici: appiattimento delle proprie emozioni, dipendenza, angoscia, frustrazione in caso di perdita, desiderio impulsivo di rivincita, aggressività, allontanamento dalle relazioni. Nei casi più gravi è importante l'intervento di specialisti (psicologo, psicoterapeuta, neuropsichiatra) che, oltre a prendere l'incarico del problema, devono riuscire a coinvolgere anche le famiglie, la scuola e i servizi sociali formulando, nello stesso tempo, un progetto di prevenzione per questo tipo di patologia.
Abstract/Sommario: In questo articolo gli autori consigliano di praticare a scuola una attività di rilassamento che agevola il lavoro dell'insegnante soprattutto nella gestione delle classi difficili (mindfulness). Questo è un modo per far conoscere agli allievi l'esperienza dell'ascolto e della partecipazione rispettosa in classe. E' necessario, però, prima di proporre le attività necessarie a tal fine, avviare con gli studenti un accordo su regole e condizioni di partecipazione all'esperienza; cioè neg ...; [Leggi tutto...]
In questo articolo gli autori consigliano di praticare a scuola una attività di rilassamento che agevola il lavoro dell'insegnante soprattutto nella gestione delle classi difficili (mindfulness). Questo è un modo per far conoscere agli allievi l'esperienza dell'ascolto e della partecipazione rispettosa in classe. E' necessario, però, prima di proporre le attività necessarie a tal fine, avviare con gli studenti un accordo su regole e condizioni di partecipazione all'esperienza; cioè negoziare, e quindi prendersi cura delle relazioni che si vengono a creare dove una o più parti cercano di ottenere risultati migliori rispetto a quelli che potrebbero ottenere da soli, adottando scelte stabilite di comune accordo. Una delle esperienze che gli autori suggeriscono è quella che si basa sul respiro, in quanto quest'ultimo è il primo e importante tassello per poter sviluppare maggiore benessere (è il ritmo costante della nostra esistenza). In queste occasioni l'insegnante si deve porre in una posizione di centratura e di calma, sintonizzandosi con i propri alunni mediante un tono pacato di voce; in questo modo, svolgendo questa attività di rilassamento, permette agli alunni di sentirsi sicuri e di fare la loro personale esperienza.