Abstract/Sommario: L'apprendimento della lettura e della scrittura è una delle prime acquisizioni che fa il bambino nei suoi primi anni di scuola. Le autrici propongono in questo articolo una metodologia per l'osservazione longitudinale degli apprendimenti e per la precoce individuazione delle difficoltà di lettura e di scrittura, così da avviare subito degli interventi di potenziamento con i bambini del primo biennio della scuola primaria. I disturbi specifici di lettura e di scrittura possono rendere d ...; [Leggi tutto...]
L'apprendimento della lettura e della scrittura è una delle prime acquisizioni che fa il bambino nei suoi primi anni di scuola. Le autrici propongono in questo articolo una metodologia per l'osservazione longitudinale degli apprendimenti e per la precoce individuazione delle difficoltà di lettura e di scrittura, così da avviare subito degli interventi di potenziamento con i bambini del primo biennio della scuola primaria. I disturbi specifici di lettura e di scrittura possono rendere difficoltoso il percorso di studi ed avere ripercussioni negative sulla vita e sul benessere psicosociale della persona. C'è da fare, prima di tutto, una distinzione tra difficoltà e disturbo di apprendimento. La prima riguarda una prestazione inferiore ai livelli attesi da parte dell'alunno per età o per scolarità; mentre il secondo, invece, implica la diagnosi, attraverso un procedimento clinico, che documenti un deficit significativo alla base delle problematiche dell'alunno. Tali disturbi sono persistenti nel tempo ed hanno una base neurobiologica; le difficoltà possono anche ridursi, fino a scomparire in seguito a degli opportuni interventi didattici e riabilitativi. La diagnosi di Disturbo specifico di Apprendimento di lettura (Dislessia) e di scrittura (Disortografia) può essere effettuata solo al termine della seconda classe della scuola primaria, anche se, occorre dire che, più è tardivo l'intervento, meno i risultati saranno efficaci. E' importante, perciò, riconoscere subito i primi segnali di rischio che possono rappresentare in alcuni casi l'inizio di un disturbo di apprendimento da parte del bambino.
Abstract/Sommario: La maggior parte degli studi (e di conseguenza, anche degli interventi) condotti ha preso in considerazione o la scuola o la famiglia; in questo articolo, invece, emerge lo studio e il lavoro fatto con la combinazione di entrambe. Ciò permette di fornire importanti informazioni per la prevenzione dei comportamenti a rischio e la promozione del benessere negli adolescenti. Si tratta di riconoscere valore, specificità e competenze ad entrambe per poi dialogare e progettare insieme e non ...; [Leggi tutto...]
La maggior parte degli studi (e di conseguenza, anche degli interventi) condotti ha preso in considerazione o la scuola o la famiglia; in questo articolo, invece, emerge lo studio e il lavoro fatto con la combinazione di entrambe. Ciò permette di fornire importanti informazioni per la prevenzione dei comportamenti a rischio e la promozione del benessere negli adolescenti. Si tratta di riconoscere valore, specificità e competenze ad entrambe per poi dialogare e progettare insieme e non sostituirsi l'una con l'altra. Infatti, i ruoli essendo differenti, non sono interscambiabili pur avendo un obiettivo comune; in tal senso, è opportuno coinvolgere tutte le figure-chiave (dirigenti scolastici, psicologi, referenti della salute) che sono interessati, a vario titolo, all'educazione ed alla formazione degli allievi. Gli studi condotti hanno dimostrato il buon esito dei progetti che sono riusciti a creare una buona qualità della relazione sia in famiglia che a scuola. Sulla base di queste esperienze positive sono stati creati dei programmi con l'obiettivo di promuovere la partecipazione della famiglia alla vita scolastica dei propri figli; per questo, è necessario da una parte che, la famiglia riconosca ed apprezzi il lavoro e le capacità degli insegnanti, e dall'altra, si richiede da parte di quest'ultimi, la preparazione nella gestione e nella promozione del legame tra scuola e famiglia, anche in presenza di elevati livelli di conflitto.
Abstract/Sommario: Le riflessioni contenute in questo articolo nascono da due considerazioni: la prima, è la presa di coscienza che, oggi, stare bene a scuola è diventato un obiettivo più arduo da conseguire rispetto al passato; la seconda, è la necessità correlata di avviare una attenta analisi del ruolo del docente, delle modalità didattiche eseguite e di promuovere l'apprendimento. Le ricerche degli ultimi anni, infatti, hanno contribuito di molto a mettere in crisi il modello tradizionale di insegnam ...; [Leggi tutto...]
Le riflessioni contenute in questo articolo nascono da due considerazioni: la prima, è la presa di coscienza che, oggi, stare bene a scuola è diventato un obiettivo più arduo da conseguire rispetto al passato; la seconda, è la necessità correlata di avviare una attenta analisi del ruolo del docente, delle modalità didattiche eseguite e di promuovere l'apprendimento. Le ricerche degli ultimi anni, infatti, hanno contribuito di molto a mettere in crisi il modello tradizionale di insegnamento, aprendo nuovi orizzonti sia dal punto di vista organizzativo-relazionale e sia da quello metodologico-didattico. Oggi, in particolare, si è sempre più convinti che, per poter far fronte alla grande etereogenità di bisogni educativi nelle classi scolastiche, la soluzione non può essere cercata nelle modalità di integrazione del singolo, ma all'interno di un modello di gestione che sia in grado di accogliere e rispondere alle tante diversità insite negli allievi.
Abstract/Sommario: Il percorso discusso nell'articolo inserisce il gioco all'interno di una visione globale ed evolutiva del bambino nella quale partendo da 5 atteggiamenti fondamentali (Vertigine, Competizione, Finzione, Fortuna, Costruzione) nei confronti della realtà, si giunge alla prospettiva dell'autoregolazione, quale dimensione trasversale allo sviluppo individuale. Infatti, il bambino acquisisce, nel corso della crescita, una abilità autoregolativa generale che, nelle diverse età, viene esercita ...; [Leggi tutto...]
Il percorso discusso nell'articolo inserisce il gioco all'interno di una visione globale ed evolutiva del bambino nella quale partendo da 5 atteggiamenti fondamentali (Vertigine, Competizione, Finzione, Fortuna, Costruzione) nei confronti della realtà, si giunge alla prospettiva dell'autoregolazione, quale dimensione trasversale allo sviluppo individuale. Infatti, il bambino acquisisce, nel corso della crescita, una abilità autoregolativa generale che, nelle diverse età, viene esercitata in ambiti differenti: da quello dei cicli neurobiologici nei primi anni di vita alla sfera emotivo-comportamentale in epoca prescolare fino all'ambito cognitivo in età scolastica. Tale processo, tuttavia, si compie adeguatamente se il bambino viene inserito all'interno di attività impegnative e significative al tempo stesso: il gioco, inteso come atteggiamento basilare nei confronti del mondo, rivela le sue enormi potenzialità.
Abstract/Sommario: La scuola e la famiglia sono i luoghi nei quali si costruisce la persona; entrando nella scuola, i bambini e gli adolescenti portano con sé non solo il proprio fisico (corpo) ma anche la loro storia personale, familiare e sociale, i loro problemi di relazione, i loro comportamenti acquisiti e quelli in trasformazione. Le loro esperienze derivano dalle famiglie di origine e per questo è importante, per chi si occupa di relazione d'aiuto in ambito evolutivo, conoscere quali sono state le ...; [Leggi tutto...]
La scuola e la famiglia sono i luoghi nei quali si costruisce la persona; entrando nella scuola, i bambini e gli adolescenti portano con sé non solo il proprio fisico (corpo) ma anche la loro storia personale, familiare e sociale, i loro problemi di relazione, i loro comportamenti acquisiti e quelli in trasformazione. Le loro esperienze derivano dalle famiglie di origine e per questo è importante, per chi si occupa di relazione d'aiuto in ambito evolutivo, conoscere quali sono state le figure di accudimento per i bambini ed adolescenti e farsi un'idea, in tal modo, sui permessi e divieti consentiti e trasmessi loro nelle fasi costitutive dell'intimità. L'educazione sensoriale, emotiva, affettiva e sessuale insieme alla tecnica della mediazione sono strumenti utili per la rielaborazione di contenuti ed esperienze. A secondo delle diverse fasce di età la persona con il proprio corpo, le sensazioni, le emozioni (sentite in modo diverso) entra nel mondo della scuola nei vari momenti della sua vita con esigenze diverse, affrontando la fase della convivenza tra pari. Educare alla sessualità richiede di occuparsi di molte cose diverse; include, infatti, la necessità di fornire informazioni, attivare conoscenze, acquisire competenze e sperimentare comportamenti e in un momento di grande cambiamento, quale è l'adolescenza, i temi da affrontare sono numerosi: identità, ruolo, libertà, disinvoltura, sesso sicuro.