Abstract/Sommario: L'essere umano cresce e si sviluppa in un contesto di vicinanza, necessario allo sviluppo in salute e benessere. L'emergenza sanitaria ci ha avvicinati in modo pericoloso ad una soglia critica. La vicinanza come orizzonte di crescita è importante per tutti gli animali, nel cucciolo umano le cose sono molto più complesse e raffinate, ciò perché l'uomo è una specie esigente ed ha svariati bisogni; oggi l'evoluzione della conoscenza nel campo delle neuroscienze e nella psicologia evoluti ...; [Leggi tutto...]
L'essere umano cresce e si sviluppa in un contesto di vicinanza, necessario allo sviluppo in salute e benessere. L'emergenza sanitaria ci ha avvicinati in modo pericoloso ad una soglia critica. La vicinanza come orizzonte di crescita è importante per tutti gli animali, nel cucciolo umano le cose sono molto più complesse e raffinate, ciò perché l'uomo è una specie esigente ed ha svariati bisogni; oggi l'evoluzione della conoscenza nel campo delle neuroscienze e nella psicologia evolutiva ci viene incontro, aiutandoci a capire quali sono i bisogni fondamentali a cui la relazione di accudimento debba rispondere efficacemente per formare delle basi solide all'equilibrio della salute e la capacità di fronteggiare i diversi eventi e lo stress. Sappiamo bene che gli esiti, positivi e/o negativi, derivanti dalle prime esperienze di vita (primi anni) lasciano delle profonde tracce psicologiche che si ripercuotono alla fine nella vita adulta. Con la relazione di accudimento (che risponde alle necessità di base del bambino) scaturisce l'importanza del contatto; quest'ultimo si sperimenta dalla prime interazioni, molto corporee e tattili, tra adulto e bambino. Da tale importanza emergerà la capacità e la possibilità di allacciare relazioni positive nella vita sociale, affettiva e lavorativa; ciò perché il contatto rappresenta un unico funzionamento psicobiologico che corrisponde ad uno specifico bisogno dell'essere umano essenziale che solo da una esperienza piena può trovare una risposta appagante.
Abstract/Sommario: Le autrici in questo articolo illustrano la sperimentazione di un programma di potenziamento della cognizione numerica in classe. Il senso del numero corrisponde ad una innata sensibilità nell'uomo per quantità e numeri, esso si arricchisce grazie alla esperienza delle stesse quantità e nel corso dello sviluppo determina il concetto stesso di numero, ponendosi alla fine come la base per gli apprendimenti successivi in matematica. Nel corso dello sviluppo queste abilità si possono ridur ...; [Leggi tutto...]
Le autrici in questo articolo illustrano la sperimentazione di un programma di potenziamento della cognizione numerica in classe. Il senso del numero corrisponde ad una innata sensibilità nell'uomo per quantità e numeri, esso si arricchisce grazie alla esperienza delle stesse quantità e nel corso dello sviluppo determina il concetto stesso di numero, ponendosi alla fine come la base per gli apprendimenti successivi in matematica. Nel corso dello sviluppo queste abilità si possono ridurre (proprio per il suo carattere particolare che è innato) e di conseguenza è importante adottare metodi di insegnamento idonei che aiutano il processo di sviluppo cognitivo nei bambini. Ciò contribuisce, alla fine, alla riduzione del notevole numero di studenti che presentano e sperimentano alcune difficoltà in matematica che, però, non riguardano i disturbi specifici di apprendimento. Il percorso presentato dalle autrici, in questo contributo, si basa proprio sul senso del numero, ispirandosi ad un programma ideato da Brian Butterworth (uno dei massimi esperti di neuropsicologia cognitiva e fondatore della neuroscienza dell'educazione). Il senso del numero è basato sulle unità e i numeri sono visti, di conseguenza, come quantità di unità e ciò consente di vedere gli stessi numeri come diverse combinazioni; attraverso il trattamento di queste è possibile accompagnare gli allievi al passaggio dal pensiero concreto a quello astratto, ponendo le basi più stabili per lavorare sui numeri e poi sul calcolo. Tali esperienze sono maggiormente efficaci soprattutto se riescono a suscitare nei bambini un senso di competenza ed autoefficacia durante l'apprendimento; per tale motivo, le attività presentate dalle autrici sono state presentate come giochi che potevano essere svolti anche in piccoli gruppi e che stimolano lo sviluppo cognitivo del numero. Altra cosa importante riguarda il risultato: in tutti i giochi proposti l'obiettivo finale è quello di creare esperienze positive con i numeri e non misurare l'abilità individuale.
Abstract/Sommario: Gli autori sostengono la tesi che è molto importante fare un'osservazione a più ampio raggio nei casi che si presentano problematici. Spesso in tali casi si vede solo una parte della situazione sia da parte della famiglia e dell'ambiente scolastico (si notano solo i comportamenti problematici) e sia da parte del personale medico che si occupa della persona coinvolta (bambino e adolescente) in atteggiamenti aggressivi. Facendo leva su un'osservazione multimodale ed attenta, invece, si p ...; [Leggi tutto...]
Gli autori sostengono la tesi che è molto importante fare un'osservazione a più ampio raggio nei casi che si presentano problematici. Spesso in tali casi si vede solo una parte della situazione sia da parte della famiglia e dell'ambiente scolastico (si notano solo i comportamenti problematici) e sia da parte del personale medico che si occupa della persona coinvolta (bambino e adolescente) in atteggiamenti aggressivi. Facendo leva su un'osservazione multimodale ed attenta, invece, si può sviluppare una riflessione completa che riguarda la natura dei comportamenti problematici del soggetto interessato, la loro origine, i luoghi dove avvengono più di frequente ed anche i fattori scatenanti tali atteggiamenti. In questo articolo è stato valutato il caso di Matteo, un ragazzo di 15 anni iscritto al secondo anno di una scuola secondaria di secondo grado a indirizzo tecnico, per il quale è stata attuata tutta una serie di procedure di aiuto efficaci che ha compreso tutto l'insieme dei suoi comportamenti ma anche le sue motivazioni, osservando anche il contesto ambientale (famiglia e scuola).
Abstract/Sommario: La SIO, cioè Scuola in Ospedale, rappresenta una realtà che è presente in molti Paesi europei ed anche in Italia, ufficializzata con la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea recentemente (2000) che sancisce il diritto di ogni bambino all'istruzione e grazie all'emanazione di questo trattato la presenza di insegnanti, all'interno dei reparti ospedalieri dove sono ricoverati dei minori, è notevolmente aumentata. Obiettivo principale di questa scuola è quello di garantire ai ...; [Leggi tutto...]
La SIO, cioè Scuola in Ospedale, rappresenta una realtà che è presente in molti Paesi europei ed anche in Italia, ufficializzata con la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea recentemente (2000) che sancisce il diritto di ogni bambino all'istruzione e grazie all'emanazione di questo trattato la presenza di insegnanti, all'interno dei reparti ospedalieri dove sono ricoverati dei minori, è notevolmente aumentata. Obiettivo principale di questa scuola è quello di garantire ai piccoli ricoverati malati la possibilità di apprendimento che superi il classico insegnamento. In questo caso gli insegnanti, con la loro presenza in ospedale, devono garantire una certa continuità nello svolgere il loro lavoro ed anche continuità con la routine quotidiana che i piccoli pazienti hanno dovuto interrompere a causa della loro malattia e ricovero; quindi, questi ultimi devono essere considerati nel loro ruolo di allievi, al pari dei loro compagni, e quindi è molto importante che l'insegnante mette in atto una buona relazione facilitata dalla conoscenza e dalla comunicazione e anche dall'impiego di interventi didattici diversi ed idonei ad attuare esperienze di apprendimento. Inoltre l'esistenza della scuola in ospedale consente ai bambini ricoverati di continuare a mantenere i rapporti con i loro compagni di classe della scuola normale e a prevenire il fenomeno della dispersione scolastica.
Abstract/Sommario: Il DIRFloortime (Developmental Individual Differences Relationship Based Model) è un modello evolutivo globale di valutazione e trattamento rivolto a bambini e adolescenti con disturbi del neurosviluppo e in tutti quei casi in cui sono evidenti difficoltà di autoregolazione comportamentale ed emotiva. Le caratteristiche principali di questo modello di intervento sono: 1) Developmental (approccio evolutivo che riguarda le basi fondamentali dello sviluppo del bambino, tenendo conto l'int ...; [Leggi tutto...]
Il DIRFloortime (Developmental Individual Differences Relationship Based Model) è un modello evolutivo globale di valutazione e trattamento rivolto a bambini e adolescenti con disturbi del neurosviluppo e in tutti quei casi in cui sono evidenti difficoltà di autoregolazione comportamentale ed emotiva. Le caratteristiche principali di questo modello di intervento sono: 1) Developmental (approccio evolutivo che riguarda le basi fondamentali dello sviluppo del bambino, tenendo conto l'interazione dei fattori ambientali e biologici); 2) Individual Differences (Le differenze individuali: intervento che riguarda le caratteristiche di ogni bambino dalle sue difficoltà alle sue potenzialità); 3) Relationship (Relazione: lo sviluppo del bambino all'interno delle relazioni e soprattutto in quella familiare). Questo modello rappresenta un insieme di tecniche con le quali l'adulto (insegnante) entra in sintonia con il bambino dal punto di vista emotivo, considerando le sue potenzialità. Per facilitare queste ultime è necessario che l'intervento coinvolga tutti gli ambienti di vita del bambino, creando una alleanza tra famiglia, scuola e insegnanti.
Abstract/Sommario: Il tema trattato dall'articolo è quello della narrazione, pratica molto antica che si trasmette dagli esordi della civiltà umana, ha la funzione di "fare memoria" e far condividere le varie esperienze collettive; tale pratica ha la funzione di alimentare la coesione del gruppo e di fondare il sistema dei valori e delle credenze della collettività. Sia l'atto di memoria e sia la condivisione che permette la narrazione risultano efficaci per rielaborare ciò che è accaduto lo scorso anno, ...; [Leggi tutto...]
Il tema trattato dall'articolo è quello della narrazione, pratica molto antica che si trasmette dagli esordi della civiltà umana, ha la funzione di "fare memoria" e far condividere le varie esperienze collettive; tale pratica ha la funzione di alimentare la coesione del gruppo e di fondare il sistema dei valori e delle credenze della collettività. Sia l'atto di memoria e sia la condivisione che permette la narrazione risultano efficaci per rielaborare ciò che è accaduto lo scorso anno, poiché è proprio la partenza da questa rielaborazione che, secondo l'autrice, la comunità può ripartire e fare progetti per il futuro.
Abstract/Sommario: E' noto che la gran parte del lavoro degli insegnanti è rivolto agli studenti per fornire varie informazioni e nuove abilità che richiedono poi applicazione e studio affinché queste ultime possano essere effettivamente apprese; l'insegnamento deve garantire non solo l'apprendimento di varie nozioni ma deve, inoltre, garantire la memoria di esse (ricordo a distanza di tempo) ed anche trasferite, in un secondo tempo, ad altri contesti dove possono essere utilizzate (transfer). Per garant ...; [Leggi tutto...]
E' noto che la gran parte del lavoro degli insegnanti è rivolto agli studenti per fornire varie informazioni e nuove abilità che richiedono poi applicazione e studio affinché queste ultime possano essere effettivamente apprese; l'insegnamento deve garantire non solo l'apprendimento di varie nozioni ma deve, inoltre, garantire la memoria di esse (ricordo a distanza di tempo) ed anche trasferite, in un secondo tempo, ad altri contesti dove possono essere utilizzate (transfer). Per garantire un autentico apprendimento, i libri di studio dovrebbero essere organizzati in modo tale da agevolare l'implementazione delle strategie più adeguate per garantire un apprendimento autentico di tutte le informazioni. I due autori si chiedono, in questi casi, quali proprietà ed organizzazione dei testi potrebbero favorire l'apprendimento dei contenuti. Per quanto concerne le proprietà c'è da dire che sono importanti le singole parole o frasi; se il testo di studio include un tipo di materiale ad alta applicabilità al caso personale, capacità di far provare emozioni, l'apprendimento ne risulterà rafforzato. Inoltre, tutto il testo deve risultare piacevole alla lettura e rispondere alla curiosità e all'interesse del lettore. Le pagine da studiare devono essere inserite in una organizzazione che deve essere determinante nel favorire l'apprendimento: 1) Multimedialità con codici multipli che consente la memorizzazione; 2) Evitamento del sovraccarico (troppe fonti possono creare confusione nella mente degli studenti); 3) Collegamenti che fanno sì che le nuove informazioni possono essere agganciate a quelle vecchie; 4) Anticipazioni: conoscenze preesistenti che possono organizzare i nuovi elementi studiati; 5) Elenco dei temi che sono trattati ( titoli di capitoli e paragrafi); 6) Enfatizzazione adatta (il testo non deve essere troppo rigido e sovrabbondante); 7) Informazioni e domande di sintesi; 8) Riferimenti, possibili approfondimenti da eseguire con altri materiali.
Abstract/Sommario: I due autori in questo loro contributo si pongono alcune domande. Quali profili di apprendimento per i bambini che frequentano la didattica a distanza? Come affrontare il percorso diagnostico di questi alunni? Quali sono gli elementi clinici da osservare? La prima autrice ha notato l'aumentare di dubbi rispetto a potenziali DSA che arrivano in seguito ad alcune segnalazioni da parte della scuola e l'aumento di preoccupazioni da parte delle famiglie per alcune difficoltà di apprendiment ...; [Leggi tutto...]
I due autori in questo loro contributo si pongono alcune domande. Quali profili di apprendimento per i bambini che frequentano la didattica a distanza? Come affrontare il percorso diagnostico di questi alunni? Quali sono gli elementi clinici da osservare? La prima autrice ha notato l'aumentare di dubbi rispetto a potenziali DSA che arrivano in seguito ad alcune segnalazioni da parte della scuola e l'aumento di preoccupazioni da parte delle famiglie per alcune difficoltà di apprendimento sopraggiunte (questo nel caso della scuola primaria). L'autrice afferma di sentire dei dubbi molto forti negli operatori scolastici della propria regione che riguardano i casi di effettuare le valutazioni con prove di apprendimento che spesso danno esiti negativi soprattutto nel campo della matematica ma anche in quelli dell'ortografia e della comprensione. La sua riflessione è quella che, quest'anno i bambini hanno ripreso la scuola con orari ridotti, oltre ad affrontare periodi di quarantena più o meno lunghi in casa (dovuti alle situazioni in classe del covid-19) ed al fatto che la stessa didattica operata a distanza (DAD) hanno favorito il numero di profili di apprendimento dubbi, con la conseguenza di diagnosi più complicate per i clinici. Considerate le attuali condizioni della didattica, risulta utile sostenere la scuola per individuare i casi sospetti di diagnosi di DSA non corrette, osservando bene il processo dell'apprendimento nelle sue prime fasi iniziali. Secondo l'altro autore (Vio) per affrontare il percorso diagnostico degli alunni in DAD è importante prestare attenzione all'anamnesi, cioè ricercare eventuali fattori di rischio che sono già presenti in età prescolare (o nelle prime fasi di apprendimento); inoltre è utile cercare di comprendere il processo di decodifica (se questo si colloca nelle fasi iniziali dewl processo fonologico), il riconoscimento delle lettere, il sillabare delle frasi e in più verificare l'analisi qualitativa degli errori, soprattutto nella lettura.