Abstract/Sommario: Educare i bambini all'atto alimentare prevede l'intervento di diverse variabili; il ruolo giocato dalla famiglia e dalla scuola sono complementari nel favorire una buona educazione all'alimentazione e a una dieta "onnivora". L'atto alimentare è un'atto complesso dove si intersecano diversi piani mentali; quindi, non è facile individuare le ragioni che ci spingono a scegliere o a rifiutare un cibo dall'altro. Al di là dei fattori biologici, e quindi al di là che occorre nutrirsi per man ...; [Leggi tutto...]
Educare i bambini all'atto alimentare prevede l'intervento di diverse variabili; il ruolo giocato dalla famiglia e dalla scuola sono complementari nel favorire una buona educazione all'alimentazione e a una dieta "onnivora". L'atto alimentare è un'atto complesso dove si intersecano diversi piani mentali; quindi, non è facile individuare le ragioni che ci spingono a scegliere o a rifiutare un cibo dall'altro. Al di là dei fattori biologici, e quindi al di là che occorre nutrirsi per mantenere vitale il nostro corpo, si pone la questione dei condizionamenti culturali. L'esperienza alimentare per una persona viene delineata in famiglia, ed è quì che acquisisce una specifica connotazione soggettiva. L'atto alimentare avviene sempre all'interno dei legami e delle interazioni affettive dello specifico contesto relazionale familiare. Importante è la variabile dell'alleanza genitoriale, cioè il grado di livello di cooperazione e coordinazione nelle azioni educative, ossia la collaborazione tra i due genitori per sostenere il bambino nell'apprendimento. Altra variabile è lo stile alimentare dei genitori che dovrebbe prevedere una armoniosa integrazione tra bisogno nutritivo e piacere sensoriale dato dal cibo. Il ruolo degli insegnanti a scuola poi è fondamentale perché in mensa il pasto deve diventare un momento di formazione. A tal punto è possibile prevedere un percorso che insegna a riconoscere i diversi atteggiamenti e comportamenti alimentari del bambino, a riconoscere gli schemi psicologici sui quali si basano gli stili alimentari favorendo, così la possibilità di intervenire sulle proprie abitudini. Secondo l'autrice adottando i due principi educativi del "modelling" e del "rinforzo" anche in mensa, i bambini possono imparare nuovi atteggiamenti positivi verso il cibo.
Abstract/Sommario: In questo articolo le autrici si chiedono se l'apprendimento dell'inglese per gli allievi dislessici è possibile e quali sono le difficoltà che essi manifestano nello studio di questa lingua, infatti propongono ricerche e riflessioni per far luce su tale argomento. Le linee Guida suggeriscono di privilegiare ove sia possibile una lingua più trasparente e più vicina alla lingua madre, per evitare ai bambini con DSA maggiori fatiche e fallimenti. I risultati ottenuti durante la ricerca h ...; [Leggi tutto...]
In questo articolo le autrici si chiedono se l'apprendimento dell'inglese per gli allievi dislessici è possibile e quali sono le difficoltà che essi manifestano nello studio di questa lingua, infatti propongono ricerche e riflessioni per far luce su tale argomento. Le linee Guida suggeriscono di privilegiare ove sia possibile una lingua più trasparente e più vicina alla lingua madre, per evitare ai bambini con DSA maggiori fatiche e fallimenti. I risultati ottenuti durante la ricerca hanno evidenziato il fatto che i bambini ed anche gli adulti con dislessia presentano in effetti delle difficoltà nell'apprendimento della seconda lingua. In particolare, i bambini italiani con DSA che imparano l'inglese mostrano difficoltà nella lettura della lingua straniera, più marcate per l'apprendimento delle parole irregolari. I bambini con DSA spesso mostrano una significativa perdita di interesse verso la lingua straniera e per il suo apprendimento come conseguenza delle difficoltà. Questo si osserva quando i bambini sono stati esposti ad una didattica tradizionale, senza attenzione specifica al loro problema. Di conseguenza mettendo in atto, invece, una didattica (metacognitiva) attenta alle specifiche difficoltà, si può stimolare e sostenere l'apprendimento dell'inglese nei bambini con DSA verso livelli di competenza adeguati. Inoltre, se seguiti con attività di potenziamento in piccoli gruppi, questi bambini mostrano miglioramenti non solo negli apprendimenti più sensibili (ortografia e lessico scritto), ma anche nell'atteggiamento che motiva lo studio dell'inglese.
Abstract/Sommario: Gli autori trattano un lavoro che descrive una modalità di intervento sulle cosiddette "classi difficili", caratterizzate da problematiche comportamentali che possono riguardare tutti gli alunni (e non solo quelli con specifiche disabilità) e che sono costituite soprattutto da scarso rispetto delle regole, aggressività, comportamenti oppositivi-provocatori, difficoltà di autocontrollo. Questi comportamenti mettono a dura prova le capacità relazionali e le doti umane degli insegnanti. L ...; [Leggi tutto...]
Gli autori trattano un lavoro che descrive una modalità di intervento sulle cosiddette "classi difficili", caratterizzate da problematiche comportamentali che possono riguardare tutti gli alunni (e non solo quelli con specifiche disabilità) e che sono costituite soprattutto da scarso rispetto delle regole, aggressività, comportamenti oppositivi-provocatori, difficoltà di autocontrollo. Questi comportamenti mettono a dura prova le capacità relazionali e le doti umane degli insegnanti. L'intervento su classi con tali problematiche riguarda un ampio progetto di psicologia scolastica, realizzato all'interno di vari istituti scolastici della provincia di Lucca, denominato "La danza delle api", il quale insieme ad un altro intervento più specifico e maggiormente strutturato (Coping Power Program) prevede la prevenzione di comportamenti aggressivi nel contesto scolastico. L'intervento, della durata di 6 mesi, è stato così strutturato: un training settimanale con il gruppo classe e una supervisione con i docenti ogni 15 giorni. Un psicologo ha condotto l'intervento sia con gli alunni e sia con gli insegnanti. Si è così notato che, le tecniche introdotte nei moduli del CCP riguardanti il potenziamento delle abilità (gestione della rabbia, problem solving) hanno, nella loro applicazione nell'ambito scolastico, la possibilità di essere sperimentate non solo durante l'incontro in classe con il psicologo, ma anche utilizzate quotidianamente dagli insegnanti, sia come ausili nella gestione dei momenti difficili, sia inserendoli nelle normali attività didattiche.
Abstract/Sommario: Il contributo di questo articolo propone una riflessione basata sulle considerazioni emerse da un gruppo di genitori durante un percorso di Parent Training. Ci si è posta la domanda: come vedono la scuola e come percepiscono il rapporto con gli insegnanti i genitori di bambini con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD). Questa sindrome è caratterizzata da vari sintomi (disattenzione, impulsività ed iperattività) tali da compromettere il funzionamento sociale del bambino ...; [Leggi tutto...]
Il contributo di questo articolo propone una riflessione basata sulle considerazioni emerse da un gruppo di genitori durante un percorso di Parent Training. Ci si è posta la domanda: come vedono la scuola e come percepiscono il rapporto con gli insegnanti i genitori di bambini con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD). Questa sindrome è caratterizzata da vari sintomi (disattenzione, impulsività ed iperattività) tali da compromettere il funzionamento sociale del bambino e rendere problematico il suo adattamento ai differenti contesti di vita (familiare, scolastico, ricreativo). Gli insegnanti di questi bambini percepiscono elevati livelli di stress attribuiti al continuo bisogno di modificare le loro strategie didattico-educative e alla difficoltà del comportamento dell'alunno che sono anche di tipo oppositivo e provocatorio. In famiglia poi questi bambini manifestano le stesse caratteristiche che l'insegnante osserva in classe, come ad esempio tendono a non essere autonomi ad eseguire i compiti scolastici. E' stato, perciò, creato un intervento psico-educativo (Parent Training) che parte dal riconoscimento dei bisogni del bambino e dalla realizzazione di alleanze e condivisione tra scuola e famiglia.
Abstract/Sommario: Gli allievi con DSA possono incrementare le loro prestazioni nello studio grazie agli strumenti compensativi, se utilizzati in modo strategico e consapevole. E' necessario insegnare loro a usare queste risorse in modo efficace attraverso uno specifico itinerario. Uno di questi strumenti può essere il sintetizzatore vocale che è un programma che permette allo studente di leggere dei documenti digitali (es. pdf), trasformando il testo scritto in un testo audio. E' quindi un valido strume ...; [Leggi tutto...]
Gli allievi con DSA possono incrementare le loro prestazioni nello studio grazie agli strumenti compensativi, se utilizzati in modo strategico e consapevole. E' necessario insegnare loro a usare queste risorse in modo efficace attraverso uno specifico itinerario. Uno di questi strumenti può essere il sintetizzatore vocale che è un programma che permette allo studente di leggere dei documenti digitali (es. pdf), trasformando il testo scritto in un testo audio. E' quindi un valido strumento compensativo, poiché i dislessici, non avendo deficit nella comprensione orale, superano la difficoltà di decodifica attraverso una traduzione orale dello scritto. La sintesi vocale, soprattutto se utilizzata nello studio, deve essere impiegata in modo competente; l'efficacia del suo utilizzo dipende dall'integrazione di più conoscenze e competenze (conoscenza tecnica del software, conoscenza del proprio modo di apprendimento e conoscenza di specifiche strategie di studio). Da una ricerca è emerso, però, che gli strumenti compensativi impiegati nello studio non vengono utilizzati in modo strategico. E' fondamentale, quindi, proporre un itinerario formativo attraverso cui l'alunno impari a usare questi strumenti; lo studente fin da subito va abituato a concentrarsi sul video, seguendo il flusso della lettura evidenziata dal programma, e a sfruttare tutto l'apparato iconografico e la tecnologia testuale. Insegnando agli allievi DSA a usare la sintesi vocale, si possono ottenere diversi obiettivi: l'uso dello strumento, favorirne l'accettazione dello stesso e promuovere l'inclusione all'interno della classe.