Abstract/Sommario: La scuola parla spesso di valutazione con entusiasmo e talvolta con diffidenza e perplessità; tuttavia, raramente si è familiarizzata con gli elementi fondamentali che sono la base della docimologia e della valutazione standardizzata. Fra i vantaggi di quest'ultima c'è la possibilità di confrontare, in modo affidabile, risultati di apprendimento di un alunno con quelli attesi in base a come fanno gli altri alunni di tutta Italia. Questo tipo di confronto può essere fatto dalla scuola i ...; [Leggi tutto...]
La scuola parla spesso di valutazione con entusiasmo e talvolta con diffidenza e perplessità; tuttavia, raramente si è familiarizzata con gli elementi fondamentali che sono la base della docimologia e della valutazione standardizzata. Fra i vantaggi di quest'ultima c'è la possibilità di confrontare, in modo affidabile, risultati di apprendimento di un alunno con quelli attesi in base a come fanno gli altri alunni di tutta Italia. Questo tipo di confronto può essere fatto dalla scuola in via preliminare e poi essere perfezionato in ambito specialistico. Il caso, valutato dai due autori, di un bambino (Enzo) offre un esempio di come questo possa accadere.
Abstract/Sommario: Il Disturbo Nonverbale presenta molti sintomi diversi che si collegano tutti a quello principale: la difficoltà visuo-spaziale. I bambini, oltre a tale difficoltà, possono presentare i cosiddetti "disturbi del neurosviluppo": disattenzione, scarsa organizzazione, difficoltà in alcune materie scolastiche, isolamento dal gruppo dei propri coetanei, e soprattutto mancanza (o scarsa abilità) alla relazione con gli altri. Siccome il problema non è sempre facilmente riconoscibile, è importan ...; [Leggi tutto...]
Il Disturbo Nonverbale presenta molti sintomi diversi che si collegano tutti a quello principale: la difficoltà visuo-spaziale. I bambini, oltre a tale difficoltà, possono presentare i cosiddetti "disturbi del neurosviluppo": disattenzione, scarsa organizzazione, difficoltà in alcune materie scolastiche, isolamento dal gruppo dei propri coetanei, e soprattutto mancanza (o scarsa abilità) alla relazione con gli altri. Siccome il problema non è sempre facilmente riconoscibile, è importante rivolgersi a specialisti che, trovando i punti di debolezza, possono dare importanti suggerimenti tenendo sempre conto delle caratteristiche e delle difficoltà di ogni bambino. L'obiettivo principale è quello di permettere che bambini e ragazzi con questi disturbi possono ricevere una valutazione diagnostica accurata insieme ad interventi di supporto individualizzati. La ricerca effettuata negli ultimi anni (sebbene ancora oggi il Disturbo Nonverbale non è riconosciuto come disturbo mentale) è andata molto avanti con i suoi studia ed ha ammesso che esistono numerose evidenze che mostrano, come a livello di funzionamento cerebrale e cognitivo, i soggetti con tale disturbo presentano delle modalità di funzionamento diverse che, li differenziano non solo da altri soggetti aventi altri tipi di disturbi, ma anche dai bambini con sviluppo tipico. Per ottimizzare gli apprendimenti è molto importante, quindi, inquadrare il problema, e suggerire una valutazione specialistica è utile non solo per la famiglia ma anche per gli insegnanti.
Abstract/Sommario: L'autore considera l'utilità della lettura ad alta voce, considerando che le abilità di lettura e gli interessi si cominciano ad allinearsi nell'età della preadolescenza e, sia le une che gli altri dipendono, in gran parte, dalle esperienze di lettura precedente; perciò, la lettura ad alta voce, data la propria utilità, andrebbe praticata in classe fino alla conclusione dell'obbligo di istruzione. Leggere è una attività che aiuta ad incrementare il proprio vocabolario, consente di parl ...; [Leggi tutto...]
L'autore considera l'utilità della lettura ad alta voce, considerando che le abilità di lettura e gli interessi si cominciano ad allinearsi nell'età della preadolescenza e, sia le une che gli altri dipendono, in gran parte, dalle esperienze di lettura precedente; perciò, la lettura ad alta voce, data la propria utilità, andrebbe praticata in classe fino alla conclusione dell'obbligo di istruzione. Leggere è una attività che aiuta ad incrementare il proprio vocabolario, consente di parlare con modi più appropriati rispetto alle situazioni e contesti vari, in poche parole rende l'individuo più padrone della lingua. La lettura ad alta voce, se praticata quotidianamente, può essere uno strumento in grado di effettuare un vero e proprio potenziamento generale del bambino e/o ragazzo; essa, infatti, riesce ad incidere sui singoli apprendimenti, sulle funzioni cognitive, sulle abilità e competenze emotive e sulla capacità di assumere il punto di vista e immaginare gli stati mentali degli altri. A tale scopo sono state eseguite delle ricerche (prima sulle persone anziane affette da malattie neurodegenerative) su bambini dai 2 anni (nido) sino ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado; queste ricerche hanno dimostrato che la lettura da alta voce è in grado di agire sulla dimensione emotiva (riconoscimento delle proprie ed altrui emozioni), sulla mentalizzazione ed sulla capacità di assumere un punto di vista diverso dal proprio, sull'empatia nei confronti dell'altro individuo, sull'attenzione, sulla capacità di ragionamento critico, sullo sviluppo dell'identità personale e infine sulle abilità e competenze relative alla comprensione del testo.
Abstract/Sommario: L'autore nell'ambito delle attività del CPP (Centro psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti) ha formalizzato il metodo maieutico "Litigare bene", sul quale viene impostata una verifica scientifica. La ricerca, condotta nelle scuole di Torino, ha dimostrato che il metodo "Litigare bene" ha acconsentito ai bambini di aumentare di molto la loro capacità di gestire il litigio, individuando un accordo tra loro in modo spontaneo. E' stata riscontrata per la prima volta, ...; [Leggi tutto...]
L'autore nell'ambito delle attività del CPP (Centro psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti) ha formalizzato il metodo maieutico "Litigare bene", sul quale viene impostata una verifica scientifica. La ricerca, condotta nelle scuole di Torino, ha dimostrato che il metodo "Litigare bene" ha acconsentito ai bambini di aumentare di molto la loro capacità di gestire il litigio, individuando un accordo tra loro in modo spontaneo. E' stata riscontrata per la prima volta, in modo scientifico, la validità che decolpevolizza i bambini (prima e seconda infanzia) da un aspetto negativo delle loro relazioni problematiche, dando loro l'opportunità di mettere da parte i propri contrasti, di autoregolare i propri rapporti, di migliorare la capacità di vedere i problemi da vari punti di vista, di comprendere se stessi e gli altri. Lo scopo principale di questo metodo è quello di valorizzare i litigi tra bambini anche come apprendimento, perché anche il litigio può rappresentare una importante occasione per avere competenze sia dal punto di vista relazionale e sia dal punto di vista sociale.
Abstract/Sommario: L'autrice parte dal concetto che non si può non comunicare, cioè qualsiasi comportamento, in una situazione di interazione tra persone, rappresenta una forma di comunicazione. Ogni comunicazione, poi, ha due aspetti: contenuto e relazione. Il primo trasmette i dati della comunicazione; il secondo definisce il modo in cui si deve assumere la comunicazione e quindi il suo effettivo significato per l'altro. Ogni comunicazione trasmette informazioni e implica un impegno tra i soggetti comu ...; [Leggi tutto...]
L'autrice parte dal concetto che non si può non comunicare, cioè qualsiasi comportamento, in una situazione di interazione tra persone, rappresenta una forma di comunicazione. Ogni comunicazione, poi, ha due aspetti: contenuto e relazione. Il primo trasmette i dati della comunicazione; il secondo definisce il modo in cui si deve assumere la comunicazione e quindi il suo effettivo significato per l'altro. Ogni comunicazione trasmette informazioni e implica un impegno tra i soggetti comunicanti definendo la natura della loro relazione, come ad es. nell'ambiente scolastico tra insegnante e alunni e viceversa. Potrebbe essere più semplice comunicare in una situazione di disparità di potere, come quella che esiste tra insegnante ed alunni, ed è proprio questa disparità (che può risultare utile all'insegnante per applicare ordine e disciplina) che, a volte, si rivela come la spada di Damocle nella relazione con gli studenti, creando distanza in quanto focalizza su quello che manca anziché sulle risorse esistenti. Quindi per creare un ambiente favorevole all'apprendimento è fondamentale che l'insegnante crei un clima favorevole per instaurare una relazione-comunicazione con i propri alunni, accogliendo le loro diverse capacità. La cosa più importante da considerare e da tenere sempre presente per l'insegnante è che nel suo lavoro ha a che fare con persone, individui cioè con una propria singolarità; l'insegnante con la sua capacità di entrare in relazione può suscitare il desiderio e l'amore per la conoscenza nei suoi allievi e favorire loro la curiosità verso la scoperta del nuovo, del non conosciuto, di affrontare nuove esperienze ed anche difficoltà.
Abstract/Sommario: La scuola è titolare del progetto didattico ed educativo in base al quale si promuove il benessere del singolo alunno (e dei suoi insegnanti). Intendendo per benessere (secondo la definizione data dall'Organizzazione Mondiale della Sanità) lo stato di salute fisica e psichica nel quale si trova una persona; e quindi, può raggiungere la propria realizzazione svolgendo il suo lavoro, col quale dare un contributo alla vita della comunità. La scuola deve, secondo l'autore, produrre una dif ...; [Leggi tutto...]
La scuola è titolare del progetto didattico ed educativo in base al quale si promuove il benessere del singolo alunno (e dei suoi insegnanti). Intendendo per benessere (secondo la definizione data dall'Organizzazione Mondiale della Sanità) lo stato di salute fisica e psichica nel quale si trova una persona; e quindi, può raggiungere la propria realizzazione svolgendo il suo lavoro, col quale dare un contributo alla vita della comunità. La scuola deve, secondo l'autore, produrre una diffusa relazione e promuovere la condivisione di quei valori che fanno sentire i membri della comunità come parte integrante di essa. Quindi, non solo deve abituare ad "apprendere" ma anche ad "essere"; cioè, non basta compilare diversi moduli ed applicare strumenti e tecniche avanzate che non riguardano in modo specifico i problemi (e il loro malessere) degli alunni e della scuola, ma occorrono determinati progetti concernenti l'osservazione in classe, per capire quali alunni hanno problemi (e di quale tipo); una volta fatto l'opportuno approfondimento delle cause formulare la valutazione come base per una programmazione personalizzata.
Abstract/Sommario: Un test è una situazione standard costruita per suscitare determinate risposte o comportamenti da interpretare secondo norme apposite e che possono avere rilevanza diagnostica e applicativa. La principale funzione di un test psicologico è quella di misurare le differenza tra le reazioni di persone diverse allo stesso stimolo e tra le reazioni di un solo individuo ad uno stesso stimolo in condizioni e momenti diversi. Lo scopo prefissato è quello di desumere dalle risposte ottenute cara ...; [Leggi tutto...]
Un test è una situazione standard costruita per suscitare determinate risposte o comportamenti da interpretare secondo norme apposite e che possono avere rilevanza diagnostica e applicativa. La principale funzione di un test psicologico è quella di misurare le differenza tra le reazioni di persone diverse allo stesso stimolo e tra le reazioni di un solo individuo ad uno stesso stimolo in condizioni e momenti diversi. Lo scopo prefissato è quello di desumere dalle risposte ottenute caratteristiche psichiche o della personalità non immediatamente visibili dall'osservazione diretta del comportamento quotidiano del soggetto e che possono essere utili per i tipi diversi di scelta, tra cui quelli educativi. Nonostante la ricca offerta di strumenti psicometrici, utili a rilevare e a valutare abilità e competenze nelle varie attività scolastiche (dai test di intelligenza generale a quelli di funzioni cognitive specifiche, come ad es. la memoria di lavoro ed a quelli riguardanti gli apprendimenti scolastici), spesso gli insegnanti hanno bisogno di strumenti adatti da costruire per specifiche esigenze. L'attività dell'insegnante comporta, non solo la programmazione, cioè la definizione di obiettivi di educazione generale e particolare (selezionando le tecniche varie) ma prevede anche, nello stesso tempo, gli strumenti adatti per il controllo, la verifica finale in base ai percorsi ed alle modalità didattiche adottate.Tutto ciò in una ottica di pianificazione complessiva che consente il riscontro tra insegnamento e apprendimento, per effettuare non solo la valutazione del profitto dei propri allievi ma, anche una autovalutazione della propria attività di educatore.
Abstract/Sommario: L'articolo tratta della comprensione del testo, la cui capacità può essere considerata come una colonna portante degli apprendimenti successivi; rappresenta un lavoro complesso in cui entrano diverse competenze cognitive in gioco e a vari livelli di complessità (riconoscimento visivo delle parole, capacità di integrare fra loro le varie parti del testo e formulare una rappresentazione del significato). La capacità di trarre inferenze all'interno di un testo nel processo di comprensione ...; [Leggi tutto...]
L'articolo tratta della comprensione del testo, la cui capacità può essere considerata come una colonna portante degli apprendimenti successivi; rappresenta un lavoro complesso in cui entrano diverse competenze cognitive in gioco e a vari livelli di complessità (riconoscimento visivo delle parole, capacità di integrare fra loro le varie parti del testo e formulare una rappresentazione del significato). La capacità di trarre inferenze all'interno di un testo nel processo di comprensione è un aspetto importante, oltre a rappresentare un elemento di debolezza di alcuni alunni che hanno specifici problemi con tale abilità. Secondo le autrici occorre lavorare in modo sistematico sulla comprensione orale di un testo già dall'ultimo anno della scuola dell'infanzia; ciò perché è utile per porre le basi per una buona competenza del testo oltre ad altre abilità connesse (sviluppo lessicale, attenzione, metacognizione). A tal fine sono stati fatti programmi appositi e diversi a disposizione degli insegnanti proprio per potenziare la comprensione dei testi ed anche per la comprensione orale. E' stata svolta una ricerca a tal proposito che ha coinvolto 342 bambini (dall'ultimo anno della scuola dell'infanzia ai primi due anni della scuola primaria), ai quali sono state somministrate due prove di comprensione d'ascolto diverse per tipo di testo. Da tale ricerca è emerso che la capacità di fare inferenze in un testo risulta più difficile rispetto alla capacità di riconoscere le informazioni esplicite inserite nel testo (e ciò ha riguardato tutti e tre i gruppi di alunni). Quindi è più utile lavorare, prima dell'ingresso alla scuola primaria, sulla comprensione orale di un testo, guidando gli alunni da subito prima all'ascolto e poi alla lettura di testi di diverso tipo, sollecitando in tal modo la sensibilità ai vari generi di testo (competenza metacognitiva).