Abstract/Sommario: E' il caso di Vanessa, una ragazza di 19 anni, che si è rivolta allo sportello psicologico di un liceo scientifico (alla stessa autrice Casini, psicoterapeuta) per guarire dal disturbo borderline di personalità; il dolore e lo smarrimento dati dal sentire di non avere punti di riferimento possono portare ad andare a "caccia di sé" anche in una autodiagnosi fatta online, infatti la ragazza si era fatta la diagnosi da sola, spulciando su internet e ritrovandosi nei sintomi lì elencati: i ...; [Leggi tutto...]
E' il caso di Vanessa, una ragazza di 19 anni, che si è rivolta allo sportello psicologico di un liceo scientifico (alla stessa autrice Casini, psicoterapeuta) per guarire dal disturbo borderline di personalità; il dolore e lo smarrimento dati dal sentire di non avere punti di riferimento possono portare ad andare a "caccia di sé" anche in una autodiagnosi fatta online, infatti la ragazza si era fatta la diagnosi da sola, spulciando su internet e ritrovandosi nei sintomi lì elencati: instabilità da parte sua nelle relazioni interpersonali (ma anche in quella con sé stessa), paura di una eventuale perdita delle persone a lei care, autopunizione, rabbia ma soprattutto un enorme senso di vuoto dentro di sé. Vanessa era cresciuta in una famiglia problematica e non sentendo di avere avuto dei punti di riferimento li cercava anche in modo disperato andando su internet. Dai diversi incontri con la psicologa (agli inizi molto difficili a causa della sua diffidenza) é riuscita a venirne fuori dalla sua sensazione di vuoto (e a comprenderla); il vuoto ha assunto, infatti, altri significati e si è lentamente trasformato in uno spazio creativo e prospettico e la fine stessa della scuola (ultimo anno di frequenza) da ostacolo si è trasformata in possibilità di crescita personale (decidere "che cosa fare da grande").
Abstract/Sommario: Le due autrici, in questo loro contributo, fanno un confronto tra i bambini di oggi e quelli di ieri (10 anni fa) sulle prove di velocità di scrittura. Partendo dalla considerazione che, negli ultimi anni, si è evoluta una maggiore diffusione delle nuove tecnologie e soprattutto negli ultimi due anni, in occasione della pandemia, durante la quale è stato necessario l'utilizzo di un computer o tablet, esse ritengono necessario che l'imparare a scrivere a mano è ancora una competenza ess ...; [Leggi tutto...]
Le due autrici, in questo loro contributo, fanno un confronto tra i bambini di oggi e quelli di ieri (10 anni fa) sulle prove di velocità di scrittura. Partendo dalla considerazione che, negli ultimi anni, si è evoluta una maggiore diffusione delle nuove tecnologie e soprattutto negli ultimi due anni, in occasione della pandemia, durante la quale è stato necessario l'utilizzo di un computer o tablet, esse ritengono necessario che l'imparare a scrivere a mano è ancora una competenza essenziale. La scrittura a mano, infatti, è un processo motorio molto complesso e delicato, poiché la sua acquisizione favorisce lo sviluppo cognitivo ed anche la memorizzazione. Per tale ragione, nonostante la continua digitalizzazione, è importante proseguire a promuovere a scuola lo sviluppo della scrittura a mano; in questo caso, le varie tecnologie possono aiutare e quindi, diventare nuovi strumenti per facilitare l'apprendimento nei bambini e ragazzi e non essere una alternativa.
Abstract/Sommario: Alla scuola, oggigiorno, vengono richiesti sempre più compiti formativi che vanno al di là dell'istruzione e che implicano competenze, conoscenze e abilità variegate, soprattutto nell'educare i cittadini del futuro. Non c'è dubbio che sia i genitori e sia gli insegnanti possono trovarsi in difficoltà, quando pensano al mondo a cui devono preparare la nuova generazione e chiedendosi a cosa va incontro quest'ultima; non potendo fornire loro una specie di mappa c'è da dire che occorre, pi ...; [Leggi tutto...]
Alla scuola, oggigiorno, vengono richiesti sempre più compiti formativi che vanno al di là dell'istruzione e che implicano competenze, conoscenze e abilità variegate, soprattutto nell'educare i cittadini del futuro. Non c'è dubbio che sia i genitori e sia gli insegnanti possono trovarsi in difficoltà, quando pensano al mondo a cui devono preparare la nuova generazione e chiedendosi a cosa va incontro quest'ultima; non potendo fornire loro una specie di mappa c'è da dire che occorre, piuttosto, pensare a fornire loro strumenti flessibili di adattamento, una preparazione di ampio respiro fisica e morale. In questa prospettiva, la divisione dei compiti che alla famiglia degli allievi assegnava l'educazione affettiva ed alla scuola quella nelle diverse materie, gli autori sostengono che oggi non è più proponibile; la scuola, poi, subisce sempre più spesso dei rattoppi, e molte volte con l'aggiunta di qualche materia, di cui l'educazione civica (o cittadinanza attiva come si chiama negli ultimi tempi) rappresenta l'esempio.
Abstract/Sommario: Gli autori trattano il tema del bullismo in questo loro contributo affermando che oggi stanno emergendo tante storie su questo triste fenomeno con tante notizie, anche dettagliate, che ci parlano di episodi di violenze e prevaricazioni ma che risultano essere abbastanza superficiali; infatti, poco si racconta sulla sofferenza delle vittime e ancora di meno si è a conoscenza di ciò che coinvolge ed agita coloro che mettono in atto tali violenze. Gli stessi genitori dei bambini e/o ragaz ...; [Leggi tutto...]
Gli autori trattano il tema del bullismo in questo loro contributo affermando che oggi stanno emergendo tante storie su questo triste fenomeno con tante notizie, anche dettagliate, che ci parlano di episodi di violenze e prevaricazioni ma che risultano essere abbastanza superficiali; infatti, poco si racconta sulla sofferenza delle vittime e ancora di meno si è a conoscenza di ciò che coinvolge ed agita coloro che mettono in atto tali violenze. Gli stessi genitori dei bambini e/o ragazzi che sono le vittime di queste derisioni non sono a conoscenza anche perché i propri figli non parlano né con loro e né con gli insegnanti, i quali anche loro non si accorgono di ciò che accade in classe alle loro spalle. Anche se è opinione comune che occorre eliminare il fenomeno dal punto di vista sociale, punire i cosiddetti ragazzi bulli e proteggere quelli che non sono in grado di difendersi, c'è da affermare che il bullismo sta crescendo anziché diminuire; anche perché è considerato il più delle volte un gioco dagli stessi bambini e/o ragazzi. Invece si tratta di episodi di violenza continuata sia a livello fisico e sia a livello verbale che possono avere pesanti conseguenze sul carattere e sulla vita del soggetto che le riceve. Gli autori affermano che occorre conoscere il fenomeno del bullismo (e del cyberbullismo) parlandone in vario modo sia agli adulti e sia ai bambini, cercando di far conoscere loro le tante facce del bullismo che si incontrano ogni giorno e che nell'ambiente della scuola si possono creare gli anticorpi adatti che permettono di fronteggiare il problema.
Abstract/Sommario: Parlare di se stessi é un compito spesso molto arduo per molte persone, se non addirittura insormontabile; tale tipo di comunicazione che si chiama "confidenza" possiede un certo numero di contenuti particolari (intimi e riservati) e una disposizione d'animo da parte della persona che si confida verso il suo interlocutore di fiducia e di apertura al dialogo. Negli ultimi tempi sappiamo bene che la pandemia (ancora in corso a tutt'oggi) e la guerra hanno provocato ansia e paure in molti ...; [Leggi tutto...]
Parlare di se stessi é un compito spesso molto arduo per molte persone, se non addirittura insormontabile; tale tipo di comunicazione che si chiama "confidenza" possiede un certo numero di contenuti particolari (intimi e riservati) e una disposizione d'animo da parte della persona che si confida verso il suo interlocutore di fiducia e di apertura al dialogo. Negli ultimi tempi sappiamo bene che la pandemia (ancora in corso a tutt'oggi) e la guerra hanno provocato ansia e paure in molti bambini e ragazzi; ciò ha provocato situazioni di stress emotivo con comportamenti vari che prima non erano presenti. Ignorare o evitare l'argomento con loro può peggiorare il loro stato, facendoli sentire incompresi e isolati e soprattutto non accettati nel loro vissuto. Prima di parlare, secondo l'autrice, con bambini e ragazzi è importante ascoltarli: prestare la massima attenzione alle loro domande e mostrare interesse per ciò che pensano. Gli insegnanti, i genitori ed anche i professionisti della salute devono essere in grado di aiutare questi bambini e ragazzi ad affrontare le crisi e ad elaborare gli eventi, spingendoli ad entrare in contatto con le loro emozioni e i loro pensieri ricordando sempre che tale tipo di esperienza è sempre impegnativa e deve essere condotta con cautela e grande delicatezza.
Abstract/Sommario: Il tema dell'articolo è quello che riguarda la costruzione dell'identità, che è un lungo processo che si forma piano piano nel tempo in ognuno di noi grazie all'intreccio delle varie relazioni e loro influenze che intrecciamo nel corso della vita. Quindi è riconoscere ciò che abbiamo in comune con gli altri ed anche le differenze che ci rendono diversi da questi ultimi, in poche parole ciò che ci permette di farci riconoscere dagli altri e il nostro specifico modo di essere nel mondo. ...; [Leggi tutto...]
Il tema dell'articolo è quello che riguarda la costruzione dell'identità, che è un lungo processo che si forma piano piano nel tempo in ognuno di noi grazie all'intreccio delle varie relazioni e loro influenze che intrecciamo nel corso della vita. Quindi è riconoscere ciò che abbiamo in comune con gli altri ed anche le differenze che ci rendono diversi da questi ultimi, in poche parole ciò che ci permette di farci riconoscere dagli altri e il nostro specifico modo di essere nel mondo. L'autrice, in questo suo contributo, afferma che la scuola è l'ambiente adatto per mettere in atto questo tipo di processo, perché permette agli allievi (bambini e ragazzi) di uscire dallo spazio della famiglia e di fare nuove esperienze, cioè quelle di confrontarsi con i diversi modi di vivere delle altre persone, di pensare, di guardare da altri punti di vista il mondo. E' importante, però, che gli alunni a scuola imparino ad essere flessibili e aperti, ad avere un atteggiamento sia con i propri compagni e sia con gli adulti, di vera relazione. Inoltre, più saranno aperti, più avranno la percezione di essere accettati da tutti (soprattutto dai loro giudizi) e perciò accettati e inclusi nel sistema.
Abstract/Sommario: L'autrice in questo suo contributo affronta il tema dello stress, affermando che per ridurre questo stato che non facilita il lavoro in team e la condivisione (avere spazio per gli altri), può risultare utile praticare esercizi di rilassamento e mindfulness, i quali aiutano a sciogliere la tensione e l'eccessiva identificazione con le proprie prestazioni. La pratica della mindfulness induce a vedere in modo distaccato ciò che accade intorno a noi, essa infatti si focalizza sul "qui e o ...; [Leggi tutto...]
L'autrice in questo suo contributo affronta il tema dello stress, affermando che per ridurre questo stato che non facilita il lavoro in team e la condivisione (avere spazio per gli altri), può risultare utile praticare esercizi di rilassamento e mindfulness, i quali aiutano a sciogliere la tensione e l'eccessiva identificazione con le proprie prestazioni. La pratica della mindfulness induce a vedere in modo distaccato ciò che accade intorno a noi, essa infatti si focalizza sul "qui e ora" mediante un atteggiamento di apertura ed assenza di giudizio. Nell'ambiente scolastico la mindfulness migliora le capacità di regolazione delle emozioni, aumenta l'efficacia del lavoro svolto dagli insegnanti (riducendo loro lo stress). Tutto ciò alla fine favorisce anche il benessere degli allievi e la relazione tra questi ultimi e insegnante e una efficace gestione della classe.
Abstract/Sommario: Il dossier riguarda 2 casi di sostegno e disabilità. Il 1) "Carlotta e la sindrome di Prader-Willi" di Cesare Cornoldi e di Renzo Vianello. Secondo i due autori è molto importante la comunicazione fra professionisti della valutazione psicologica e insegnanti (soprattutto quelli di sostegno) per favorire un intervento scolastico produttivo. Nel presentare il caso di una bambina, dopo aver esposto una sintesi dei vari dati clinici, gli autori hanno dato delle indicazioni operative per qu ...; [Leggi tutto...]
Il dossier riguarda 2 casi di sostegno e disabilità. Il 1) "Carlotta e la sindrome di Prader-Willi" di Cesare Cornoldi e di Renzo Vianello. Secondo i due autori è molto importante la comunicazione fra professionisti della valutazione psicologica e insegnanti (soprattutto quelli di sostegno) per favorire un intervento scolastico produttivo. Nel presentare il caso di una bambina, dopo aver esposto una sintesi dei vari dati clinici, gli autori hanno dato delle indicazioni operative per quanto riguarda il livello educativo, rivolgendosi invia prioritaria agli educatori, i quali devono "allenarsi a saper leggere" tali indicazioni operative insite nei dati clinici e all'occorrenza (se serve) chiedere aiuto agli specialisti. Il 2) "Il mio compagno non vede e non sente" di Mauro Mario Coppa e Veronica Cisini: Includere in un contesto classe un bambino che ha il doppio deficit (vista e udito) non è facile e richiede di educare gli altri alunni a capire dal "di dentro", attraverso modalità varie di esperienze, le necessità e le problematiche del loro compagno di classe. In questo articolo gli autori propongono una esperienza inclusiva realizzata in una classe 5 primaria, simulata da un ipotetico "diario" di un bambino che si trova ad avere come compagno di banco un coetaneo sordocieco.
Abstract/Sommario: Il dossier comprende 3 contributi. Il 1) "Lavorare con le emozioni a scuola" di Fabio Celi: Guidare i bambini a riconoscere e prendere contatto con le proprie emozioni può aiutarli ad essere più sereni, collaborativi, meglio disposti all'apprendimento; per insegnare loro ad associare eventi e fatti alle specifiche emozioni non c'è niente di meglio dell'esempio. Il 2) "Ansia da prestazione e apprendimenti scolastici" di Santo Di Nuovo: L'ansia può interferire in modo pesante sulle prest ...; [Leggi tutto...]
Il dossier comprende 3 contributi. Il 1) "Lavorare con le emozioni a scuola" di Fabio Celi: Guidare i bambini a riconoscere e prendere contatto con le proprie emozioni può aiutarli ad essere più sereni, collaborativi, meglio disposti all'apprendimento; per insegnare loro ad associare eventi e fatti alle specifiche emozioni non c'è niente di meglio dell'esempio. Il 2) "Ansia da prestazione e apprendimenti scolastici" di Santo Di Nuovo: L'ansia può interferire in modo pesante sulle prestazioni degli allievi e avere seri effetti negativi anche su autostima, autoefficacia e motivazione; le preoccupazioni per le conseguenze di un fallimento si accompagnano a mancanza di fiducia in sé stessi, a un blocco cognitivo che disturba o interrompe la prestazione e provoca una attivazione psicofisiologica esagerata. Il 3) "L'emozione intelligente" di Daniele Fedeli: Le emozioni sono a tutti gli effetti "compagne di classe" dell'intero processo di apprendimento scolastico, dalla scuola dell'infanzia in poi: educandole e regolandole attivamente possono supportare e guidare i processi cognitivi degli allievi. I vari percorsi di alfabetizzazione emozionale hanno, quindi, l'obiettivo di insegnare a sperimentare e modulare tutte le emozioni, in modo che siano di supporto efficace e non di ostacolo all'apprendimento.