Abstract/Sommario: Recentemente il MIUR ha indagato ed affermato che in Italia ci sono oltre un milione di allievi con DSA e BES, cioè esigenze specifiche, per i quali si rende necessaria una valutazione specifica, cioè personalizzata. Una valutazione che deve necessariamente far uso di misure compensative, per poter verificare l'effettivo percorso di apprendimento, che tenga conto dei bisogni ed esigenze del bambino o ragazzo che ha più difficoltà ad imparare e di conseguenza, a porli sullo stesso pian ...; [Leggi tutto...]
Recentemente il MIUR ha indagato ed affermato che in Italia ci sono oltre un milione di allievi con DSA e BES, cioè esigenze specifiche, per i quali si rende necessaria una valutazione specifica, cioè personalizzata. Una valutazione che deve necessariamente far uso di misure compensative, per poter verificare l'effettivo percorso di apprendimento, che tenga conto dei bisogni ed esigenze del bambino o ragazzo che ha più difficoltà ad imparare e di conseguenza, a porli sullo stesso piano dei loro compagni. Ciò non significa avvantaggiare alcuni allievi a discapito degli altri, perché ogni adattamento della pratica di valutazione è un modo per consentire a tutti di mostrare quanto acquisito durante la propria formazione. La valutazione per gli allievi con BES e DSA deve riuscire ad individuare il modo migliore per rilevare gli apprendimenti di quest'ultimi, nonostante le loro difficoltà, considerando il fatto che ognuno ha un proprio canale di preferenze nell'apprendimento (es. lettura, uso di riassunti o grafici). Risulta poi fondamentale che ogni insegnante, nel preparare il piano didattico personalizzato per questi alunni deve prima di tutto tener conto gli obiettivi da raggiungere secondo i livelli di competenze disciplinari previste dalle Linee Guida, concordare, poi, insieme agli specialisti, quali possono essere gli strumenti adatti utili sia per lo studio e sia per la verifica per questi allievi. Infine, tenendo presente la situazione di partenza del bambino o del ragazzo, deve indicare le varie modalità di verifica e di valutazione durante il percorso scolastico e le competenze acquisite.
Abstract/Sommario: In una recente ricerca fatta in 6 Paesi, tra cui l'Italia (il cui scopo è stato quello di valutare una scala di soddisfazione in ambito lavorativo scolastico) ha identificato le 3 fonti principali di soddisfazione da parte degli insegnanti nelle loro relazioni con i propri colleghi, allievi e famiglie di questi ultimi. E' ovvio che tra le varie emozioni vissute dagli insegnanti le più importanti (e quelle più urgenti) sono quelle che riguardano il rapporto con gli allievi e ciò avviene ...; [Leggi tutto...]
In una recente ricerca fatta in 6 Paesi, tra cui l'Italia (il cui scopo è stato quello di valutare una scala di soddisfazione in ambito lavorativo scolastico) ha identificato le 3 fonti principali di soddisfazione da parte degli insegnanti nelle loro relazioni con i propri colleghi, allievi e famiglie di questi ultimi. E' ovvio che tra le varie emozioni vissute dagli insegnanti le più importanti (e quelle più urgenti) sono quelle che riguardano il rapporto con gli allievi e ciò avviene sia nelle scuole primarie e sia in quelle secondarie. Si tratta di emozioni legate al raggiungimento o al fallimento dei propri obiettivi che hanno quattro componenti: 1) coinvolgimento della classe intera; 2) apprendimento; 3) gestione della classe senza intoppi; 4) relazione interpersonale positiva. Quando la situazione è in linea con tali obiettivi, l'insegnante può consolidare la propria autoefficacia, cioè l'idea di poter svolgere la propria professione con successo e di perseguire nel suo operato, in tal caso le emozioni dell'insegnante sono positive poiché sono legate al raggiungimento degli obiettivi professionali. Da ciò il coinvolgimento degli allievi da maggiore forza e gioia all'insegnante rispetto ai loro risultati di apprendimento, proprio perché gli stessi sono motivati e coinvolti (di conseguenza non arrecano disturbo e si allineano con gli obiettivi del loro insegnante). Ci sono, però, anche le emozioni negative (rabbia, frustrazione) legate per di più al comportamento scorretto degli allievi e mancanza di disciplina che aumenta il rischio nel tempo del burnout, oltre all'ansia e al senso di colpa legati questi ultimi all'inesperienza ed alle crescenti responsabilità che ogni giorno gravano sugli insegnanti e tutto ciò incide in modo negativo sull'assolvimento dei propri compiti ed obiettivi.
Abstract/Sommario: L'articolo riguarda l'apprendimento dei bambini dall'età 0-6, cioè Nido e Scuola dell'Infanzia, che avviene grazie al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di cura e relazione. La Legge 107/2015 ha istituito il "Sistema integrato 0-6 anni" col quale si è aperto un passaggio notevole nella storia delle istituzioni educative nel nostro Paese. Il Nido e la scuola dell'infanzia hanno due storie indipendenti anche se la loro origine in fondo è comune; queste sono due istituzioni che son ...; [Leggi tutto...]
L'articolo riguarda l'apprendimento dei bambini dall'età 0-6, cioè Nido e Scuola dell'Infanzia, che avviene grazie al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di cura e relazione. La Legge 107/2015 ha istituito il "Sistema integrato 0-6 anni" col quale si è aperto un passaggio notevole nella storia delle istituzioni educative nel nostro Paese. Il Nido e la scuola dell'infanzia hanno due storie indipendenti anche se la loro origine in fondo è comune; queste sono due istituzioni che sono nate per accogliere bambini molto piccoli e quindi, prima della loro scolarizzazione, e per venire incontro alle esigenze delle famiglie di questi ultimi, poiché non possono occuparsene. Anche se la scuola dell'infanzia, negli ultimi tempi, è andata sempre più verso la "scuola" vera e propria, e il Nido ha faticato a trovare una sua specifica identità tra cura e relazione, c'è da dire, però, che la loro evoluzione si è sviluppata in modo parallelo e con finalità ben precise. Per tale motivo è importante la creazione di una nuova legge che, istituendo un Sistema Unico Integrato sollecita il confronto tra queste due istituzioni e riesce a superare le perplessità verso gli elementi di discontinuità tra i due servizi, collaborando a un obiettivo comune. La continuità si costruisce riconoscendo le discontinuità, quindi, e un punto di partenza per questo confronto è l'uso dell'osservazione come strumento professionale dell'insegnante. La prima è l'osservazione del bambino con specifici strumenti per conoscere le sue competenze e le sue difficoltà, in modo poi da poter individuare meglio l'insegnamento; osservazione che è centrata non solo sul bambino (individuo), ma che è anche uno strumento professionale dell'insegnante, patrimonio della propria formazione ed esperienza. La seconda riguarda l'osservazione dell'ambiente e del gruppo classe, per cercare di individuare quali strategie adottare per favorire, non solo, un sicuro apprendimento a tutti gli allievi ma assicurare loro una esperienza di vita positiva.
Abstract/Sommario: Gli autori, basandosi sulle varie ricerche eseguite, ritengono che, per un buon apprendimento è necessario prima di tutto creare un contesto ideale con una buona qualità relazionale, dove gli allievi sono incoraggiati a credere in se stessi e nelle loro capacità. Si tratta, quindi, di passare da un modello di scuola riparativa ad uno generativo dove esistendo la collaborazione - cooperazione fra tutti vengono, alla fine, apprezzate e valorizzate le differenze individuali. Essendo l'app ...; [Leggi tutto...]
Gli autori, basandosi sulle varie ricerche eseguite, ritengono che, per un buon apprendimento è necessario prima di tutto creare un contesto ideale con una buona qualità relazionale, dove gli allievi sono incoraggiati a credere in se stessi e nelle loro capacità. Si tratta, quindi, di passare da un modello di scuola riparativa ad uno generativo dove esistendo la collaborazione - cooperazione fra tutti vengono, alla fine, apprezzate e valorizzate le differenze individuali. Essendo l'apprendimento un processo in continua evoluzione, occorre evitare che l'alunno pone la sua attenzione e il suo valore, soltanto, sulla propria prestazione, deve cioè comprendere la differenza tra ciò che si fa e ciò che si è; in questo caso è utile l'aiuto da parte dell'insegnante, il quale deve indurre l'allievo ad automonitorarsi, e quindi ad essere sostenuto a svolgere i propri compiti e pianificare i propri obiettivi sia a lungo termine e sia a breve termine. Occorre che, in un processo educativo, l'insegnante deve aiutare i propri allievi, quindi a vedere le loro qualità e competenze ed a accettare l'errore e/o la sconfitta, considerando come anche questi ultimi possono essere fattori di crescita e di apprendimento.
Abstract/Sommario: I materiali per la valutazione a uso degli insegnanti sono moltissimi, ma per un loro efficace impiego è necessario prima esaminare che cosa, perché e come valutare. Lo scopo della valutazione è quello di programmare e indirizzare il piano individualizzato in base alle esigenze del singolo alunno, quindi comprendere meglio il bisogno speciale che richiede un trattamento speciale; una volta formulato ed avviato il piano di intervento individualizzato, l'obiettivo si sposta sul monitorag ...; [Leggi tutto...]
I materiali per la valutazione a uso degli insegnanti sono moltissimi, ma per un loro efficace impiego è necessario prima esaminare che cosa, perché e come valutare. Lo scopo della valutazione è quello di programmare e indirizzare il piano individualizzato in base alle esigenze del singolo alunno, quindi comprendere meglio il bisogno speciale che richiede un trattamento speciale; una volta formulato ed avviato il piano di intervento individualizzato, l'obiettivo si sposta sul monitoraggio di come funziona il trattamento e ciò al fine di realizzare "in itinere" cambiamenti adatti a modificare gli interventi risultati inefficaci. Tale scopo è diverso dal confronto pre-post di un trattamento, per il quale occorrono strumenti aventi proprietà psicometriche; invece, per una valutazione frequente occorre usare strumenti ripetibili e osservativi (colloquio narrativo, gioco, role-playing, uso di produzioni basate sull'immaginazione o sul disegno). In un'ottica di approccio globale, e specialmente in ambito educativo, occorre che la valutazione debba includere la relazione tra allievo e insegnante; quindi, distinguere la valutazione degli eventuali deficit e la valutazione dei potenziali (competenze trasversali) presenti e utilizzabili per l'apprendimento, nonché degli ausili recuperabili nell'ambiente. Inoltre, è fondamentale che tutti coloro che sono coinvolti (servizi territoriali di supporto alla scuola, equipe che compie la valutazione iniziale, insegnanti specializzati) si relazionino tra loro e scambiano le informazioni ricevute in modo poi da trovare insieme gli interventi più opportuni.