Abstract/Sommario: CareToy è un sistema intelligente di intervento precoce, sul modello delle palestre per bambini, finalizzato a fornire un programma intensivo, individualizzato, a domicilio e centrato sulla famiglia. Gli autori presentano uno studio pilota condotto per valutare la fattibilità di un intervento CareToy nei neonati prematuri, di età compresa tra 3-9 mesi. Sono stati selezionati 20 neonati pretermine a basso rischio, senza lesione cerebrale o altre complicazioni cliniche. Utilizzando la Th ...; [Leggi tutto...]
CareToy è un sistema intelligente di intervento precoce, sul modello delle palestre per bambini, finalizzato a fornire un programma intensivo, individualizzato, a domicilio e centrato sulla famiglia. Gli autori presentano uno studio pilota condotto per valutare la fattibilità di un intervento CareToy nei neonati prematuri, di età compresa tra 3-9 mesi. Sono stati selezionati 20 neonati pretermine a basso rischio, senza lesione cerebrale o altre complicazioni cliniche. Utilizzando la The Infant Motor Profile (IMP)e poi l'Alberta Infant Motor Scale and Teller Acuity Cards, si sono confrontati i dati ottenuti prima e dopo il trattamento intensivo. Tutti i bambini hanno ricevuto 4 settimane di intervento e, stando ai dati ottenuti, si può affermare che CareToy sembra un dispositivo adatto nell'intervento precoce.
Abstract/Sommario: Per chi ha problemi di vista l'orientamento spaziale uditivo è una delle caratteristiche più importanti per muoversi nell'ambiente. Molte pubblicazioni suggeriscono che gli adulti non vedenti mostrano prestazioni simili o addirittura maggiori nell'elaborazione dei segnali uditivi rispetto agli adulti vedenti (Collignon, Voss, Lassonde, e Lepore, 2009). Fino ad oggi, la ricerca sull'orientamento spaziale uditivo nei bambini con disabilità visiva ha fornito risultati contrastanti. Gli au ...; [Leggi tutto...]
Per chi ha problemi di vista l'orientamento spaziale uditivo è una delle caratteristiche più importanti per muoversi nell'ambiente. Molte pubblicazioni suggeriscono che gli adulti non vedenti mostrano prestazioni simili o addirittura maggiori nell'elaborazione dei segnali uditivi rispetto agli adulti vedenti (Collignon, Voss, Lassonde, e Lepore, 2009). Fino ad oggi, la ricerca sull'orientamento spaziale uditivo nei bambini con disabilità visiva ha fornito risultati contrastanti. Gli autori riportano, per la prima volta, l'esito di uno studio che indicherebbe, contrariamente agli adulti non vedenti, come i bambini con problemi di vista o cecità totale mostrino un deterioramento significativo nella localizzazione dei suoni statici. Questi risultati suggeriscono che anche semplici abilità spaziali uditive sono compromesse nei bambini, e che queste capacità si recuperano nel tempo.
Abstract/Sommario: La continuità attentiva è importante per le prestazioni nel compito e per lo sviluppo delle funzioni superiori. Risulta un elemento poco significativo durante la scuola materna e aumenta di importanza nel proseguo degli anni. Gli autori hanno valutato se il livello dello sviluppo della memoria uditiva e visiva si presenta in modo specifico nei giovani con la Sindrome di Down. Inoltre, hanno cercato di determinare se ci fossero modalità nella sindrome che potrebbero richiamare quelle os ...; [Leggi tutto...]
La continuità attentiva è importante per le prestazioni nel compito e per lo sviluppo delle funzioni superiori. Risulta un elemento poco significativo durante la scuola materna e aumenta di importanza nel proseguo degli anni. Gli autori hanno valutato se il livello dello sviluppo della memoria uditiva e visiva si presenta in modo specifico nei giovani con la Sindrome di Down. Inoltre, hanno cercato di determinare se ci fossero modalità nella sindrome che potrebbero richiamare quelle osservate nella memoria a breve termine. Sono stati esaminati giovani con la sindrome di Down in relazione ai livelli di sviluppo cognitivo, comunicazione verbale e vocabolario ricettivo. I risultati hanno indicato che non ci sono differenze di rilievo, anche nella capacità cognitiva. In ultima analisi, i risultati suggeriscono che il livello di sviluppo dell'attenzione sia uditiva che visiva nella sindrome è comune e non necessariamente deve risentire delle carenze che caratterizzano la sindrome di Down a livello di memoria visiva e uditiva.
Abstract/Sommario: Questo studio ha esaminato le proprietà psicometriche della Child Adjustment and Parent Efficacy Scale-Developmental Disability (CAPES-DD), un test breve realizzato per valutare i problemi emotivi e comportamentali di persone con disabilità evolutiva di età compresa tra i 2 e i 16 anni e fornire ai caregiver indicazioni sulla propria capacità di gestire questi problemi. Un campione di 636 genitori ha partecipato allo studio e i dati raccolti sono stati elaborati statisticamente con l'a ...; [Leggi tutto...]
Questo studio ha esaminato le proprietà psicometriche della Child Adjustment and Parent Efficacy Scale-Developmental Disability (CAPES-DD), un test breve realizzato per valutare i problemi emotivi e comportamentali di persone con disabilità evolutiva di età compresa tra i 2 e i 16 anni e fornire ai caregiver indicazioni sulla propria capacità di gestire questi problemi. Un campione di 636 genitori ha partecipato allo studio e i dati raccolti sono stati elaborati statisticamente con l'analisi fattoriale. Gli autori riportano i dati ottenuti dai quali sono emersi 13 item per l'area comportamentale ed emotiva e 8 che rientrano nel comportamento pro-sociale. In conclusione, lo strumento è risultato valido con una struttura a 16 item con un costrutto che soddisfa una buona coerenza interna e validità predittiva. Il vantaggio del CARPES-DD è di essere di dominio pubblico e gratuito per professionisti e ricercatori che lo vogliano utilizzare.
Abstract/Sommario: Il fenotipo comportamentale della sindrome 22q11.2, una delle più comuni tra le anomalie genetiche, comprende spesso la disabilità intellettiva e un alto rischio di diagnosi di disturbi psicotici compresa la schizofrenia. Inoltre, nell'area cognitiva, sono presenti problemi di reperimento delle informazioni legate alla memoria, di attenzione e di controllo delle funzioni esecutive. Propio questa sindrome potrebbe offrire un modello della relazione tra disabilità intellettiva e rischio ...; [Leggi tutto...]
Il fenotipo comportamentale della sindrome 22q11.2, una delle più comuni tra le anomalie genetiche, comprende spesso la disabilità intellettiva e un alto rischio di diagnosi di disturbi psicotici compresa la schizofrenia. Inoltre, nell'area cognitiva, sono presenti problemi di reperimento delle informazioni legate alla memoria, di attenzione e di controllo delle funzioni esecutive. Propio questa sindrome potrebbe offrire un modello della relazione tra disabilità intellettiva e rischio di disturbi psichiatrici. Gli autori passano in rassegna le ricerche condotte sulla relazione tra fenotipo cognitivo e sviluppo di disturbi psichiatrici nella 22q11DS. Sono emerse relazioni tra aspetti della funzione cognitiva tra cui QI verbale, memoria visiva, funzione esecutiva e problemi di salute mentale. Questa relazione potrebbe derivare da una base neurobiologica comune nelle difficoltà cognitive e nei disturbi psichiatrici. Alcune delle difficoltà cognitive incontrate dalle persone con questa sindrome, soprattutto nell'attenzione e nel recupero della memoria, costituiscono di per sé fattori di rischio per lo sviluppo di allucinazioni e deliri paranoici. La ricerca futura sui fattori che portano a disturbi psichiatrici nelle persone con 22q11.2 dovrebbe includere la valutazione dei fattori sociali e psicologici, tra cui gli eventi della vita, i sintomi associati con il trauma, l'attaccamento e l'autostima, che insieme con i fattori di rischio cognitivi possono incidere sulla salute mentale.
Abstract/Sommario: La sindrome di Rett è un disordine dello sviluppo neurologico infantile caratterizzato da un disturbo primario nello sviluppo neuronale. Le anomalie neurologiche si riflettono in diversi disturbi comportamentali e cognitivi come stereotipie, assenza del linguaggio e delle abilità fine-motorie, aprassia, respirazione irregolare con iperventilazione durante la veglia e frequenti crisi epilettiche. La riabilitazione cognitiva può migliorare sia i parametri neuropsicologici che quelli neur ...; [Leggi tutto...]
La sindrome di Rett è un disordine dello sviluppo neurologico infantile caratterizzato da un disturbo primario nello sviluppo neuronale. Le anomalie neurologiche si riflettono in diversi disturbi comportamentali e cognitivi come stereotipie, assenza del linguaggio e delle abilità fine-motorie, aprassia, respirazione irregolare con iperventilazione durante la veglia e frequenti crisi epilettiche. La riabilitazione cognitiva può migliorare sia i parametri neuropsicologici che quelli neurofisiologici. Lo scopo di questo studio è stato quello di verificare se i comportamenti e le attività del cervello sono state modificate da interventi cognitivi. Le modifiche sono state valutate in due fasi: dopo una formazione con sessioni brevi di 30 minuti e dopo l'intervento di 5 giorni. Trentaquattro ragazze con questa sindrome sono state divise in gruppi con intervento o di controllo controllandone i valori dell'EEG durante le attività. I risultati ottenuti suggeriscono che i partecipanti coinvolti nell'intervento breve hanno mostrato un effetto di assuefazione con minore attività beta e maggiore asimmetria destra. I partecipanti all'intervento per più giorni sembravano migliorare più velocemente con aumento dell'attività beta, diminuita attività theta e ristabilimento dell' asimmetria a sinistra. Il risultato complessivo di questo studio indica un effetto positivo del training cognitivo a lungo termine sul cervello e sui parametri comportamentali nella persona con sindrome di Rett.
Abstract/Sommario: Gli autori presentano l'esito di uno studio che ha inteso approfondire la conoscenza sul rapporto tra attenzione visiva e funzioni visivo-motorie nei nati pretermine e sottopeso. Sono stati utilizzati la Movement Assessment Battery for Children, MABC-2, il Manual Dexterity, Aiming & Catchinger, il test di attenzione visiva Beery Visual Motor Integration e la Touwen examination su un campione di 106 bambini di 5 anni. L'indagine statistica delle correlazioni tra deficit dell'attenzione ...; [Leggi tutto...]
Gli autori presentano l'esito di uno studio che ha inteso approfondire la conoscenza sul rapporto tra attenzione visiva e funzioni visivo-motorie nei nati pretermine e sottopeso. Sono stati utilizzati la Movement Assessment Battery for Children, MABC-2, il Manual Dexterity, Aiming & Catchinger, il test di attenzione visiva Beery Visual Motor Integration e la Touwen examination su un campione di 106 bambini di 5 anni. L'indagine statistica delle correlazioni tra deficit dell'attenzione visiva, percezione visiva, funzionamento visivo-motorio e problemi neurologici indicano che le funzioni motorie comportano maggiore impatto a lungo termine dei deficit visivi che risultano di minore importanza per lo sviluppo delle performance motorie in questi bambini.
Abstract/Sommario: I bambini diagnosticati con paralisi cerebrale vanno soggetti a restrizione nelle attività sociali con impatto negativo per il loro successivo inserimento sociale. Le ricerche hanno rilevato come la motricità e la capacità di comunicazione siano fattori determinanti per lo sviluppo delle abilità sociali in questi bambini, ma ad oggi, nessuno ha verificato se la comunicazione sia un mediatore del rapporto tra capacità motorie e funzionamento sociale. Per verificare se la capacità di co ...; [Leggi tutto...]
I bambini diagnosticati con paralisi cerebrale vanno soggetti a restrizione nelle attività sociali con impatto negativo per il loro successivo inserimento sociale. Le ricerche hanno rilevato come la motricità e la capacità di comunicazione siano fattori determinanti per lo sviluppo delle abilità sociali in questi bambini, ma ad oggi, nessuno ha verificato se la comunicazione sia un mediatore del rapporto tra capacità motorie e funzionamento sociale. Per verificare se la capacità di comunicazione precoce a 24 mesi medi la relazione tra capacità motorie e più tardi lo sviluppo sociale, gli autori hanno condotto una ricerca su una coorte di 71 bambini con diagnosi di paralisi cerebrale. Sono state utilizzate la Gross Motor Function Measure (GMFM), la Communication and Symbolic Behaviour Scales-Developmental Profile (CSBS-DP) Infant-Toddler Checklist e la Paediatric Evaluation of Disability Inventory (PEDI). I dati elaborati statisticamente indicano che il ruolo della comunicazione nelle prime fasi dello sviluppo sociale è molto importante, che la diagnosi precoce dei disturbi nella comunicazione e che l'intervento per l'arricchimento del linguaggio sono cruciale in questa popolazione.
Abstract/Sommario: La fisioterapia pediatrica per bambini con gravi deficit richiede necessariamente il coinvolgimento della famiglia, ma non è chiaro se i genitori influiscano sull'effetto dell'intervento. Gli autori avevano già condotto uno studio randomizzato su di un gruppo di familiari con questi bambini mettendo a confronto i dati con altri familiari di bambini nella norma ed era emersa l'associazioni tra caratteristiche di cura familiare e risultato conseguito. Ora gli stessi autori presentano l'e ...; [Leggi tutto...]
La fisioterapia pediatrica per bambini con gravi deficit richiede necessariamente il coinvolgimento della famiglia, ma non è chiaro se i genitori influiscano sull'effetto dell'intervento. Gli autori avevano già condotto uno studio randomizzato su di un gruppo di familiari con questi bambini mettendo a confronto i dati con altri familiari di bambini nella norma ed era emersa l'associazioni tra caratteristiche di cura familiare e risultato conseguito. Ora gli stessi autori presentano l'esito di un altro studio che ha voluto osservare come la modalità di posizionare i bambini durante il bagno possa essere associata agli esiti del trattamento fisioterapico del bambino. per questo 21 bambini con gravi disabilità e altri 25 nella norma tra i 3 e i 6 mesi di età sono stati seguiti con trattamento fisioterapico e il momento del bagno è stato videoregistrate a 3, 6 e 18 mesi. Il tempo trascorso con le posizioni infantili specifiche è stato correlato con l'intervento fisioterapico e la mobilità funzionale a 18 mesi in bazse al Paediatric Evaluation of Disability Inventory (PEDI). A 3 e a 18 mesi la posizione della balneazione è risultata simile in entrambi i gruppi, ma differiva a 6 mesi dove i bambini sono risultati maggiormente immobili e diversi nei punteggi della mobilità funzionale. Gli autori concludono che all'inizio il trattamento fisioterapico può influenzare il comportamento dei genitori, come ad esempio nel posizionamento del bambino durante il bagno e che, a loro volta, i genitori possono influenzare lo sviluppo del bambino.
Abstract/Sommario: Si sa che lo sviluppo cognitivo e quello del linguaggio dipendono dal formarsi delle abilità motorie. Però la letteratura su questo tema per quanto riguarda i bambini con disabilità dello sviluppo è scarsa. Gli autori hanno esaminato le interrelazioni tra motricità, cognizione e sviluppo del linguaggio nei bambini con disabilità intellettiva e deficit evolutivo mettendoli a confronto con bambini con sviluppo nella norma. Settantasette bambini con disabilità sono stati confrontati con ...; [Leggi tutto...]
Si sa che lo sviluppo cognitivo e quello del linguaggio dipendono dal formarsi delle abilità motorie. Però la letteratura su questo tema per quanto riguarda i bambini con disabilità dello sviluppo è scarsa. Gli autori hanno esaminato le interrelazioni tra motricità, cognizione e sviluppo del linguaggio nei bambini con disabilità intellettiva e deficit evolutivo mettendoli a confronto con bambini con sviluppo nella norma. Settantasette bambini con disabilità sono stati confrontati con 130 coetanei con sviluppo tipico utilizzando la Dutch Bayley Scales of Infant and Toddler Development, Third Edition. Uno strumento che valuta lo sviluppo attraverso tre domini e cinque sottoscale: sviluppo motorio, motricità, cognizione, comunicazione recettiva e comunicazione espressiva. I risultati hanno mostrato che le correlazioni tra i motorio, cognitivo e domini linguistici erano basse nel gruppo di controllo e alte nei bambini con deficit intellettivo. Inoltre, le correlazioni mostrato una tendenza ad aumentare con la gravità del deficit dello sviluppo. Si può concludere che sia lo sviluppo fine che quello grossomotorio sono più fortemente associati con il cognitivo e di conseguenza con il linguaggio nei bambini con deficit rispetto ai bambini senza. I risultati di questo studio sottolineano l'importanza di interventi precoci che migliorino sia lo sviluppo motorio che quello cognitivo e suggeriscono che tali interventi potranno anche migliorare lo sviluppo del linguaggio.