Abstract/Sommario: Le autrici presentano degli spunti che possono essere utilizzati per creare nuovi materiali da adattare alle caratteristiche di ogni singolo allievo, considerando il caso che può ancora emergere (come nei mesi scorsi) di necessità di svolgere lezioni a distanza; la comunicazione, l'adattamento dei materiali proposti, la salvaguardia delle autonomie già conquistate e la socialità sono fondamentali, secondo le autrici, nel'accompagnare gli allievi con disabilità intellettiva nella didatt ...; [Leggi tutto...]
Le autrici presentano degli spunti che possono essere utilizzati per creare nuovi materiali da adattare alle caratteristiche di ogni singolo allievo, considerando il caso che può ancora emergere (come nei mesi scorsi) di necessità di svolgere lezioni a distanza; la comunicazione, l'adattamento dei materiali proposti, la salvaguardia delle autonomie già conquistate e la socialità sono fondamentali, secondo le autrici, nel'accompagnare gli allievi con disabilità intellettiva nella didattica a distanza. Il punto di partenza è la comunicazione e di conseguenza è necessario capire quali possono essere gli stati d'animo che hanno gli allievi e quindi, fornire loro tutti i materiali necessari per potersi esprimere, adattandoli alle loro esigenze e possibilità e soprattutto in base alla loro età. In secondo luogo occorre motivare gli allievi disabili, come ad esempio proporre una "sfida" con premio finale ed una volta raggiunto l'obiettivo prefissato, quest'ultimo dovrà essere documentato attraverso foto o video dall'alunno stesso. E', inoltre, fondamentale ricordare che la vera inclusione passa attraverso la socialità, intesa non solo come rapporto tra allievo e insegnante ma anche come rapporto tra i propri compagni; l'alunno con disabilità intellettiva ha un forte bisogno di uno stretto contatto con i propri pari e in mancanza di un contatto diretto con loro si può utilizzare la tecnologia attraverso video-chiamate e/o messaggi.
Abstract/Sommario: L'articolo tratta dell'importanza di un proficuo rapporto tra scuola e famiglia per accompagnare nella sua crescita il bambino con sindrome di spettro autistico; tale rapporto che riguarda anche la collaborazione dei centri riabilitativi deve basarsi, però, su 4 condizioni fondamentali: Collaborazione, condivisione, fiducia e delega, cioè la cosiddetta "teoria del fiore". La collaborazione (tra genitori ed insegnanti) deve essere intesa come elemento indispensabile per poter permettere ...; [Leggi tutto...]
L'articolo tratta dell'importanza di un proficuo rapporto tra scuola e famiglia per accompagnare nella sua crescita il bambino con sindrome di spettro autistico; tale rapporto che riguarda anche la collaborazione dei centri riabilitativi deve basarsi, però, su 4 condizioni fondamentali: Collaborazione, condivisione, fiducia e delega, cioè la cosiddetta "teoria del fiore". La collaborazione (tra genitori ed insegnanti) deve essere intesa come elemento indispensabile per poter permettere il passaggio necessario di informazioni per stipulare il PEI (Progetto educativo Individualizzato). La condivisione riguarda gli obiettivi da raggiungere e/o raggiunti tra i genitori e gli insegnanti, quindi le tecniche e le strategie utili allo scopo. La fiducia rappresenta il legame che si instaura tra famiglia e scuola, e quindi, osservare la buona relazione che intercorre tra i genitori e gli insegnanti (clima positivo) per il bambino è molto importante poiché si sentirà al centro dell'attenzione e di conseguenza apprezzato e protetto. La delega, infine, è l'atteggiamento che permette ai genitori (una volta instaurato il rapporto di collaborazione, condivisione e fiducia) di affidarsi agli insegnanti come titolari dell'educazione scolastica del proprio figlio e quindi, accettando alla fine, il programma degli apprendimenti deciso per quest'ultimo.
Abstract/Sommario: L'autrice si chiede, in questo suo articolo, quali caratteristiche ambientali e personali facilitano a scuola l'assunzione di atteggiamenti favorevoli all'inclusione degli alunni con disabilità o disturbi dello sviluppo, oltre ai fattori che condizionano gli atteggiamenti dei compagni dell'alunno disabile. Occorre dire, innanzitutto, che gli atteggiamenti degli alunni sono diversi in rapporto ai vari tipi di disturbo: la disabilità fisica, la difficoltà cognitiva lieve e quelle di appr ...; [Leggi tutto...]
L'autrice si chiede, in questo suo articolo, quali caratteristiche ambientali e personali facilitano a scuola l'assunzione di atteggiamenti favorevoli all'inclusione degli alunni con disabilità o disturbi dello sviluppo, oltre ai fattori che condizionano gli atteggiamenti dei compagni dell'alunno disabile. Occorre dire, innanzitutto, che gli atteggiamenti degli alunni sono diversi in rapporto ai vari tipi di disturbo: la disabilità fisica, la difficoltà cognitiva lieve e quelle di apprendimento sono generalmente associate ad un atteggiamento all'inclusione; invece, quando si tratta di una situazione più severa che coincide con disturbi comportamentali, l'inclusione risulta essere più difficoltosa e di conseguenza anche le attività scolastiche da condividere. Ciò indica che la paura di trovarsi dinanzi a delle situazioni difficili da gestire può condizionare in modo negativo l'atteggiamento degli allievi nei confronti del compagno con bisogni educativi speciali; solo cercando di conoscere bene il compagno e le sue caratteristiche si può superare questa paura, e quindi instaurare con lui un rapporto di amicizia. Inoltre, bisogna chiarire che quando si parla di partecipazione alla vita scolastica non bisogna riferirsi solo alle attività svolte in classe ma occorre includere altri eventi come: gite, recite, feste nonché relazioni con gli adulti. L'inclusione a scuola comprende la misura, la frequenza e il numero di attività con le quali si realizza la partecipazione dell'alunno disabile a scuola ma, soprattutto, il livello di accettazione e di coinvolgimento da parte di quest'ultimo nella comunità scolastica. Gli atteggiamenti positivi, inoltre, di amicizia e di supporto da parte dei compagni nei confronti del bambino bisognoso devono essere supportati, anche, dagli atteggiamenti e dalle abilità degli insegnanti per poter creare opportunità di partecipazione (prevedendo ad esempio, un ruolo positivo per il bambino con bisogni speciali) e migliorare il suo coinvolgimento alla vita scolastica.
Abstract/Sommario: E' importante redigere un programma psicopedagogico educativo a lungo termine, secondo i due autori, per quanto riguarda gli alunni che presentano difficoltà a scuola, coinvolgendo, nello stesso tempo, non solo quest'ultima e i suoi insegnanti ma anche esperti e la famiglia dell'allievo. Il caso proposto dagli autori riguarda una bambina che è entrata in una classe terza primaria dove i suoi insegnanti sono stati costretti a riformulare il progetto perché la famiglia aveva deciso di fa ...; [Leggi tutto...]
E' importante redigere un programma psicopedagogico educativo a lungo termine, secondo i due autori, per quanto riguarda gli alunni che presentano difficoltà a scuola, coinvolgendo, nello stesso tempo, non solo quest'ultima e i suoi insegnanti ma anche esperti e la famiglia dell'allievo. Il caso proposto dagli autori riguarda una bambina che è entrata in una classe terza primaria dove i suoi insegnanti sono stati costretti a riformulare il progetto perché la famiglia aveva deciso di farle cambiare scuola. La bambina presenta problemi di apprendimento (dislessia, disortografia, discalculia) e di comportamento (attenzione, opposizione, provocazione, aggressione) sia nei confronti degli adulti (insegnanti) e sia nei confronti dei suoi compagni; per tali motivi la famiglia ha deciso di inserirla nell'anno successivo in un'altra scuola. In quest'ultima è stato programmato un nuovo intervento nei suoi confronti multifocale: percorso di potenziamento con l'alunna, condivisione con la sua famiglia degli obiettivi, preparazione dell'ambiente scolastico all'inserimento dell'alunna in classe ed alla successiva gestione.
Abstract/Sommario: E' di fondamentale importanza favorire la strutturazione e la coesione della rete di alleanze fra scuola, servizi territoriali, specialisti e famiglia che si costruisce attorno al percorso di inclusione dell'alunno con disabilità. Riferendosi ai possibili percorsi che hanno gli allievi disabili dopo la scuola dell'obbligo, occorre affrontare, secondo gli autori, il tema nella sua dimensione socio-culturale prima di quella metodologica. La disabilità si sa è fondata sull'immagine della ...; [Leggi tutto...]
E' di fondamentale importanza favorire la strutturazione e la coesione della rete di alleanze fra scuola, servizi territoriali, specialisti e famiglia che si costruisce attorno al percorso di inclusione dell'alunno con disabilità. Riferendosi ai possibili percorsi che hanno gli allievi disabili dopo la scuola dell'obbligo, occorre affrontare, secondo gli autori, il tema nella sua dimensione socio-culturale prima di quella metodologica. La disabilità si sa è fondata sull'immagine della persona in modo centrale (ICF: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute), visione questa che consente di andare oltre la caratteristica fisica e mentale della disabilità, considerando le potenzialità e il bisogno di normalità della persona disabile e tale bisogno, nella mente dei ragazzi risulta molto importante rispetto ai percorsi scolastici e di formazione post-scuola, poiché è in questa fase che si possono concretizzare le loro aspettative e la conclusione degli studi di primo grado coincide con scelte introduttive all'imminente ingresso nel mondo degli adulti.