Abstract/Sommario: L'articolo tratta del progetto ideato dalle due autrici, denominato "Acqua Mediatrice di Comunicazione (AMC), che utilizza un modello integrato di attività in piscina, dove proponendo un contesto alternativo come l'acqua, si può creare uno spazio di scambio e di gioco, capace di favorire la comunicazione e la relazione tra i bambini con spettro autistico e i loro compagni. Il bambino autistico sviluppa dapprima, durante l'attività acquatica, un rapporto empatico con l'insegnante e dopo ...; [Leggi tutto...]
L'articolo tratta del progetto ideato dalle due autrici, denominato "Acqua Mediatrice di Comunicazione (AMC), che utilizza un modello integrato di attività in piscina, dove proponendo un contesto alternativo come l'acqua, si può creare uno spazio di scambio e di gioco, capace di favorire la comunicazione e la relazione tra i bambini con spettro autistico e i loro compagni. Il bambino autistico sviluppa dapprima, durante l'attività acquatica, un rapporto empatico con l'insegnante e dopo, acquisite le sue abilità, in un secondo tempo, con i suoi compagni; le abilità motorie acquisite in acqua e il loro graduale sviluppo favoriscono nel bambino autistico la costruzione del sé, del linguaggio e diminuiscono anche i comportamenti stereotipati. Questo progetto (portato avanti da quasi 20 anni), è considerato dalle scuole come una risorsa importante per venire incontro ai bisogni di quei bambini e/o ragazzi con BES, offrendo loro la possibilità di frequentare la piscina, nel corso dell'anno scolastico, con i loro coetanei. Tutto ciò per favorire la comunicazione e l'inclusione scolastica. Durante lo scorso anno scolastico 2018-2019 hanno partecipato a tale progetto 50 allievi autistici insieme ai loro compagni di classe; le scuole partecipanti sono state 17 e gli allievi, provenienti da scuole diverse (di ordine e grado) avevano un'età compresa fra i 3 e i 18 anni. L'acqua offre ai bambini con autismo, inoltre, un ambiente idoneo per lasciarsi andare dove possono sperimentare un rapporto di fiducia negli altri; essa, infatti, rappresenta il mezzo per comunicare utilizzando il linguaggio del corpo, esprimere le proprie capacità e relazionarsi con gli altri con diverse modalità rispetto a quelle, in genere, utilizzate nella vita di tutti i giorni.
Abstract/Sommario: Le problematiche dei bambini con BES e DSA è noto che emergono con forza soprattutto quando si verifica il passaggio da un ordine di scuola ad un altro. Già nel passaggio dalla scuola per l'infanzia alla scuola primaria si può notare che, mentre alcuni bambini non hanno difficoltà ad affrontare nuovi apprendimenti, altri, invece, incontrano problemi perché non posseggono i prerequisiti o non sono in grado di autoregolarsi per seguire le nuove regole. Il passaggio poi dalla scuola prima ...; [Leggi tutto...]
Le problematiche dei bambini con BES e DSA è noto che emergono con forza soprattutto quando si verifica il passaggio da un ordine di scuola ad un altro. Già nel passaggio dalla scuola per l'infanzia alla scuola primaria si può notare che, mentre alcuni bambini non hanno difficoltà ad affrontare nuovi apprendimenti, altri, invece, incontrano problemi perché non posseggono i prerequisiti o non sono in grado di autoregolarsi per seguire le nuove regole. Il passaggio poi dalla scuola primaria a quella secondaria è ancora più delicato e difficoltoso poiché dovuto alle rigidità della scuola media e ai notevoli cambiamenti; ciò comporta grossi problemi specialmente per gli alunni con DSA e BES. Per evitare un passaggio troppo traumatico gli autori sostengono la tesi della preparazione del bambino con bisogni speciali a tale evento, proponendo adeguate attività e stimolazioni varie. In questo articolo gli autori presentano il caso di un bambino (Tobia) seguito da loro stessi dalla classe terza primaria e aiutato ad affrontare la scuola secondaria. Il bambino è stato inserito in un gruppo di coetanei che avevano gli stessi bisogni; quindi, per tutti loro si è reso necessario un sostegno in questa fase del passaggio. Obiettivi principali degli insegnanti sono stati: 1) elaborazione delle emozioni che i bambini provavano in questa fase del passaggio; 2) sostenere la motivazione all'apprendimento; 3) sperimentazione di strategie metacognitive utili per affrontare lo studio dei testi e materiali più complessi inerenti alla prima media.
Abstract/Sommario: Crescere in una condizione socioeconomico e culturale rappresenta un fattore di rischio che aumenta significativamente l'abbandono scolastico e la comparsa di diverse forme di disagio psicosociale; dalle rare ricerche condotte sull'argomento emerge, infatti, che fattori come bassa istruzione, famiglia monogenitoriale, inizio tardivo delle cure prenatali e basso peso alla nascita aumentano il rischio di difficoltà abbastanza gravi di apprendimento. Altri studi hanno indicato che bambini ...; [Leggi tutto...]
Crescere in una condizione socioeconomico e culturale rappresenta un fattore di rischio che aumenta significativamente l'abbandono scolastico e la comparsa di diverse forme di disagio psicosociale; dalle rare ricerche condotte sull'argomento emerge, infatti, che fattori come bassa istruzione, famiglia monogenitoriale, inizio tardivo delle cure prenatali e basso peso alla nascita aumentano il rischio di difficoltà abbastanza gravi di apprendimento. Altri studi hanno indicato che bambini con difficoltà di lettura provengono da aree svantaggiate a livello socioeconomico e ciò incide in modo negativo sul percorso scolastico e sulle prospettive future del bambino. E' per questo che è stato portato avanti un progetto (BE-STudent) che affronta in un'ottica di intervento il tema delle difficoltà scolastiche di quei bambini in situazioni di svantaggio. Il progetto è nato dall'esperienza maturata presso il Laboratorio di Psicologia dell'Apprendimento dell'Università degli Studi di Pavia, con alcune famiglie, in condizioni svantaggiate, provenienti da un istituto comprensivo della provincia di Pavia per uno screning; questo lavoro, con bambini a rischio di DSA, coordinato con la scuola e le famiglie, ha rappresentato una occasione importante di analisi del fenomeno. Tale progetto ha lo scopo di offrire al maggior numero di studenti e famiglie in difficoltà un servizio gratuito e finalizzato a migliorare e a rendere più piacevole l'apprendimento.