Abstract/Sommario: Poco si sa circa l'organizzazione delle cure dopo il primo intervento in emergenza per le persone con disabilità intellettiva e le cure mediche praticate non sono molto accessibili con queste persone. Un primo passo verso il miglioramento potrebbe consistere nella maggiore conoscenza di quanto viene previsto nei protocolli attuali per questa popolazione. Questo studio ha indagato sull'organizzazione e sulle esperienze vissute in Olanda. Gli autori hanno condotto un sondaggio telefonico ...; [Leggi tutto...]
Poco si sa circa l'organizzazione delle cure dopo il primo intervento in emergenza per le persone con disabilità intellettiva e le cure mediche praticate non sono molto accessibili con queste persone. Un primo passo verso il miglioramento potrebbe consistere nella maggiore conoscenza di quanto viene previsto nei protocolli attuali per questa popolazione. Questo studio ha indagato sull'organizzazione e sulle esperienze vissute in Olanda. Gli autori hanno condotto un sondaggio telefonico con 68 fornitori di servizi di assistenza, che includeva domande sulle caratteristiche organizzative, sulle aree problematiche, sui facilitatori e sugli inibitori. È emersa una varietà di differenti protocolli di prima assistenza dopo l'emergenza. I medici di base sono stati coinvolti in quasi tutti i servizi di assistenza medica, spesso in alleanza con le cooperative. I medici specializzati hanno avuto ruoli diversi come accettazione, cura primaria o consulenza. La maggior parte dei problemi durante l'emergenza è nata sulle competenze dei professionisti in relazione alla terapia già esistente. I facilitatori e gli inibitori delle cure primarie dopo l'emergenza rigurdavano la complessità e la necessità di una cura specialistica, di un team multidisciplinare di professionisti, di comunicazione e di informazioni e di prerequisiti a livello organizzativo. Emerge che è necessario conoscere le esigenze specifiche delle persone accolte in strutture di emergenza sanitaria per rafforzare la collaborazione tra i servizi di assistenza specialistica per il deficit intellettivo e quelli sanitari di base per fornire assistenza adeguata.
Abstract/Sommario: La terapia equestre ha dimostrato di essere uno strumento utile nella sfera del benessere emotivo e della salute mentale di diversi gruppi di popolazione. Per determinare empiricamente gli effetti di un programma di terapia equestre sulla qualità della vita e varie variabili psicosociali, gli autori hanno condotto uno studio su 14 alunni diagnosticati con disturbo dell'attenzione e iperattività, di età compresa tra 7 e 14 anni. Un progetto quasi sperimentale, con pre-test e post-test, ...; [Leggi tutto...]
La terapia equestre ha dimostrato di essere uno strumento utile nella sfera del benessere emotivo e della salute mentale di diversi gruppi di popolazione. Per determinare empiricamente gli effetti di un programma di terapia equestre sulla qualità della vita e varie variabili psicosociali, gli autori hanno condotto uno studio su 14 alunni diagnosticati con disturbo dell'attenzione e iperattività, di età compresa tra 7 e 14 anni. Un progetto quasi sperimentale, con pre-test e post-test, è stato implementato con un gruppo campione e un gruppo di controllo. Il programma era costituito da 24 sessioni di due settimane per circa 3 mesi. Gli strumenti di acquisizione dei dati utilizzati sono stati: il Behavior Assessment System for Children" (BASC) e un questionario ad hoc sulla qualità della vita. I risultati derivanti dalle risposte degli insegnanti e dalle diverse scale della BASC non hanno mostrato differenze significative di gruppo, ma per il gruppo sperimentale si è registrato un miglioramento dell'indicatore corrispondente alle relazioni interpersonali del questionario qualità-vita. Sembra che sia attualmente possibile raccomandare questa attività, per questa popolazione target, come attività sportiva che fornisce vantaggi simili a altre attività fisiche, ma che è ancora lontana dall'essere riconosciuta come un'attività terapeutica.
Abstract/Sommario: Molte persone con disabilità intellettiva che vivono in strutture residenziali presentano spesso dieta malsana e disturbi del peso. In Norvegia, la maggioranza delle persone con deficit intellettivo risiede in tali residenze e gli autori hanno inteso esaminare i fattori che influenzano l'opportunità dei caregiver di promuovere una dieta sana tra i residenti. È stata adottata una metodologia di mappatura concettuale, incluso il brain storming tra caregiver di quattro diverse residenze n ...; [Leggi tutto...]
Molte persone con disabilità intellettiva che vivono in strutture residenziali presentano spesso dieta malsana e disturbi del peso. In Norvegia, la maggioranza delle persone con deficit intellettivo risiede in tali residenze e gli autori hanno inteso esaminare i fattori che influenzano l'opportunità dei caregiver di promuovere una dieta sana tra i residenti. È stata adottata una metodologia di mappatura concettuale, incluso il brain storming tra caregiver di quattro diverse residenze nel sud-est della Norvegia. Sono stati reclutati 13 informatori (12 femmine e 1 maschio) e 10 informatori hanno completato due sessioni. Sono stati individuati otto cluster che influenzano la capacità dei caregiver di promuovere una dieta sana: Disponibilità e accessibilità, Orientamento e autonomia, Competenza tra il personale, Pianificazione e coinvolgimento, Personalizzazione, Legislazione e regole, difficoltà quotidiane e ognuna di queste include sia barriere che facilitatori. Molti fattori influenzano la capacità dei caregiver di promuovere una dieta sana. La disponibilità e l'accessibilità ad un alimento sano è cruciale, ma una dieta sana richiede tempo e competenza anche tra i caregiver.
Abstract/Sommario: Lo scopo di questo studio è stato analizzare come il processo di lettura degli studenti non udenti spagnoli sia influenzato sia da quelle componenti cheinteressano la comprensione della lettura secondo il modello Simple View of Reading (sia lessicale che grammaticala), sia da altre variabili esterne al processo di lettura (il tipo di tecnologia assistita utilizzata, l'età in cui si interveiene con l'impianto cocleare, lo stato socioeconomico dell'alunno e la scuola). Quarantasette stud ...; [Leggi tutto...]
Lo scopo di questo studio è stato analizzare come il processo di lettura degli studenti non udenti spagnoli sia influenzato sia da quelle componenti cheinteressano la comprensione della lettura secondo il modello Simple View of Reading (sia lessicale che grammaticala), sia da altre variabili esterne al processo di lettura (il tipo di tecnologia assistita utilizzata, l'età in cui si interveiene con l'impianto cocleare, lo stato socioeconomico dell'alunno e la scuola). Quarantasette studenti di età compresa tra i 6 ei 13 anni hanno partecipato allo studio, tutti presentavano sordità profonda o grave bilaterale e utilizzavano apparecchi acustici digitali o impianti cocleari. Sono state valutate le abilità di comprensione del testo, le abilità di decodifica e le competenze di comprensione orale (sia lessicale che grammaticale). L'analisi della regressione ha indicato che né il tipo di tecnologia assistiva, nè l'età al momento di inetrvento per l'impianto, nè lo stato socioeconomico, né la scuola hanno relazioni con possibile presenza o l'assenza di difficoltà nella comprensione del testo. Inoltre, l'analisi ha indicato che né le abilità di decodifica, né l'età lessicale potrebbero far prevedere il livello delle competenze nella comprensione del testo; Tuttavia, l'età grammaticale potrebbe spiegare il 41% della varianza. Sulla base di questi risultati, si ritiene che potrebbe essere utile realizzare e valutare interventi che si concentrano specificamente sulla comprensione grammaticale.
Abstract/Sommario: Gli individui con disordini neuroevolutivi come nella sindrome di Williams e in quella di Down presentano disfunzioni delle funzioni esecutive. Il funzionamento esecutivo per la risoluzione dei problemi nella vita quotidiana non è stato finora esplorato. Lo scopo dello studio è quello di comprendere le caratteristiche di queste sindromi nel funzionamento esecutivo quotidiano e nella risoluzione dei problemi. Genitori ed educatori di diciottenni con sindrome di Williams (47) o sindrome ...; [Leggi tutto...]
Gli individui con disordini neuroevolutivi come nella sindrome di Williams e in quella di Down presentano disfunzioni delle funzioni esecutive. Il funzionamento esecutivo per la risoluzione dei problemi nella vita quotidiana non è stato finora esplorato. Lo scopo dello studio è quello di comprendere le caratteristiche di queste sindromi nel funzionamento esecutivo quotidiano e nella risoluzione dei problemi. Genitori ed educatori di diciottenni con sindrome di Williams (47) o sindrome di Down (31) hanno completato due questionari: the Behavior Rating Inventory of Executive Function (BRIEF; Gioia, Isquith, Guy, & Kenworthy, 2000) e il nuovo Problem-Solving Questionnaire. La probabilità di raggiungere una soluzione in una situazione di problem solving è stata più bassa per entrambi i gruppi sindromici rispetto al gruppo tipico e ancora più bassa per il gruppo con sindrome di Williams rispetto al gruppo con Down. La percentuale di membri del gruppo che soddisfano il criterio di significato clinico sul BRIEF è stata anche la più alta per il gruppo con Williams. Mentre cambiare risposta, evitando di perdere l'attenzione e mantenere la perseveranza erano importanti per il successo nel problem solving in tutti e due i gruppi. I risultati suggeriscono che gli individui con sindrome di Down tendono ad utilizzare strategie compensative per risolvere problemi (chiedendo aiuto e potenzialmente, mantenendo gli elementi ben ordinati), mentre negli individui con sindrome di Williams le reazioni emotive alterano le loro capacità di risoluzione dei problemi. Questo documento sottolinea l'importanza di individuare i punti di forza e le difficoltà nella risoluzione dei problemi specifici per determinate sindromi al fine di migliorare il funzionamento efficace della vita quotidiana.
Abstract/Sommario: Lo scopo di questo studio era analizzare l'efficacia relativa e differenziale di un trattamento combinato confronto alla sola terapia medica per ridurre i sintomi dei bambini con disturbo dell'attenzione e iperattività nell'ambiente scolastico e familiare. Sono stati coinvolti complessivamente 100 soggetti: 20 bambini, 40 genitori e 40 insegnanti. La metà dei soggetti è stata assegnata al gruppo con farmacoterapia e l'altra metà al trattamento combinato (farmaco e trattamento psicosoci ...; [Leggi tutto...]
Lo scopo di questo studio era analizzare l'efficacia relativa e differenziale di un trattamento combinato confronto alla sola terapia medica per ridurre i sintomi dei bambini con disturbo dell'attenzione e iperattività nell'ambiente scolastico e familiare. Sono stati coinvolti complessivamente 100 soggetti: 20 bambini, 40 genitori e 40 insegnanti. La metà dei soggetti è stata assegnata al gruppo con farmacoterapia e l'altra metà al trattamento combinato (farmaco e trattamento psicosociale, più intervento psicoeducativo con insegnanti e genitori). Le analisi dei dati hanno indicato che entrambi i trattamenti erano efficaci, senza differenze significative tra loro. Le analisi cliniche individualizzate hanno indicato che percentuali più elevate di miglioramento e normalizzazione sono state ottenute nei bambini del gruppo con intervento combinato. I risultati indicano l'opportunità di implementare interventi multimodali e multicontestuali a lungo termine per il disturbo dell'attenzione e iperattività nell'infanzia.
Abstract/Sommario: È stato ipotizzato che il disturbo dell'attenzione e iperattività sia associato a difficoltà nella risoluzione dei problemi matematici e nell'aggiornamento delle informazioni nella memoria di lavoro. Tuttavia, il rapporto tra l'aggiornamento e le prestazioni sui problemi di matematica non è mai stato studiato per i bambini con questi disturbi. Il presente studio ha esaminato questi problemi confrontando le prestazioni di soluzione dei problemi di matematica in un gruppo di bambini di e ...; [Leggi tutto...]
È stato ipotizzato che il disturbo dell'attenzione e iperattività sia associato a difficoltà nella risoluzione dei problemi matematici e nell'aggiornamento delle informazioni nella memoria di lavoro. Tuttavia, il rapporto tra l'aggiornamento e le prestazioni sui problemi di matematica non è mai stato studiato per i bambini con questi disturbi. Il presente studio ha esaminato questi problemi confrontando le prestazioni di soluzione dei problemi di matematica in un gruppo di bambini di età compresa tra 11 e 12 anni rispetto ad un gruppo di controllo con sviluppo tipico. I risultati hanno mostrato che i bambini con disturbo dell'attenzione risolvevano meno problemi correttamente rispetto ai bambini del gruppo di controllo. Inoltre hanno commesso più errori nella risoluzione dei problemi con l'aggiornamento dei requisiti rispetto a quelli senza l'aggiornamento dei requisiti. Al contrario, i bambini icon sviluppo tipico non hanno mostrato differenze nelle prestazioni con e senza l'aggiornamento dei requisiti. Le analisi sui processi di risoluzione dei problemi dei bambini hanno mostrato che quelli con disabilità hanno trovato più difficoltà a selezionare i dati appropriati prima del calcolo, a scegliere e a eseguire la soluzione corretta. La difficoltà di selezionare i dati appropriati risulta più grave nei problemi con l'aggiornamento dei requisiti. Complessivamente, questi risultati supportano l'ipotesi che le difficoltà di apprendimento dei bambini con disturbo dell'attenzione e iperattività siano correlate alle loro disfunzioni esecutive, che incidono negativamente su compiti complessi che richiedono l'aggiornamento delle informazioni da elaborare.
Abstract/Sommario: Le teorie neurobiologiche sulla dislessia sembrano non concordare sulle regioni specifiche coinvolte del cervello, sui meccanismi e sui percorsi funzionali. Una sintesi della ricerca attuale indicherebbe la validità di un modello di disattenzione interattiva specializzata che coinvolge l'orchestrazione disfunzionale di un circuito ampiamente distribuito, attentamente controllato, gerarchico e interemisferico delle reti neuronali intercomunicanti. Questo circuito è costituito principalm ...; [Leggi tutto...]
Le teorie neurobiologiche sulla dislessia sembrano non concordare sulle regioni specifiche coinvolte del cervello, sui meccanismi e sui percorsi funzionali. Una sintesi della ricerca attuale indicherebbe la validità di un modello di disattenzione interattiva specializzata che coinvolge l'orchestrazione disfunzionale di un circuito ampiamente distribuito, attentamente controllato, gerarchico e interemisferico delle reti neuronali intercomunicanti. Questo circuito è costituito principalmente dal sistema di controllo cognitivo frontostriato-parietale delle reti, del callosum del corpus posteriore e del fasciculus arcuato nell'emisfero sinistro. Durante lo sviluppo, la coalescenza di queste regioni specificamente specializzate, agendo insieme, può essere essenziale per prevenire i principali fenomeni di trasformazione fonemica e fonologica che definiscono il fenotipo dislessico. La ricerca, indicando l'associazione di ciascuno con la fonologia di elaborazione propone una teoria integrale e integrativa della dislessia e suggerisce l'importanza degli sforzi di intervento inclusivo finalizzati alla promozione delle interazioni tra tutti e tre le componenti.
Abstract/Sommario: L'identificazione delle necessità di cure paliative con persone con deficit intellettivo è divenuta una necessità impellente dati i diversi segnali provenienti da diverse fonti di informazioni e che portano ad una crescente consapevolezza. Ovviamente, i medici non si aspettano che le persone ritornino al livello precedente della salute o di funzionamento, ma si aspettano un declino irreversibile che porta alla morte. La presenza, la fase e la prognosi della malattia, l'interazione medi ...; [Leggi tutto...]
L'identificazione delle necessità di cure paliative con persone con deficit intellettivo è divenuta una necessità impellente dati i diversi segnali provenienti da diverse fonti di informazioni e che portano ad una crescente consapevolezza. Ovviamente, i medici non si aspettano che le persone ritornino al livello precedente della salute o di funzionamento, ma si aspettano un declino irreversibile che porta alla morte. La presenza, la fase e la prognosi della malattia, l'interazione medico-paziente e la comunicazione con i caregiver che forniscono informazioni contestuali sono fattori che influenzano il processo. Importante per la popolazione con defit intellettivo sono la frequente incertezze diagnostica, le capacità comunicative dei pazienti e la fiducia dei medici sulla conoscenza da parte dei caregiver. Diventa importante l'atteggiamento proattivo dei medici riguardo alla cura e al sostegno di persone con deficit intellettivo che necessitano di cure palliative nei Paesi Bassi.
Abstract/Sommario: A causa delle problematiche metodologiche che emergono dai 64 studi sulla memoria di lavoro nella popolazione con disabilità intellettiva non specifica condotti tra il 1990 e il 2014, è difficile trarre informazioni certe sulla memoria di lavoro in questa popolazione. Questa ricerca ha voluto risolvere i conflitti emersi nella letteratura sulle prestazioni della memoria di lavoro tra gli individui con disabilità intellettiva non specifica per identificare le condizioni che caratterizza ...; [Leggi tutto...]
A causa delle problematiche metodologiche che emergono dai 64 studi sulla memoria di lavoro nella popolazione con disabilità intellettiva non specifica condotti tra il 1990 e il 2014, è difficile trarre informazioni certe sulla memoria di lavoro in questa popolazione. Questa ricerca ha voluto risolvere i conflitti emersi nella letteratura sulle prestazioni della memoria di lavoro tra gli individui con disabilità intellettiva non specifica per identificare le condizioni che caratterizzano la loro performance rispetto ai pari con lo sviluppo tipico. I risultati indicano due tipi di condizioni che influiscono su queste prestazioni di tipo personale e moderatori di attività. Solo un'interazione tra i due moderatori determina le prestazioni mnemoniche in questa popolazione. I risultati indicano una gerarchia (da più a meno conservata) nelle prestazioni di individui con disabilità intellettiva non specifica: i compiti visuospaziali, quindi alcuni dei compiti di funzioni esecutivi e i compiti fonologici sono meno conservati.