Abstract/Sommario: Considerando il fatto che, ogni anno scolastico nuovo che si presenta è sempre una incognita dai vari punti di vista, sia dal gruppo classe (allievi e docenti) e sia dalle nuove situazioni che si possono verificare (come ad esempio, ultimamente, l'evento della pandemia), c'è da dire che tutto ciò è di per sé già sufficiente per immaginare e comprendere il lavoro gravoso che incombe (e viene richiesto) ai docenti già dai primi mesi di scuola. Quando, poi, nel gruppo classe è presente un ...; [Leggi tutto...]
Considerando il fatto che, ogni anno scolastico nuovo che si presenta è sempre una incognita dai vari punti di vista, sia dal gruppo classe (allievi e docenti) e sia dalle nuove situazioni che si possono verificare (come ad esempio, ultimamente, l'evento della pandemia), c'è da dire che tutto ciò è di per sé già sufficiente per immaginare e comprendere il lavoro gravoso che incombe (e viene richiesto) ai docenti già dai primi mesi di scuola. Quando, poi, nel gruppo classe è presente un allievo con la diagnosi di spettro autistico (ASD) lo sforzo, da parte degli insegnanti, e il loro impegno devono essere maggiormente necessari. Inoltre, data la grande varietà all'interno della sindrome autistica, risulta difficile avere e fornire in seguito delle linee guida generali per quanto concerne l'apprendimento. Da ciò è importante progettare e svolgere dei programmi ad hoc, che oltre a promuovere il benessere e la crescita di tutti gli alunni del gruppo classe, tengono conto anche delle diverse aree di intervento oltre a quello scolastico: famiglia, tempo libero, ambiente. Occorre fare un lavoro sincronizzato, in questo caso, che tenga conto degli obiettivi sui quali poter lavorare in un certo periodo dell'anno, degli strumenti da utilizzare, e della suddivisione tra casa e scuola delle attività da svolgere; importante risulta, poi, creare un rete tra i vari professionisti che tengono in cura il bambino con ASD e fare in modo che quest'ultimo sia motivato ad apprendere.
Abstract/Sommario: La diagnosi di disabilità intellettiva, secondo il DSM-5, si deve basare sui 3 criteri: 1) deficit delle funzioni intellettive; 2) Deficit del funzionamento adattivo; 3) Inizio della patologia nel periodo dello sviluppo; i livelli di gravità della disabilità sono definiti non tanto dal quoziente intellettivo in sé del ragazzo ma in base al funzionamento adattivo, che è quello che determina poi il livello di assistenza richiesto. L'obiettivo fondamentale, in caso di disabilità intellett ...; [Leggi tutto...]
La diagnosi di disabilità intellettiva, secondo il DSM-5, si deve basare sui 3 criteri: 1) deficit delle funzioni intellettive; 2) Deficit del funzionamento adattivo; 3) Inizio della patologia nel periodo dello sviluppo; i livelli di gravità della disabilità sono definiti non tanto dal quoziente intellettivo in sé del ragazzo ma in base al funzionamento adattivo, che è quello che determina poi il livello di assistenza richiesto. L'obiettivo fondamentale, in caso di disabilità intellettiva, dal punto di vista psico-educativo, è il raggiungimento della massima autonomia possibile nelle abilità di vita quotidiana e tale aspetto (già molto importante nel caso del bambino durante le sue prime fasi di sviluppo) è fondamentale nel periodo di sviluppo della adolescenza. L'autonomia riguarda la possibilità per l'adolescente di uscire da solo, di sapersi muovere nel proprio paese; essa, infatti, coinvolge 5 aree principali: comunicazione. orientamento, comportamento stradale, uso del denaro e uso dei servizi. Un percorso psico-educativo domiciliare, affermano le autrici, può sostenere l'autonomia in modo significativo.
Abstract/Sommario: Per garantire l'inclusione di tutti i bambini e interventi psicoeducativi efficaci, è necessaria una collaborazione autentica tra docenti e psicologi anche se quest'ultima, spesso, non è così semplice (come si è solito pensare), in quanto i diversi linguaggi, necessità e formazioni professionali e in più il fatto che lo psicologo lavora individualmente con il bambino mentre l'insegnante lavora all'interno del gruppo classe, possono produrre incomprensioni e conflitti. La situazione poi ...; [Leggi tutto...]
Per garantire l'inclusione di tutti i bambini e interventi psicoeducativi efficaci, è necessaria una collaborazione autentica tra docenti e psicologi anche se quest'ultima, spesso, non è così semplice (come si è solito pensare), in quanto i diversi linguaggi, necessità e formazioni professionali e in più il fatto che lo psicologo lavora individualmente con il bambino mentre l'insegnante lavora all'interno del gruppo classe, possono produrre incomprensioni e conflitti. La situazione poi diventa più critica se lo psicologo si mette in una posizione di giudizio nei confronti dell'insegnante; per questi motivi, è importante nelle esperienze di teacher training partire da un piano di parità e di collaborazione e quindi, condividere gli obiettivi e i metodi per raggiungerli con un atteggiamento di cooperazione in cui ognuno dà il proprio contributo affinché il lavoro diventi efficace.