Abstract/Sommario: La well-being therapy è un tipo di terapia a breve termine che si è dimostrata molto efficace nel trattamento del disturbo dell'umore nell'individuo, cercando di affrontare e di combattere gli stati di ansia e di depressione. Tale terapia risulta efficace soprattutto nei contesti scolastici: essa porta ad un aumento della percezione di crescita personale, dell'autonomia nel perseguire i propri obiettivi, dell'accettazione di sé, della socializzazione oltre alla diminuzione dello stress ...; [Leggi tutto...]
La well-being therapy è un tipo di terapia a breve termine che si è dimostrata molto efficace nel trattamento del disturbo dell'umore nell'individuo, cercando di affrontare e di combattere gli stati di ansia e di depressione. Tale terapia risulta efficace soprattutto nei contesti scolastici: essa porta ad un aumento della percezione di crescita personale, dell'autonomia nel perseguire i propri obiettivi, dell'accettazione di sé, della socializzazione oltre alla diminuzione dello stress. Secondo l'autrice a scuola può essere favorita la felicità e quest'ultima può essere allenata dagli insegnanti; la sua implementazione prevede attività di consapevolezza, valorizzazione, co-costruzione e confronto attraverso le tre fasi della promozione di esperienze psicologiche positive: 1) Consapevolezza; 2) Prevenzione che riguarda la riduzione del benessere; 3) Allenamento per far conoscere le sei dimensioni della felicità e invitare gli allievi a fare collegamenti e farli sentire non solo allegri ma anche realizzati.
Abstract/Sommario: Perché le emozioni sono così importanti a scuola? Come influenzano l'andamento generale di uno studente e studentessa (in termini di apprendimento e di risultati scolastici), il suo benessere e il suo coinvolgimento verso la scuola? Secondo i due autori gli studenti esposti a compiti di apprendimento adeguati e percepiti come importanti. o di cui riusciremo a farne comprendere l'importanza, proveranno maggiori emozioni positive nei confronti di tali compiti. L'intelligenza emotiva può ...; [Leggi tutto...]
Perché le emozioni sono così importanti a scuola? Come influenzano l'andamento generale di uno studente e studentessa (in termini di apprendimento e di risultati scolastici), il suo benessere e il suo coinvolgimento verso la scuola? Secondo i due autori gli studenti esposti a compiti di apprendimento adeguati e percepiti come importanti. o di cui riusciremo a farne comprendere l'importanza, proveranno maggiori emozioni positive nei confronti di tali compiti. L'intelligenza emotiva può essere un mezzo di regolazione delle emozioni; essa rappresenta la capacità di tenere sotto controllo le emozioni proprie e quelle altrui, di riconoscerle, individuarle e di guidare il nostro pensiero e le nostre azioni.
Abstract/Sommario: Le autrici, in questo articolo, si chiedono come promuovere nei bambini con DSA una conoscenza e la consapevolezza del loro disturbo, nonché una riflessione sulle modalità di gestione delle situazioni di difficoltà e dei vissuti emotivi ad esse collegati. E' noto che l'esistenza di un profilo di dislessia evolutiva ha un notevole impatto sulla vita scolastica del bambino e sulla sua possibilità di affrontare bene le richieste che gli vengono fatte. Da ciò risultano in seguito delle rip ...; [Leggi tutto...]
Le autrici, in questo articolo, si chiedono come promuovere nei bambini con DSA una conoscenza e la consapevolezza del loro disturbo, nonché una riflessione sulle modalità di gestione delle situazioni di difficoltà e dei vissuti emotivi ad esse collegati. E' noto che l'esistenza di un profilo di dislessia evolutiva ha un notevole impatto sulla vita scolastica del bambino e sulla sua possibilità di affrontare bene le richieste che gli vengono fatte. Da ciò risultano in seguito delle ripercussioni negative sullo stato emotivo ed anche motivazionale del bambino che possiede tali difficoltà, come la convinzione disfunzionale rispetto alle proprie capacità, uno stato diffuso di ansia e disagio, un basso senso di auto-efficacia con la conseguente demotivazione verso l'apprendimento. Il presente lavoro illustra un lavoro svolto in coppia con due bambini di 9 anni, frequentanti la classe quarta della scuola primaria, entrambi aventi una diagnosi di dislessia evolutiva; la parte di lavoro da parte delle autrici è incentrata sugli obiettivi (sopra citati) di consapevolezza del loro disturbo e sul potenziamento più ampio delle abilità strumentali e di acquisizione di un metodo di studio calibrato in funzione delle presenti difficoltà.
Abstract/Sommario: In questo articolo si affronta il tema della valutazione regolare dei risultati dell'apprendimento; quest'ultima non può, secondo l'autrice, essere eliminata da tutto il processo educativo e costituisce una dimensione critica tra insegnanti ed allievi, nell'intero corso della vita scolastica, con conseguenze importanti sul benessere delle persone e della scuola stessa. L'autrice, infatti, afferma che il motivo di valutare e gli esami sono importanti per questo: verificare le acquisizio ...; [Leggi tutto...]
In questo articolo si affronta il tema della valutazione regolare dei risultati dell'apprendimento; quest'ultima non può, secondo l'autrice, essere eliminata da tutto il processo educativo e costituisce una dimensione critica tra insegnanti ed allievi, nell'intero corso della vita scolastica, con conseguenze importanti sul benessere delle persone e della scuola stessa. L'autrice, infatti, afferma che il motivo di valutare e gli esami sono importanti per questo: verificare le acquisizioni, e quindi il lavoro autonomo ed indipendente da parte degli studenti, motivare questi ultimi allo studio ed ottenere alla fine un feedback sul proprio insegnamento (gli esami servono per evidenziare le materie ostiche per alcuni studenti e permettono, di conseguenza, agli insegnanti di diversificare l'insegnamento delle materie critiche). Ci si chiede, anche, che cosa valutare in sede di esame e come valutare: le varie sfaccettature delle situazioni, in sede di esame, rendono evidente che nell'affrontare una qualsiasi prova sono chiamate in causa varie aree: 1) area cognitiva (presa di decisione, problem solving, pensiero critico e pensiero creativo); 2) area relazionale (capacità di comunicazione e gestione delle relazioni interpersonali); 3) area emotiva (capacità di gestire l'ansia e le emozioni).
Abstract/Sommario: E' presentata in questo articolo una situazione particolare rappresentata dalla concomitante presenza di mutismo selettivo e di difficoltà di apprendimento in un ragazzo adolescente; tutto ciò comporta il rischio di non poter riconoscere le vere difficoltà di apprendimento nel soggetto e quindi, di non poter valutare in quale misure tali difficoltà interagiscono con il mutismo selettivo (che anzi hanno un effetto moltiplicativo sul disagio provato dal ragazzo). E' stato suggerito, come ...; [Leggi tutto...]
E' presentata in questo articolo una situazione particolare rappresentata dalla concomitante presenza di mutismo selettivo e di difficoltà di apprendimento in un ragazzo adolescente; tutto ciò comporta il rischio di non poter riconoscere le vere difficoltà di apprendimento nel soggetto e quindi, di non poter valutare in quale misure tali difficoltà interagiscono con il mutismo selettivo (che anzi hanno un effetto moltiplicativo sul disagio provato dal ragazzo). E' stato suggerito, come priorità, un percorso psicoterapico mirato al mutismo selettivo e ai conseguenti stati di ansia derivanti, tenendo presente la prospettiva di vita e l'autorealizzazione personale del ragazzo. Questo percorso, secondo gli autori, deve includere anche la riflessione su quanto possa pesare sullo stato emotivo del ragazzo la condizione di difficoltà notevoli per quanto concerne il suo apprendimento; tale riflessione può aiutare lo studente ad una migliore sua autovalutazione e ad alleggerire il suo stato di tensione.
Abstract/Sommario: Grazie agli organi di senso, è noto che tutti i bambini fanno la loro esperienza del mondo, imparano cioè a conoscere se stessi attivando la facoltà dell'immaginazione; è attraverso la percezione dei sensi, essi prima in famiglia e poi nello spazio del nido e della scuola, fanno continue scoperte che gli permettono di crescere e di confrontarsi con gli altri, sia dal punto di vista visivo e sia da quello tattile, grazie all'incontro con questi ultimi. Negli ultimi due anni, in seguito ...; [Leggi tutto...]
Grazie agli organi di senso, è noto che tutti i bambini fanno la loro esperienza del mondo, imparano cioè a conoscere se stessi attivando la facoltà dell'immaginazione; è attraverso la percezione dei sensi, essi prima in famiglia e poi nello spazio del nido e della scuola, fanno continue scoperte che gli permettono di crescere e di confrontarsi con gli altri, sia dal punto di vista visivo e sia da quello tattile, grazie all'incontro con questi ultimi. Negli ultimi due anni, in seguito alla pandemia (la quale ha sancito il distanziamento fisico) e invitato all'uso delle tecnologie (e quindi, incontro mediato con la realtà) è capitato che la maggior parte dei bambini e dei ragazzi hanno ridotto il loro spazio sensoriale. Tutto ciò ha significato per loro una certa difficoltà alla organizzazione delle proprie percezioni e alla elaborazione delle informazioni che ne potevano scaturire, e quindi, di conseguenza, a organizzare e mettere in atto le proprie attività quotidiane. Per questo, l'autrice, in tale suo contributo, propone delle attività in alcune schede (es. il gioco dell'osservazione) che possono aiutare gli allievi ad affinare le loro abilità percettive ed allenare, anche le abilità visuo-spaziali. Durante le attività è importante sospendere qualsiasi forma di giudizio, sia da parte degli stessi allievi e sia da parte degli adulti, in modo che ognuno di loro può liberamente parlare e manifestare le proprie idee.
Abstract/Sommario: Il Ministero dell'Istruzione ha stabilito con un disegno di legge l'introduzione della promozione delle competenze non cognitive nella scuola, favorendo il loro sviluppo nelle attività educative e didattiche di tutte le istituzioni scolastiche, statali e paritarie, di ogni ordine e grado. A questo scopo verrà promossa una sperimentazione triennale in tutte le scuole. Ciò per evitare la mancata acquisizione di competenze di base (principale causa di abbandono scolastico) e sperando di a ...; [Leggi tutto...]
Il Ministero dell'Istruzione ha stabilito con un disegno di legge l'introduzione della promozione delle competenze non cognitive nella scuola, favorendo il loro sviluppo nelle attività educative e didattiche di tutte le istituzioni scolastiche, statali e paritarie, di ogni ordine e grado. A questo scopo verrà promossa una sperimentazione triennale in tutte le scuole. Ciò per evitare la mancata acquisizione di competenze di base (principale causa di abbandono scolastico) e sperando di attivare una maggiore attività per il potenziamento delle competenze trasversali, in particolare del primo ciclo di istruzione. Lo stesso Ministero descrive queste competenze all'interno del rapporto tecnico allegato al D.M. (n. 139/2007), definendo come "competenze chiave di cittadinanza". Queste definiscono le soft skills come competenze trasversali e si attivano attraverso la dimensione operativa (il fare): capacità di interagire con gli altri (lavoro), risoluzione dei problemi, consapevolezza, creatività, pensiero critico, capacità di cogliere le varie forme di orientamento e di sostegno per affrontare i diversi cambiamenti che si verificano. La prima parte della definizione resta all'interno delle abilità non tecniche, che sono quelle caratterizzanti in modo trasversale le competenze necessarie per l'apprendimento; la seconda parte, invece, associa le soft skills alle competenze che servono per un inserimento migliore nella società. Questo dossier comprende anche altri due contributi: 1) è quello di Valenti Chiara e di Antonietti Alessandro (Life skills, risorse per il futuro); 2) è quello di Pecini Chiara e di Ruffini Costanza (I fondamenti cognitivi delle soft skills).
Abstract/Sommario: Oggi sappiamo che chi "fa fatica a imparare" ha un diverso funzionamento neuropsicologico che è possibile comprendere, diagnosticare, trattare o potenziare, consentendo a tutti pari opportunità di apprendimento scolastico. L'articolo tratta della valutazione partecipata che prevede in un setting la presenza dei genitori: presenza che richiede un atteggiamento attivo, non intrusivo, che costituisca un momento di comunione, speciale ed emozionante. La valutazione partecipata rende il mom ...; [Leggi tutto...]
Oggi sappiamo che chi "fa fatica a imparare" ha un diverso funzionamento neuropsicologico che è possibile comprendere, diagnosticare, trattare o potenziare, consentendo a tutti pari opportunità di apprendimento scolastico. L'articolo tratta della valutazione partecipata che prevede in un setting la presenza dei genitori: presenza che richiede un atteggiamento attivo, non intrusivo, che costituisca un momento di comunione, speciale ed emozionante. La valutazione partecipata rende il momento della restituzione un modo straordinario di dare riconoscimento al bambino.