Abstract/Sommario: In questo contributo l'autrice analizza gli aspetti che caratterizzano il meccanismo visivo e fornisce agli insegnanti una guida delle più frequenti manifestazioni sintomatologiche e comportamentali correlate a problemi visivi nei bambini. Poter valutare la dinamica dell'occhio nello spazio libero, ha prodotto utili informazioni sui processi cognitivi e neurologici alla base della visione e sulla relazione che tale funzione ha con le altre strutture cognitive (attenzione e memoria). La ...; [Leggi tutto...]
In questo contributo l'autrice analizza gli aspetti che caratterizzano il meccanismo visivo e fornisce agli insegnanti una guida delle più frequenti manifestazioni sintomatologiche e comportamentali correlate a problemi visivi nei bambini. Poter valutare la dinamica dell'occhio nello spazio libero, ha prodotto utili informazioni sui processi cognitivi e neurologici alla base della visione e sulla relazione che tale funzione ha con le altre strutture cognitive (attenzione e memoria). La visione è il risultato di un insieme di abilità che consentono di interpretare e comprendere il mondo esterno; nel contesto della scuola (dove i bambini trascorrono molto del loro tempo) le funzioni percettive, quelle linguistiche, la memoria e l'attenzione sono sollecitate e utilizzate a diverso titolo; i bambini con disturbi visuo-spaziali, hanno difficoltà a elaborare immagini mentali di frasi o brani che presentano riferimenti visuo-spaziali. I difetti visivi o ametropie sono problemi che non consentono al bambino di vedere in modo nitido una zona del campo visivo e dipendono da un'altra dimensione o forma dell'occhio. Esistono 3 principali classi di difetti: ipermetropia, miopia e astigmatismo. Questi possono procurare delle difficoltà per i bambini: deficit della percezione, deficit visuo-spaziali, deficit nella coordinazione occhio-mano, deficit nell'abilità immaginativa, deficit nella memoria visiva. Lo sviluppo del sistema visivo (e sue varie funzioni), inoltre, è influenzato dall'ambiente e ciò che noi vediamo è l'immagine, ossia il risultato di tutti quei processi di sintesi ed integrazione che compie il nostro cervello. Nella scuola (e nella società) di oggi, i sistemi di comunicazione si basano soprattutto sull'uso delle immagini; di conseguenza, si sforza di molto l'uso della vista. Conoscendo le caratteristiche di questi processi, le relative disfunzioni e sintomi uniti ad esse è importante nel contesto scolastico, perciò, favorire l'adozione di misure atte a sviluppare e promuovere il massimo potenziale di apprendimento dei bambini.
Abstract/Sommario: Nel contributo l'autrice mette in luce l'utilità dell'insegnamento della musica a bambini con dislessia: esso è funzionale allo sviluppo delle abilità linguistiche, soprattutto se si instaura una relazione educativa empatica tra insegnante ed allievo. L'attività musicale favorisce lo sviluppo delle capacità percettive ritmiche e tonali, collegate alle abilità fonologiche del linguaggio, e potenzia la memoria di lavoro, la concentrazione e la capacità di astrazione verbale (tali abilità ...; [Leggi tutto...]
Nel contributo l'autrice mette in luce l'utilità dell'insegnamento della musica a bambini con dislessia: esso è funzionale allo sviluppo delle abilità linguistiche, soprattutto se si instaura una relazione educativa empatica tra insegnante ed allievo. L'attività musicale favorisce lo sviluppo delle capacità percettive ritmiche e tonali, collegate alle abilità fonologiche del linguaggio, e potenzia la memoria di lavoro, la concentrazione e la capacità di astrazione verbale (tali abilità sono di solito carenti nei soggetti dislessici). L'apprendimento della musica è strettamente collegato all'apprendimento del linguaggio. I bambini dislessici vivono con notevole ansia il loro apprendimento, a causa anche di loro fallimenti scolastici, della difficoltà nel tenere il passo con i propri compagni; ed è per questo motivo che l'insegnamento della musica deve essere una nuova esperienza di questi bambini caratterizzata da serenità, situazione che pur rilevando le sue difficoltà permette tuttavia la crescita personale dell'alunno. Apprendere la musica permette al bambino non solo di migliorare le proprie competenze linguistiche, ma anche di sviluppare la propria autostima, rendendoli consapevoli delle loro potenzialità. In questi casi la qualità fondamentale che l'insegnante deve possedere è l'adattabilità, cioè la capacità di modificare in corso d'opera le attività programmate, in base alle necessità dell'allievo; cioè l'insegnamento deve essere personalizzato e quindi l'insegnante dovrà scegliere le modalità, le attività, i materiali più adatti per un apprendimento funzionale.
Abstract/Sommario: L'articolo tratta del caso degli studenti iperdotati cognitivamente che presentano abilità superiori alle aspettative (anche di 2-3 anni o più); sono soggetti che riescono ad apprendere in tempi celeri (ad una età più precoce) rispetto ai loro compagni, possiedono una eccellente memoria, comprendono concetti astratti e complessi, hanno interesse verso più tematiche. La centralità della persona e la conseguente valorizzazione delle peculiarità di ciascuno è il pre-requisito imprescindib ...; [Leggi tutto...]
L'articolo tratta del caso degli studenti iperdotati cognitivamente che presentano abilità superiori alle aspettative (anche di 2-3 anni o più); sono soggetti che riescono ad apprendere in tempi celeri (ad una età più precoce) rispetto ai loro compagni, possiedono una eccellente memoria, comprendono concetti astratti e complessi, hanno interesse verso più tematiche. La centralità della persona e la conseguente valorizzazione delle peculiarità di ciascuno è il pre-requisito imprescindibile nella realizzazione di percorsi pedagogici e didattico-educativi all'interno di una società complessa, dove la qualità delle intelligenze rappresenta la risorsa principale a cui dedicare impegno e attenzione istituzionale. Da ciò sono necessarie misure di personalizzazione per valorizzare ogni tipo di differenza ed applicarle di conseguenza non solo per gli allievi che hanno difficoltà di apprendimento, ma anche per gli allievi che hanno uno spiccato interesse per il sapere (gifted). La scuola in questi casi dovrebbe avere il compito di fornire al personale docente gli strumenti adeguati per riconoscere lo studente gifted. Questi soggetti che hanno un potenziale tale da superare le aspettative in varie discipline hanno, in effetti, la necessità di avere insegnanti che comprendono il loro stile di apprendimento differente e adottino misure strategiche che rendano possibile la crescita e lo sviluppo del loro talento. Ed è sulla base del profilo di funzionamento di ogni singolo allievo è possibile poi pianificare interventi mirati, volti a sostenere questi ultimi nel proprio percorso scolastico. L'eccezionalità, se non sostenuta, può assumere in effetti traiettorie critiche; promuovere, quindi, opportuni percorsi di supporto a scuola (stimolando le risorse degli allievi gifted) con interventi didattici mirati, può diventare un fattore protettivo importante per fronteggiare le varie difficoltà.
Abstract/Sommario: In questo contributo, attraverso la descrizione dell'esperienza fatta con Luca, un allievo con sindrome di Down, l'autore presenta delle proposte operative mirate allo sviluppo della competenza di lettura e di scrittura in bambini con trisomia 21. Il percorso che è stato messo a punto per situazioni come questa è di durata annuale ed è composto da una serie di semplici attività che vengono ripetute quotidianamente dall'allievo, fino al raggiungimento della padronanza della situazione d ...; [Leggi tutto...]
In questo contributo, attraverso la descrizione dell'esperienza fatta con Luca, un allievo con sindrome di Down, l'autore presenta delle proposte operative mirate allo sviluppo della competenza di lettura e di scrittura in bambini con trisomia 21. Il percorso che è stato messo a punto per situazioni come questa è di durata annuale ed è composto da una serie di semplici attività che vengono ripetute quotidianamente dall'allievo, fino al raggiungimento della padronanza della situazione didattica. Successivamente si interviene, a seconda dei casi, aumentando il livello di difficoltà o introducendo un nuovo esercizio. Per motivare e consolidare l'apprendimento si utilizzano il peer tutoring e attività proposte sotto forma di gioco, ricorrendo anche a lodi descrittive delle azioni che si vogliono incrementare. Inoltre gli ambienti scolastici intorno al bambino sono stati preparati con molta cura, ben strutturati, ordinati, privi di distrazioni e suddivisi in aree visivamente ben distinte e riconducibili a precise attività. Attualmente, non esiste per i bambini come Luca, però, alcun metodo di riferimento, ma solo una serie di attività adattabili al soggetto che si ha di fronte. Con tale contributo si è voluto rilevare se un percorso incentrato sulle abilità metafonologiche può essere utile anche per gli allievi con SD (e i risultati raggiunti da Luca, alla fine dell'anno scolastico, sembrano suggerirne una certa validità).