Abstract/Sommario: Nelle organizzazioni i processi di differenziazione corrispondono a momenti delicati, di transizione, che danno la possibilità a chi ne è coinvolto di mettersi profondamente in gioco, cogliendo interessanti opportunità e intrecciando nuove interrelazioni. Spesso, tuttavia, una simile situazione spaventa, induce a chiudersi in una esasperata specializzazione dei compiti e nella difesa della propria identità professionale, rifuggendo il confronto con i colleghi. Solo un sincero accoglime ...; [Leggi tutto...]
Nelle organizzazioni i processi di differenziazione corrispondono a momenti delicati, di transizione, che danno la possibilità a chi ne è coinvolto di mettersi profondamente in gioco, cogliendo interessanti opportunità e intrecciando nuove interrelazioni. Spesso, tuttavia, una simile situazione spaventa, induce a chiudersi in una esasperata specializzazione dei compiti e nella difesa della propria identità professionale, rifuggendo il confronto con i colleghi. Solo un sincero accoglimento delle differenze in seno al gruppo di lavoro può innescare un processo di métissage che sia positiva risposta alla crisi.
Abstract/Sommario: Come aiutare i ragazzi a regolare e a vivere con serenità i propri flussi emotivi? Come sostenerli nella costruzione della propria identità? Il laboratorio creativo, attraverso una proposta di gioco che fa diventare gli adolescenti protagonisti di una narrazione, favorisce lo sviluppo di esperienze emotive all’interno del set laboratoriale. Il messaggio è che per crescere nulla va depositato fuori, ma tutto si può e si deve elaborare dentro, e quando è troppo difficile farlo da soli, s ...; [Leggi tutto...]
Come aiutare i ragazzi a regolare e a vivere con serenità i propri flussi emotivi? Come sostenerli nella costruzione della propria identità? Il laboratorio creativo, attraverso una proposta di gioco che fa diventare gli adolescenti protagonisti di una narrazione, favorisce lo sviluppo di esperienze emotive all’interno del set laboratoriale. Il messaggio è che per crescere nulla va depositato fuori, ma tutto si può e si deve elaborare dentro, e quando è troppo difficile farlo da soli, si può contare su qualche amico. Il laboratorio diventa una palestra relazionale in cui provare il piacere di una costruzione comune.
Abstract/Sommario: Pensarsi nella relazione con l’altro. Aver cura dei propri sentimenti. Coinvolgersi senza perdersi Nel lavoro sociale si parte sempre dal contatto con una realtà incerta, sconosciuta, di difficile interpretazione. Sia per l’operatore che per la persona stessa portatrice della difficoltà. Questa realtà incerta e sconosciuta, che è la situazione problematica su cui l’operatore è chiamato a intervenire, è comprensibile soltanto mettendosi in gioco nella relazione intersoggettiva. Per l’o ...; [Leggi tutto...]
Pensarsi nella relazione con l’altro. Aver cura dei propri sentimenti. Coinvolgersi senza perdersi Nel lavoro sociale si parte sempre dal contatto con una realtà incerta, sconosciuta, di difficile interpretazione. Sia per l’operatore che per la persona stessa portatrice della difficoltà. Questa realtà incerta e sconosciuta, che è la situazione problematica su cui l’operatore è chiamato a intervenire, è comprensibile soltanto mettendosi in gioco nella relazione intersoggettiva. Per l’operatore è importante avvicinarsi molto alle situazioni, entrare in contatto con l’altro e capire insieme a lui qual è il problema e la strada percorribile. In questo senso, per conoscere ciò che non si sa, i soggetti implicati nella relazione di cura devono accettare di dipendere l’uno dall’altro per capire come intervenire.
Abstract/Sommario: Avere come obiettivo la qualità complessiva della vita delle persone che si trovano in situazioni di sofferenza significa perseguire un’interazione efficace ed efficiente tra gli attori dei sistemi di cura e i paradigmi che ne ispirano le pratiche. E tuttavia non basta. Che ecologia di caring si avrebbe, infatti, senza un’adesione etica e affettiva al «mito di cura» da parte dei diversi soggetti coinvolti? Senza, cioè, che da parte di familiari, amici, professionisti, amministratori, e ...; [Leggi tutto...]
Avere come obiettivo la qualità complessiva della vita delle persone che si trovano in situazioni di sofferenza significa perseguire un’interazione efficace ed efficiente tra gli attori dei sistemi di cura e i paradigmi che ne ispirano le pratiche. E tuttavia non basta. Che ecologia di caring si avrebbe, infatti, senza un’adesione etica e affettiva al «mito di cura» da parte dei diversi soggetti coinvolti? Senza, cioè, che da parte di familiari, amici, professionisti, amministratori, ecc., il soggetto delle relazioni di cura sia avvertito come parte apprezzabile dello stesso sistema costruito per il suo benessere?