Abstract/Sommario: Nei processi di apprendimento è risaputo il ruolo principale che hanno le emozioni; ciò è suffragato dai vari studi neuroscientifici che ne sottolineano le implicazioni importanti sul funzionamento delle aree cerebrali coinvolte nelle abilità cognitive (memoria e attenzione). Altri studi hanno dimostrato, invece, come stress, ansia o depressione, possano avere un impatto negativo sul funzionamento delle funzioni cerebrali che regolano i processi cognitivi. Quindi, l'attivazione emotiva ...; [Leggi tutto...]
Nei processi di apprendimento è risaputo il ruolo principale che hanno le emozioni; ciò è suffragato dai vari studi neuroscientifici che ne sottolineano le implicazioni importanti sul funzionamento delle aree cerebrali coinvolte nelle abilità cognitive (memoria e attenzione). Altri studi hanno dimostrato, invece, come stress, ansia o depressione, possano avere un impatto negativo sul funzionamento delle funzioni cerebrali che regolano i processi cognitivi. Quindi, l'attivazione emotiva è strettamente connessa ai processi di apprendimento per cui, se l'allievo è emotivamente coinvolto in un dato argomento, riuscirà in futuro a conservare meglio le informazioni ricevute; al contrario, se l'argomento studiato gli provoca ansia o vergogna per insuccesso precedente, la qualità dell'apprendimento sarà negativa (si pensi a quanto spesso avviene per la matematica). Inoltre si riscontra spesso un mancato incontro tra le competenze tecniche degli insegnanti, e le competenze emotivo-relazionali, relegate ad un ruolo marginale nel percorso formativo. Questo è particolarmente evidente per quanto riguarda gli alunni con BES (Bisogni Educativi Speciali), per cui nonostante la competenza nel rilevare specifiche difficoltà, usando anche metodi didattici appropriati, l'alunno si blocca (o ha una atteggiamento aggressivo), e di conseguenza, l'insegnante si trova impreparato a gestire questa risposta emotiva. L'insegnante non è un libro personificato. E' necessario che ci sia un incontro con il gruppo classe e con ogni bambino: di questi incontri uno dei principali protagonisti è la dinamica emozionale che sorregge il rapporto insegnante-alunno e il processo stesso di apprendimento.
Abstract/Sommario: In una scuola al tempo di oggi sempre più inclusiva, nell'accogliere tutte le diversità, occorre permettere ad ogni allievo, non solo di poter apprendere, ma anche di poter sviluppare la propria personalità e tutte le abilità che gli consentono di progredire; ciò perchè il benessere psico-fisico è uno stato di funzionamento ottimale che consente ad ogni individuo di coltivare il proprio talento. Nel presente contributo gli autori offrono agli insegnanti indicazioni e strumenti utili pe ...; [Leggi tutto...]
In una scuola al tempo di oggi sempre più inclusiva, nell'accogliere tutte le diversità, occorre permettere ad ogni allievo, non solo di poter apprendere, ma anche di poter sviluppare la propria personalità e tutte le abilità che gli consentono di progredire; ciò perchè il benessere psico-fisico è uno stato di funzionamento ottimale che consente ad ogni individuo di coltivare il proprio talento. Nel presente contributo gli autori offrono agli insegnanti indicazioni e strumenti utili per individuare le difficoltà dei propri alunni e potenziare lo sviluppo dei loro processi di apprendimento. Lo scopo principale degli insegnanti deve essere quello di interessarsi di tutti i loro allievi e imparare ad osservare e valutare le caratteristiche di ognuno di loro nei processi di apprendimento, riconoscendone i punti sia di debolezza e sia di forza, intervenendo poi sui loro bisogni per aiutarli nel difficile percorso di crescita. L'individuazione delle difficoltà e il potenziamento devono essere attuati in tutto il percorso scolastico ma soprattutto è molto importante ed efficace nelle prime fasi dello stesso percorso; e quindi, per aiutare gli alunni con difficoltà scolastiche occorre non solo utilizzare metodologie didattiche o interventi abilitativi efficaci, ma bisogna risalire alle cause sottostanti questa difficoltà.
Abstract/Sommario: Gli autori illustrano in termini sia teorici che operativi, il metodo di formazione "Praxis", che ha come finalità generale quella di sostenere e potenziare la crescita umana degli studenti in tutte le sue componenti. Il metodo PRAXIS è stato pensato per la scuola dell'obbligo (dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di I° grado) e prevede l'inserimento di alcune novità in ambito didattico e metodologico: 1) l'attivazione di una materia curriculare specifica relativa alla conoscenza ...; [Leggi tutto...]
Gli autori illustrano in termini sia teorici che operativi, il metodo di formazione "Praxis", che ha come finalità generale quella di sostenere e potenziare la crescita umana degli studenti in tutte le sue componenti. Il metodo PRAXIS è stato pensato per la scuola dell'obbligo (dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di I° grado) e prevede l'inserimento di alcune novità in ambito didattico e metodologico: 1) l'attivazione di una materia curriculare specifica relativa alla conoscenza di sé (La scienza del sé); 2) la valorizzazione e il potenziamento delle funzioni logiche in ogni materia; 3) il costante utilizzo di metodi didattici cooperativi; 4) l'ingresso nell'organico della scuola delle figure del psicologo e del pedagogista. E' risaputo che la maturazione delle facoltà razionali ed affettivo-relazionali avviene entro i primi anni dell'età adolescenziale e quindi, un intervento precoce risulterà più efficace nel sostenere e potenziare la maturazione dell'allievo. Il metodo prevede attività che, oltre ad essere ben adattabili ai programmi della scuola arricchiscono questi ultimi di varie possibilità. Lo scopo principale è quello di sostenere e potenziare la crescita umana del bambino e/o ragazzo in tutte le sue componenti (affettiva, cognitiva, sociale e morale). Per raggiungere, però, tale obbiettivo la strada da percorrere prevede finalità diverse e specifiche: conoscenza di sé stessi; capacità di riconoscere gli effetti a lungo termine delle proprie azioni; comprensione del relativismo; riconoscere un ragionamento razionale critico (sapendo individuare possibili errori); imparare a imparare in piena autonomia; progettare il proprio percorso evolutivo. Tutto ciò consente all'allievo di poter programmare il proprio futuro professionale ma soprattutto personale.
Abstract/Sommario: L'autore in questo contributo offre uno strumento da usare in classe per portare gli studenti a capire quali nuovi comportamenti potrebbero contribuire a migliorare la loro vita scolastica e a sostenere il loro successo formativo. Nella letteratura psicologica è stato introdotto il costrutto di "possible selves" (Sé possibili) per indicare la disposizione degli individui a pensarsi in maniera alternativa (sperando nella migliore), rispetto alla condizione nella quale si trovano. Sono s ...; [Leggi tutto...]
L'autore in questo contributo offre uno strumento da usare in classe per portare gli studenti a capire quali nuovi comportamenti potrebbero contribuire a migliorare la loro vita scolastica e a sostenere il loro successo formativo. Nella letteratura psicologica è stato introdotto il costrutto di "possible selves" (Sé possibili) per indicare la disposizione degli individui a pensarsi in maniera alternativa (sperando nella migliore), rispetto alla condizione nella quale si trovano. Sono state, perciò, condotte delle ricerche che hanno mostrato un percorso volto a indurre negli studenti ad immaginarsi in situazioni diverse rispetto a quelle in cui essi si trovano; tale percorso produce il miglioramento nel profitto scolastico, oltre a determinare un incremento della motivazione e dell'impegno. "Il quaderno delle mie possibilità", proposto dall'autore si muove in questa direzione; il quaderno sollecita lo studente a stare sempre con i piedi per terra e a trovare azioni che possono essere compiute dal punto di vista realistico ed attuate poi subito.