Abstract/Sommario: Il contributo sottolinea come nelle rilevazioni PISA (Programme for International Student Assessment) sia importante prendere in considerazione la modalità di somministrazione delle prove di comprensione del testo, dimostrando che la prestazione degli allievi può essere diversa a seconda che queste prove siano presentate in forma scritta o orale. E' stata avviata una ricerca, su un campione rappresentativo di allievi (Liceo e Istituti Tecnici) del Nord e del Sud Italia, volta a dedurre ...; [Leggi tutto...]
Il contributo sottolinea come nelle rilevazioni PISA (Programme for International Student Assessment) sia importante prendere in considerazione la modalità di somministrazione delle prove di comprensione del testo, dimostrando che la prestazione degli allievi può essere diversa a seconda che queste prove siano presentate in forma scritta o orale. E' stata avviata una ricerca, su un campione rappresentativo di allievi (Liceo e Istituti Tecnici) del Nord e del Sud Italia, volta a dedurre dalle differenze regionali sui livelli di apprendimento, differenze regionali sui livelli di abilità e di intelligenza; il progetto prevedeva la somministrazione di prove di comprensione del testo e di ragionamento matematico in forma scritta e orale, individuale e collettiva, bilanciando materiali e ordine di presentazione. La ricerca è stata avviata con l'intento di verificare la presenza di eventuali differenze di prestazione dovute alla modalità di somministrazione delle prove; i testi sono stati presentati agli allievi sia in forma scritta che orale. In particolare, l'attenzione degli insegnanti si è focalizzata sulla relazione tra le due prestazioni e sul confronto tra i punteggi ottenuti dagli studenti del Nord Italia e quelli, invece, ottenuti dagli allievi del Sud, con l'obiettivo di valutare in che modo i risultati cambiano, al Nord e al Sud, modificando la modalità di assegnazione del compito.
Abstract/Sommario: Il disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività è un disturbo evolutivo dell'autocontrollo che coinvolge diversi aspetti (attenzione, emozioni, attività); i sintomi cardini del disturbo (iperattività, disattenzione, impulsività) rappresentano solo la punta dell'iceberg del problema. Nei bambini con ADH tali sintomi si presentano in numero elevato e in modo più frequente rispetto agli altri bambini. Da queste premesse nasce l'idea di raccontare la propria vita con l'ADH in un video; ...; [Leggi tutto...]
Il disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività è un disturbo evolutivo dell'autocontrollo che coinvolge diversi aspetti (attenzione, emozioni, attività); i sintomi cardini del disturbo (iperattività, disattenzione, impulsività) rappresentano solo la punta dell'iceberg del problema. Nei bambini con ADH tali sintomi si presentano in numero elevato e in modo più frequente rispetto agli altri bambini. Da queste premesse nasce l'idea di raccontare la propria vita con l'ADH in un video; attraverso tale modalità gli autori cambiano la prospettiva e mostrano il punto di vista, le emozioni e l'esperienza di un ragazzo con questo disturbo, per aiutare a comprendere meglio il problema e chi lo vive. A quasi un anno dalla realizzazione del video, dove il ragazzo ha manifestato una grande capacità di esprimersi e sostenere discorsi anche elaborati (raccontando la sua storia da protagonista e rivolgendosi direttamente ai suoi spettatori) e continuando a essere sempre un brillante ragazzo con ADH, affronta oggi le problematiche quotidiane con la consapevolezza però delle sue difficoltà ma anche delle sue potenzialità. La realizzazione del video ha permesso di realizzare a questo ragazzo l'obiettivo di essere capito ma ha permesso, anche, a molti insegnanti e genitori di comprendere meglio i loro allievi e figli; questo ruolo di "direttore d'orchestra" fa in modo di organizzare al meglio tutte le risorse del bambino con ADH che, se svolto in modo giusto, avrà alla fine buoni risultati.
Abstract/Sommario: L'articolo descrive una esperienza di progetto europeo, nato per la creazione e la realizzazione di un curricolo europeo per la promozione della resilienza a scuola, con particolare attenzione ai bambini in situazioni di svantaggio e vulnerabilità. Questo progetto (RESCUR), della durata di 3 anni (2012-2015), è nato dalla collaborazione di alcuni ricercatori universitari di 6 paesi europei; ha come obiettivo quello di migliorare la qualità dell'istruzione in Europa, mediante proprio la ...; [Leggi tutto...]
L'articolo descrive una esperienza di progetto europeo, nato per la creazione e la realizzazione di un curricolo europeo per la promozione della resilienza a scuola, con particolare attenzione ai bambini in situazioni di svantaggio e vulnerabilità. Questo progetto (RESCUR), della durata di 3 anni (2012-2015), è nato dalla collaborazione di alcuni ricercatori universitari di 6 paesi europei; ha come obiettivo quello di migliorare la qualità dell'istruzione in Europa, mediante proprio la creazione di un curricolo europeo per promuovere la resilienza e il benessere psicologico. Esso presenta, in particolare, il quadro teorico di riferimento, la struttura delle attività e l'esperienza di formazione di un numeroso gruppo di docenti afferenti alle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria. RESCUR ha come obiettivo la creazione di un curricolo verticale contenente attività specifiche rivolte da un lato, agli alunni per sviluppare capacità atte ad affrontare le difficoltà, e dall'altra parte come strumento per consentire agli insegnanti di favorire e promuovere l'inclusione di bambini a rischio, che spesso possono trovarsi ad affrontare difficoltà a scuola causate dai vari fattori culturali, religiosi, linguistici ed esposti al rischio, di conseguenza, di isolamento sociale e di discriminazione, seguito poi da un basso livello di scolarizzazione.
Abstract/Sommario: Le autrici illustrano un caso di DSA per indicare in che modo la scuola e i Servizi sono chiamati a offrire risposte competenti ed aggiornate agli studenti con Bisogni Educativi Speciali, grazie ad un lavoro sinergico. La normativa recente (D.M. 27/12/2012) definisce studenti BES quegli allievi che presentano una richiesta di maggiore attenzione a cui la scuola deve dare adeguata risposta attraverso un documento o Piano didattico Personalizzato (PDP). Secondo tale direttiva ogni alunno ...; [Leggi tutto...]
Le autrici illustrano un caso di DSA per indicare in che modo la scuola e i Servizi sono chiamati a offrire risposte competenti ed aggiornate agli studenti con Bisogni Educativi Speciali, grazie ad un lavoro sinergico. La normativa recente (D.M. 27/12/2012) definisce studenti BES quegli allievi che presentano una richiesta di maggiore attenzione a cui la scuola deve dare adeguata risposta attraverso un documento o Piano didattico Personalizzato (PDP). Secondo tale direttiva ogni alunno può manifestare, anche solo per determinati periodi, BSE per motivi fisici o per motivi psicologici e sociali, rispetto ai quali la scuola deve offrire una risposta adeguata e personalizzata. Alcuni profili di studenti con BES, per es. la Disabilità Cognitiva, corrispondono a diagnosi condivise ed è prevista la loro certificazione; altri, invece, corrispondono a delle diagnosi non certificabili (es. ADHD, Disturbo non verbale); altri ancora, invece, non corrispondono a nessuna categoria diagnostica (es. svantaggio socio-culturale). Per la maggior parte degli allievi con BES il contributo dei servizi consiste, nella realizzazione di un processo valutativo che porti alla elaborazione del profilo dello studente, segnalando i punti di forza e quelli di debolezza, con le opportune indicazioni per predisporre a scuola un intervento personalizzato. La valutazione, a seconda dei casi, si concluderà con una diagnosi e una certificazione. Altro aspetto importante è quello che il progetto di trattamento, svolto a scuola, deve continuare anche a casa.
Abstract/Sommario: Le nuove tecnologie informatiche stanno suscitando grandi aspettative riguardo alla loro applicazione nel campo delle disabilità, dove spesso è forte la frustrazione di docenti specializzati che non riescono a promuovere miglioramenti significativi mediante la didattica tradizionale. La ricerca ha evidenziato che l'istruzione basata sulle tecnologie informatiche è risultata proficua per insegnare le abilità di comunità per la vita indipendente delle persone disabili. In particolare, gl ...; [Leggi tutto...]
Le nuove tecnologie informatiche stanno suscitando grandi aspettative riguardo alla loro applicazione nel campo delle disabilità, dove spesso è forte la frustrazione di docenti specializzati che non riescono a promuovere miglioramenti significativi mediante la didattica tradizionale. La ricerca ha evidenziato che l'istruzione basata sulle tecnologie informatiche è risultata proficua per insegnare le abilità di comunità per la vita indipendente delle persone disabili. In particolare, gli strumenti elettronici portatili sono facilmente accessibili per queste persone perché possono essere trasportati agevolmente, integrati nella scuola e sul posto di lavoro e promuovere molte funzioni organizzative, di apprendimento, di comunicazione. Essi permettono agli utenti l'apprendimento in base al proprio ritmo, sviluppare un senso di controllo su tale processo e migliorare la capacità di "imparare a imparare"; quindi, gli ausili tecnologici sono, a volte, essenziali per le persone disabili. Uno dei vantaggi derivanti dalla riabilitazione cognitiva, tramite l'approccio con il computer, consiste nella possibilità di avere una grande quantità di stimoli da utilizzare all'interno di una serie di esercizi personalizzabili. Le aree dove si organizza l'intervento riabilitativo per i bambini disabili sono molte (autonomia di base, orientamento spazio-temporale, varie attività, riduzione dei comportamenti problematici, ecc.); le nuove tecnologie devono essere, perciò, strumenti facilitatori nell'apprendimento, senza perdere di vista la dimensione delle relazioni interpersonali reali, partendo sempre dall'individuo come tale e dal suo contesto generale.