Abstract/Sommario: Per ogni bambino l'accesso alla scuola dell'infanzia rappresenta una esperienza fondamentale dal punto di vista evolutivo e per ognuno di loro, e soprattutto per quei bambini che hanno una qualsiasi disabilità, rappresenta una notevole opportunità di crescita, di sviluppo, di acquisizione di competenze e affermazione della propria individualità. L'autore, in questo contributo, espone gli elementi metodologici più rilevanti per creare una vera e propria inclusione centrata non solo sull ...; [Leggi tutto...]
Per ogni bambino l'accesso alla scuola dell'infanzia rappresenta una esperienza fondamentale dal punto di vista evolutivo e per ognuno di loro, e soprattutto per quei bambini che hanno una qualsiasi disabilità, rappresenta una notevole opportunità di crescita, di sviluppo, di acquisizione di competenze e affermazione della propria individualità. L'autore, in questo contributo, espone gli elementi metodologici più rilevanti per creare una vera e propria inclusione centrata non solo sulle azioni che riguardano i bambini con disabilità ma anche tutti gli altri bambini, quindi costruire dei contesti idonei capaci di accogliere tutti; inoltre, orientarsi verso l'inclusione significa non solo volgere la propria attenzione ai metodi o strategie da adottare per venire incontro alle esigenze degli alunni con bisogni speciali, ma rivolgersi anche all'ambiente-scuola, al clima della classe, il tipo differenziato di insegnamento, alla collaborazione, nonché alla conoscenza e alla gestione delle emozioni. Inclusione significa fare inclusivi e renderli tali i vari contesti, i metodi e gli atteggiamenti per tutti. Altra cosa da mettere bene in evidenza è il fatto che l'inclusione è una responsabilità di tutta la scuola (l'organizzazione) e tutto il corpo docente e non solo quello specializzato per il sostegno, devono sviluppare competenze idonee a favorire la partecipazione e la formazione educativa di ogni allievo con successo; quindi, gli insegnanti non solo devono avere competenze inclusive ma anche conoscenze e metodi didattici speciali (di sostegno) per favorire l'apprendimento anche in alunni con gravi disabilità. Le linee operative nella scuola dell'infanzia sono rappresentate dalla dimensione del gioco che rappresenta una opportunità importante anche per il bambino disabile poiché favorisce lo sviluppo delle proprie capacità (il gioco è la fondamentale condizione per lo sviluppo e il benessere personale e sociale) e dall'organizzazione degli spazi, dei tempi e delle attività. Nella scuola dell'infanzia lo spazio rappresenta il luogo dove si concretizzano le relazioni e i rapporti educativi; è il luogo dove i bambini vivono e lavorano ed è anche importante come esso è pensato e predisposto poiché promuove o meno l'apprendimento. Per quanto concerne il tempo è noto che i bambini non hanno una percezione di esso, quest'ultimo è di natura esistenziale ed ha un valore significativo. Infine, la successione delle attività, a questo livello scolastico, deve basarsi su tutta una serie di routine, cioè compiti in grado di scandire la vita quotidiana, le quali con la loro varietà (e la disponibilità di diversi materiali) rappresentano occasioni continue di ricerca, di esplorazione, di curiosità per tutti bambini, attivando in loro i processi di logica, organizzazione delle loro conoscenze e capacità di riordino e classificazione.
Abstract/Sommario: Con la parola "attivamente cittadini" o "cittadinanza attiva" si intende la partecipazione responsabile delle persone alla vita politica (con la consapevolezza di essere titolari di diritti e di doveri come cittadini) ed anche di contribuire al bene comune; non essendo facilmente trasmissibile tale concetto alle nuove generazioni, secondo le due autrici, è importante che nell'ambito della scuola occorre valorizzare l'impegno di tutti nel raggiungere un dato obiettivo: quello cioè del b ...; [Leggi tutto...]
Con la parola "attivamente cittadini" o "cittadinanza attiva" si intende la partecipazione responsabile delle persone alla vita politica (con la consapevolezza di essere titolari di diritti e di doveri come cittadini) ed anche di contribuire al bene comune; non essendo facilmente trasmissibile tale concetto alle nuove generazioni, secondo le due autrici, è importante che nell'ambito della scuola occorre valorizzare l'impegno di tutti nel raggiungere un dato obiettivo: quello cioè del benessere dell'intera collettività, facendo leva sui principi base del vivere civile. Il compito della scuola è proprio quello di saper condurre i propri allievi (bambini e ragazzi) sulla strada di diritto e della solidarietà, e promuovendo la creazione di una rete di relazioni efficace con gli altri. È compito degli insegnanti promuovere un apprendimento che risulti essere anche una lezione di partecipazione attiva alla vita sociale; quindi, occorre accompagnare tutti i propri studenti a progettare la propria esistenza, affinché possono realizzare nella vita ciò a cui aspirano, rispettando gli altri e le leggi. A tale scopo gli insegnanti devono rendere agevole lo sviluppo di un pensiero critico e creativo negli alunni insieme ad una partecipazione basata su diversi compiti e la loro suddivisione e sul continuo scambio tra competenze diverse.
Abstract/Sommario: E' noto che elementi fondamentali per ogni bambino che comincia a frequentare il primo anno di scuola primaria sono il contesto scolastico (classe) e l'acquisizione (nuova esperienza) della lettura e della scrittura e spesso accade che il successo scolastico si identifica con l'immagine del buon lettore. Cosa succede, invece, a quei scolari che fanno fatica a raggiungere un buon livello scolastico, che si confrontano quotidianamente con i loro compagni e nonostante il loro impegno si d ...; [Leggi tutto...]
E' noto che elementi fondamentali per ogni bambino che comincia a frequentare il primo anno di scuola primaria sono il contesto scolastico (classe) e l'acquisizione (nuova esperienza) della lettura e della scrittura e spesso accade che il successo scolastico si identifica con l'immagine del buon lettore. Cosa succede, invece, a quei scolari che fanno fatica a raggiungere un buon livello scolastico, che si confrontano quotidianamente con i loro compagni e nonostante il loro impegno si discostano dai risultati raggiunti dagli altri bambini e mettendo in atto con le loro esperienze fallimentari atteggiamenti negativi, e prima di tutto il loro senso di autoefficacia e di autostima? Le autrici studiano il caso di un bambino di 6 anni che soffre la separazione dalla madre e ha un atteggiamento di inibizione quando si trova solo con persone sconosciute ed in questo caso anche a scuola, collaborando poco nelle attività proposte ed avendo piuttosto atteggiamenti di evitamento. In virtù di tali ragioni e comportamenti del bambino, le insegnanti, oltre a lavorare sugli aspetti emotivi del bambino hanno ideato un lavoro di rete per comprendere meglio il carattere dello stesso e per permettere anche agli altri adulti di riferimento di conoscere il suo profilo; a tale scopo è stata ideata una apposita terapia con incontri psicoeducativi (genitori-insegnanti) ed è stato stilato un PDP (Piano Didattico Personalizzato) apposito per il bambino, che alla fine ha attuato un atteggiamento positivo nei confronti della scuola ed a svolgere le varie attività proposte insieme ai suoi compagni.
Abstract/Sommario: L'articolo tratta dell'importanza di regolare le proprie emozioni da parte dell'insegnante; anche se non è affatto semplice la loro regolazione è, tuttavia, possibile e soprattutto importante, in quanto aumenta il benessere personale (del docente) e nello stesso tempo favorisce il metodo dell'insegnamento più efficace. Ovviamente risulterebbe più veloce sopprimere le proprie emozioni ma sarebbe un atteggiamento poco funzionale. La rivalutazione emotiva richiede, però, tutta una serie d ...; [Leggi tutto...]
L'articolo tratta dell'importanza di regolare le proprie emozioni da parte dell'insegnante; anche se non è affatto semplice la loro regolazione è, tuttavia, possibile e soprattutto importante, in quanto aumenta il benessere personale (del docente) e nello stesso tempo favorisce il metodo dell'insegnamento più efficace. Ovviamente risulterebbe più veloce sopprimere le proprie emozioni ma sarebbe un atteggiamento poco funzionale. La rivalutazione emotiva richiede, però, tutta una serie di passaggi: 1) Selezionare la situazione che si ha davanti; 2) Modificare la stessa (facendo o affermando qualcosa); 3) Focalizzare la propria attenzione su certi aspetti, ignorandone altri; 4) Reinterpretare la situazione; 5) Manifestare l'emozione. Questo processo è ciclico. Mantenere a lungo il proprio vissuto emotivo in modo piacevole permette di insegnare con entusiasmo la propria materia e di rendere più interessanti le lezioni. Attraverso il suo modello di comportamento, contagiato dalle emozioni, l'insegnante che esprime calma, piacere nel svolgere la propria professione è capace di veicolare reazioni più efficaci dinanzi agli eventi che si verificano, poiché capace anche di suggerire ai suoi allievi una reazione propositiva alle eventuali difficoltà che possono insorgere.
Abstract/Sommario: Secondo il parere degli autori lo stato di salute della società deve essere misurato non come funziona la scuola ma dal contributo che quest'ultima può dare cercando un modo più agevole di stare insieme. Se la società si mantiene esercitando delle regole le quali vanno fatte rispettare, la scuola può diventare un luogo in continua evoluzione, un luogo democratico. La scuola, considerata all'interno di una democrazia affettiva (cioè un sistema di relazioni basato sull'affetto e non sull ...; [Leggi tutto...]
Secondo il parere degli autori lo stato di salute della società deve essere misurato non come funziona la scuola ma dal contributo che quest'ultima può dare cercando un modo più agevole di stare insieme. Se la società si mantiene esercitando delle regole le quali vanno fatte rispettare, la scuola può diventare un luogo in continua evoluzione, un luogo democratico. La scuola, considerata all'interno di una democrazia affettiva (cioè un sistema di relazioni basato sull'affetto e non sulla forza nel pieno rispetto del carattere e delle preferenze degli individui) è un luogo aperto alla ricerca, alle nuove esperienze che poi sfociano nell'apprendimento. Da tale opportunità deriva poi una riflessione: cosa è necessario per cambiare il curriculum di apprendimento degli allievi in modo da favorire l'insorgenza di relazioni sociali basate sulla cittadinanza attiva, quindi attenzione, collaborazione, rispetto, empatia. Essere cittadino attivo significa che ogni persona diventa consapevole di sé stesso e delle sue scelte, della sua autonomia, responsabilità e progettualità. Perciò la scuola per passare da un modello premio-punizione ad un modello responsabilità deve fondare la relazione sulla fiducia reciproca e sul rifiuto di un qualsiasi contrasto. Da tale concezione la scuola deve essere vista e pensata come luogo di accoglienza piacevole anche per i nuovi cittadini, farli sentire a proprio agio e soggetti di attenzione.
Abstract/Sommario: Le due autrici affrontano in questo articolo il tema del pregiudizio maggiormente diffuso sui disturbi dello spettro autistico, cioè la credenza che le persone affette da questa condizione non riescono a provare le emozioni e sono poco propense ad allacciare qualsiasi tipo di relazione. La verità, invece, è che oltre alla gravità della malattia e a secondo del livello generale di funzionamento, i soggetti autistici hanno difficoltà nel riconoscere le proprie emozioni e poi utilizzarle ...; [Leggi tutto...]
Le due autrici affrontano in questo articolo il tema del pregiudizio maggiormente diffuso sui disturbi dello spettro autistico, cioè la credenza che le persone affette da questa condizione non riescono a provare le emozioni e sono poco propense ad allacciare qualsiasi tipo di relazione. La verità, invece, è che oltre alla gravità della malattia e a secondo del livello generale di funzionamento, i soggetti autistici hanno difficoltà nel riconoscere le proprie emozioni e poi utilizzarle nella comunicazione-relazione con gli altri. Da ciò l'idea di creare un laboratorio delle emozioni. Il laboratorio nasce come parte di un percorso psicoeducativo volto a sostenere la capacità di riconoscere e di esprimere le proprie emozioni, di decodificare e interpretare gli stati emotivi degli altri e condividere il significato attribuito ai sentimenti, in una situazione protetta come quella di un piccolo gruppo alla pari. A tale scopo è stato scelto l'utilizzo di albi illustrati che fossero motivanti e che a partire dalle cinque emozioni di base (ognuna di queste è rappresentata dal personaggio corrispondente) è stato possibile costruire, insieme ai bambini, una specie di libro virtuale che mantiene traccia del lavoro svolto insieme; ogni allievo, in tale modo, all'interno del gruppo può dare il proprio contributo e nello stesso tempo può trarre il proprio beneficio con il continuo confronto con i suoi compagni.
Abstract/Sommario: L'evento della pandemia del covid-19 ha messo in luce l'attenzione sulla importanza della cultura della legalità con il richiamo all'assunzione di comportamenti responsabili verso tutti (familiari, amici, ecc.) e alla osservazione dei vari decreti ministeriali e le loro indicazioni. Da ciò scaturisce l'importanza di alimentare il senso di appartenenza alla comunità (intesa quest'ultima come l'insieme di persone che vivendo su uno stesso territorio hanno e condividono stesse origini, tr ...; [Leggi tutto...]
L'evento della pandemia del covid-19 ha messo in luce l'attenzione sulla importanza della cultura della legalità con il richiamo all'assunzione di comportamenti responsabili verso tutti (familiari, amici, ecc.) e alla osservazione dei vari decreti ministeriali e le loro indicazioni. Da ciò scaturisce l'importanza di alimentare il senso di appartenenza alla comunità (intesa quest'ultima come l'insieme di persone che vivendo su uno stesso territorio hanno e condividono stesse origini, tradizioni ed hanno le stesse idee dal punto di vista culturale, amministrativo con lo scopo di un obiettivo comune). Il MIUR già in una sua circolare (302/1993) ha specificato che educare alla legalità significa elaborare una cultura dei valori civili e dove esiste la consapevolezza da parte dei cittadini di elaborare relazioni tra di loro e con le istituzioni. La cittadinanza si fonda sulla legalità, intesa non solo come mero rispetto delle norme sancite dall'autorità (e quindi applicazione della stessa legalità), ma come coscienza collettiva che la scuola deve formare negli studenti, sviluppando in essi l'etica della responsabilità e i doveri fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana. L'educazione alla legalità presuppone, però, un piano di conoscenza, uno etico ed uno di confronto attivo con l'ambito sociale di riferimento; se è importante da un lato acquisire una consapevolezza del contesto culturale (con riferimento alla Costituzione), dall'altro lato l'educazione e i suoi programmi alla legalità devono seguire delle strade che intravedono come protagonisti attivi gli studenti a contatto con la realtà che li circonda, aiutando questi ultimi a acquisire loro consapevolezza piena del senso e del valore delle esperienze fatte.
Abstract/Sommario: L'inclusione scolastica oggi ha assunto un valore primario nell'ambito delle politiche scolastiche nazionali; essa rappresenta l'attuazione dei principi costituzionali di eguaglianza e pari dignità per ogni cittadino. Adottare una didattica inclusiva in classe significa rispondere non solo con strumenti idonei compensativi o dispensativi a quegli alunni che hanno disabilità o bisogni particolari, ma adottare metodologie e strategie mirate nell'insegnamento che consentano realmente di p ...; [Leggi tutto...]
L'inclusione scolastica oggi ha assunto un valore primario nell'ambito delle politiche scolastiche nazionali; essa rappresenta l'attuazione dei principi costituzionali di eguaglianza e pari dignità per ogni cittadino. Adottare una didattica inclusiva in classe significa rispondere non solo con strumenti idonei compensativi o dispensativi a quegli alunni che hanno disabilità o bisogni particolari, ma adottare metodologie e strategie mirate nell'insegnamento che consentano realmente di personalizzare le proposte formative per offrire risposte ai bisogni di tutti. Ciò significa considerare tra gli studenti con bisogni educativi speciali anche gli alunni ad alto potenziale cognitivo (o plusdotazione), in quanto le loro caratteristiche rientrano a pieno titolo nei bisogni speciali (sottolineato, inoltre, dalla raccomandazione del Consiglio d'Europa del 1994 che evidenzia l'importanza di offrire a questi allievi l'assistenza e il sostegno necessario).
Abstract/Sommario: Oggigiorno è entrato in crisi il concetto di "buon cittadino" inteso quest'ultimo come persona rispettosa dei doveri ma anche capace di far valere i propri diritti; quindi, si sta delineando una zona intermedia tra l'area del privato e quella dello Stato, dove assistiamo alla presenza di persone che vogliono partecipare alla vita del loro Paese, essere, quindi. cittadini attivi. Per divenire tali occorre prima di tutto conoscere il proprio contesto storico e geografico, saper vedere i ...; [Leggi tutto...]
Oggigiorno è entrato in crisi il concetto di "buon cittadino" inteso quest'ultimo come persona rispettosa dei doveri ma anche capace di far valere i propri diritti; quindi, si sta delineando una zona intermedia tra l'area del privato e quella dello Stato, dove assistiamo alla presenza di persone che vogliono partecipare alla vita del loro Paese, essere, quindi. cittadini attivi. Per divenire tali occorre prima di tutto conoscere il proprio contesto storico e geografico, saper vedere i problemi inerenti ad esso, accettare le proprie responsabilità e valutare il da farsi per trovare una soluzione. Educare alla cittadinanza attiva significa promuovere lo sviluppo di comportamenti responsabili come la solidarietà e il bene comune, tenendo ben presente la consapevolezza dei propri diritti e doveri; ciò implica l'incremento del rispetto della legalità, del sostegno all'ambiente, ai beni paesaggistici, al patrimonio e nello stesso tempo valorizzando l'educazione interculturale con il rispetto delle differenze esistenti nelle culture diverse e il dialogo tra esse. Considerando il fenomeno dell'immigrazione e i numerosi problemi ad esso legati occorre, innanzitutto, combattere il pregiudizio e per evitare che quest'ultimo metta le sue radici è importante che gli adulti di riferimento diano per primi il buon esempio, evitando essi stessi comportamenti o linguaggi discriminatori. Nella scuola italiana gli insegnanti non si sono certamente sottratti a tale responsabilità, facendo il primo passo: conoscere, cioè, i gruppi minoritari e facendo leva sulla curiosità dei bambini e facendo loro conoscere le differenze dei nuovi arrivati in classe (usi, costumi) favorendo un approccio tra gli studenti di cooperazione. Quindi, l'avvio di scambi interpersonali positivi sono il punto di partenza per l'integrazione sociale ed occorre che gli stessi bambini devono essere protagonisti diretti nel contatto tra i gruppi diversi rispettando le loro diversità.
Abstract/Sommario: Ogni cosa che noi facciamo sappiamo che a che fare con la memoria, cioè il sistema cognitivo che consente di apprendere e ricordare le più svariate informazioni (infatti, "avere buona memoria" indica di essere capaci di ricordare molte informazioni). Più esattamente quando si parla di memoria ci si riferisce alla capacità dell'individuo (non solo umano) di conservare le tracce della propria esperienza passata e di sapersene servire dopo quando si relaziona con gli altri e con gli event ...; [Leggi tutto...]
Ogni cosa che noi facciamo sappiamo che a che fare con la memoria, cioè il sistema cognitivo che consente di apprendere e ricordare le più svariate informazioni (infatti, "avere buona memoria" indica di essere capaci di ricordare molte informazioni). Più esattamente quando si parla di memoria ci si riferisce alla capacità dell'individuo (non solo umano) di conservare le tracce della propria esperienza passata e di sapersene servire dopo quando si relaziona con gli altri e con gli eventi futuri. Inoltre, questo concetto comprende sempre, oltre alla conservazione di informazioni, anche il loro apprendimento ed ancora l'accesso (consapevole o inconsapevole) a quanto conservato, cioè il ricordo in senso stretto. E' lo stesso utilizzo del ricordo a influenzare la sua conservazione (e tale condizione la abbiamo sperimentata tutti): ciò che non viene rievocato per molto tempo tende poi a essere dimenticato. Da ciò scaturisce l'affermazione che la memoria è una funzionalità che si è evoluta nel corso di migliaia di anni e la sua organizzazione funzionale, così come si è sviluppata, garantisce un adattamento più consono all'ambiente rispetto agli individui che non possiedono tale funzionalità; da tale osservazione deriva una deduzione che è in grado di stravolgere la concezione classica della memoria: il fatto che quest'ultima, intesa come un sistema, sia in grado di svolgere il suo compito (ricordare) non significa però che quest'ultimo è il suo scopo biologico, ma che è qualcosa di collaterale, quindi, occorre valutare la memoria alla luce non solo di ciò che fa, ma anche di come lo fa e dove riesce meglio con ciò che fa.