Abstract/Sommario: L'autore (docente di scuola secondaria di primo grado, con master in Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) ha sperimentato in classe la tecnica degli alberi decisionali, che permette di condurre un problem solving utilizzando un percorso guidato nel quale il testo del problema è scomposto in una serie di passaggi concatenati, e che attiva importanti e trasversali processi metacognitivi. In considerazione delle difficoltà attentive c ...; [Leggi tutto...]
L'autore (docente di scuola secondaria di primo grado, con master in Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) ha sperimentato in classe la tecnica degli alberi decisionali, che permette di condurre un problem solving utilizzando un percorso guidato nel quale il testo del problema è scomposto in una serie di passaggi concatenati, e che attiva importanti e trasversali processi metacognitivi. In considerazione delle difficoltà attentive che hanno alcuni studenti e, di conseguenza degli ostacoli che essi incontrano nella risoluzione di problemi matematici (legati sia alla difficoltà nella lettura, la comprensione del testo, il calcolo, ma anche ad una limitata capacità di intraprendere una serie di passaggi di logica che li conducono alla soluzione), l'autore ha sperimentato in classe uno strumento legato al problem solving di tipo geometrico caratterizzato dall'albero decisionale. Tale strumento permette di giungere alla soluzione di un problema (dapprima scomposto) in una serie di passaggi concatenati; la soluzione di ognuno di questi passaggi intermedi permette all'allievo di passare al passaggio successivo fino alla risoluzione del problema.
Abstract/Sommario: Nell'articolo gli autori raccontano un intervento svolto sulle difficoltà di lettura basato sul teacher training, nel quale psicologi e insegnanti lavorano di comune accordo mettendo in rete le loro diverse competenze per aiutare allievi in difficoltà. Quando il mondo della scuola e il mondo della ricerca provano a incontrarsi per lavorare insieme non trovano solo difficoltà lungo il loro cammino, spesso ricavano da queste esperienze soddisfazioni reciproche. Lo scopo del progetto è qu ...; [Leggi tutto...]
Nell'articolo gli autori raccontano un intervento svolto sulle difficoltà di lettura basato sul teacher training, nel quale psicologi e insegnanti lavorano di comune accordo mettendo in rete le loro diverse competenze per aiutare allievi in difficoltà. Quando il mondo della scuola e il mondo della ricerca provano a incontrarsi per lavorare insieme non trovano solo difficoltà lungo il loro cammino, spesso ricavano da queste esperienze soddisfazioni reciproche. Lo scopo del progetto è quello di mostrare come un corso di aggiornamento può trasformarsi in una avventura formativa per tutti e come una buona prassi può diventare una valida procedura; ed anche come la freddezza dei modelli sperimentali può essere stemperata all'interno di una classe e trovare un punto di contatto con le abitudini didattiche e la creatività di un insegnante. I metodi di osservazione molto rigorosi (da essere percepiti come rigidi), possono invece diventare occasioni (sia per gli insegnanti e sia per gli allievi) per notare i piccoli progressi che altrimenti sarebbero sfuggiti. Aiutando l'alunno anche da un punto di vista motivazionale ed emotivo, quest'ultimo compie meno errori; e quindi, attraverso lo scambio di punti di vista diversi e negoziando continuamente il rigore sperimentale con le esigenze scolastiche, secondo gli autori, si può riuscire ad aiutare i bambini in difficoltà.
Abstract/Sommario: Nel presente contributo le autrici spiegano i principi dell'apprendimento cooperativo come strategia didattica e descrivono i benefici che esso comporta sia a livello individuale che all'interno del gruppo classe. L'apprendimento cooperativo trasforma in modo significativo il ruolo del docente rispetto alla lezione tradizionale; quest'ultimo, da principale fonte di sapere e di motivazione, diventa un facilitatore, lasciando che siano gli studenti stessi a cercare ed approfondire le con ...; [Leggi tutto...]
Nel presente contributo le autrici spiegano i principi dell'apprendimento cooperativo come strategia didattica e descrivono i benefici che esso comporta sia a livello individuale che all'interno del gruppo classe. L'apprendimento cooperativo trasforma in modo significativo il ruolo del docente rispetto alla lezione tradizionale; quest'ultimo, da principale fonte di sapere e di motivazione, diventa un facilitatore, lasciando che siano gli studenti stessi a cercare ed approfondire le conoscenze, motivandosi, incoraggiandosi e aiutandosi reciprocamente al fine di essere corresponsabili del proprio apprendimento. Il beneficio più importante è quello che scaturisce dal fatto che la valutazione non si limita a guardare il prodotto finale, ma abbraccia l'intero processo di apprendimento che riguarda non solo il lavoro del singolo individuo ma quello di tutto il gruppo; quindi, la valutazione è arricchita da tutti i processi di interazione e di scambio che sono necessari per lo svolgimento dell'attività. Se gli studenti acquisiscono, con la pratica, quelle abilità sociali che sono necessarie per lo svolgimento del lavoro di gruppo cooperativo, i benefici ottenuti alla fine non saranno limitati solo alla didattica ma si rispecchieranno sul clima dell'intera classe (accettazione, sicurezza, comportamenti di attenzione e cura verso l'altro).
Abstract/Sommario: Un ambiente progettato per venire incontro alle esigenze di chi ci vive è fondamentale per la crescita e il benessere individuale. In questo articolo l'autrice illustra quali sono le caratteristiche architettoniche degli edifici scolastici che aiutano o contrastano il processo di apprendimento, le interazioni sociali, l'attenzione e la motivazione; decenni di studi, infatti, nell'ambito della psicologia architettonica dimostrano che le caratteristiche fisiche dei luoghi dove lavoriamo ...; [Leggi tutto...]
Un ambiente progettato per venire incontro alle esigenze di chi ci vive è fondamentale per la crescita e il benessere individuale. In questo articolo l'autrice illustra quali sono le caratteristiche architettoniche degli edifici scolastici che aiutano o contrastano il processo di apprendimento, le interazioni sociali, l'attenzione e la motivazione; decenni di studi, infatti, nell'ambito della psicologia architettonica dimostrano che le caratteristiche fisiche dei luoghi dove lavoriamo e viviamo contano, e che difficilmente possiamo prescindere dai loro effetti. I lavori che hanno analizzato tali interazioni con riferimento al contesto scolastico sono numerosi e utili (l'autrice ne ha presentato solo alcuni), mentre un discorso a parte andrebbe fatto per la realizzazione di nuovi edifici, tenendo presente esempi di progettazioni "virtuose" avvenute in Italia e in altri Paesi europei. Tuttavia i vincoli (economici, strutturali e di mentalità) sono molti e che i margini di realizzazione sono ancora contenuti. L'autrice ritiene (nell'ambito specifico dell'istruzione scolastica) soprattutto fondamentale che gli insegnanti inizino a considerare con maggiore attenzione le variabili legate alla disposizione degli spazi, in modo da ottimizzare la disposizione spaziale degli edifici in cui essi operano. Non è necessario fare grossi interventi, bastano inizialmente piccoli aggiustamenti in quanto tutto ciò permette di verificarne gli effetti e di vedere tali accorgimenti come importante supporto del processo educativo e di apprendimento.