Abstract/Sommario: L'intervento precoce in ambiente quotidiano per bambini con o a rischio di deficit evolutivo favorisce la collaborazione tra i professionisti e i familiari per incrementare la partecipazione dei bambini nella routine quotidiana e raggiungere gli obiettivi condivisi dai genitori. Gli autori hanno condotto uno studio per valutare l'efficacia di questo tipo di trattamento di sei mesi, mettendolo a confronto con un intervento tradizionale di visite domiciliari. Per valutare i risultati è s ...; [Leggi tutto...]
L'intervento precoce in ambiente quotidiano per bambini con o a rischio di deficit evolutivo favorisce la collaborazione tra i professionisti e i familiari per incrementare la partecipazione dei bambini nella routine quotidiana e raggiungere gli obiettivi condivisi dai genitori. Gli autori hanno condotto uno studio per valutare l'efficacia di questo tipo di trattamento di sei mesi, mettendolo a confronto con un intervento tradizionale di visite domiciliari. Per valutare i risultati è stato utilizzato un questionario in grado di rilevare i livelli di sviluppo conseguiti. Sono state coinvolte 31 famiglie con bambini di età compresa tra i i 5 e i trenta mesi con problemi evolutivi e non. Sono stati formati due gruppi casuali valutati utilizzando il Pediatric Evaluation of Disability Inventory - Chinese version (PEDI-C) ed altri test standardizzati sulla valutazione dello sviluppo. L'analisi statistica condotta sui dati raccolti ha permesso di rilevare che l'intervento precoce in contesto quotidiano ha favorito lo sviluppo più veloce nelle abilità di autonomia e indipendenza nelle dimensioni sociali. Anche se il questionario Comprehensive Developmental Inventory for infants and Toddlers non ha mostrato variazioni significative, l'intervento precoce a domicilio ha permesso di conseguire maggiormente gli obiettivi condivisi dai familiari.
Abstract/Sommario: La pratica clinica utilizza la tecnica del riorientamento della risposte per intervenire su comportamenti problematici compulsivi o stereotipie manifestati da persone con disabilità intellettiva. La ricerca comunque non si è occupata molto di valutare empiricamente la validità di questa procedura. Gli autori hanno voluto effettuare una indagine nella letteratura esistente per mettere a confronto i risultati ottenuti con diverse modalità di intervento sulla risposta: riorientamento, int ...; [Leggi tutto...]
La pratica clinica utilizza la tecnica del riorientamento della risposte per intervenire su comportamenti problematici compulsivi o stereotipie manifestati da persone con disabilità intellettiva. La ricerca comunque non si è occupata molto di valutare empiricamente la validità di questa procedura. Gli autori hanno voluto effettuare una indagine nella letteratura esistente per mettere a confronto i risultati ottenuti con diverse modalità di intervento sulla risposta: riorientamento, interruzione e riduzione della risposta, interventi composti da più elementi concomitanti. I risultati conseguiti con le diverse modalità sono stati valutati alla luce dei recenti criteri di Reichow (2011). Dallo studio è emerso che il riorientamento della risposta permette la diminuzione della frequenza del comportamento, ma non la sua estinzione e, alla luce dei nuovi criteri stabiliti, non è ancora una metodologia riconosciuta con validità scientifica.
Abstract/Sommario: L'autore, interessato alla Comunicazione Aumentativa Alternativa, ha voluto indagare sulle possibili differenze nella scelta tra comunicazione pittografica proposta con cartellini e quella proposta con l'ausilio di strumenti comunicatori da parte di adulti nella norma. A tal fine ha coinvolto nello studio 56 adulti di età compresa tra i 20 e gli 80 anni, ai quali ha somministrato in modo sequenziale ed individuale le due modalità rilevando le preferenze. I risultati ottenuti indicano c ...; [Leggi tutto...]
L'autore, interessato alla Comunicazione Aumentativa Alternativa, ha voluto indagare sulle possibili differenze nella scelta tra comunicazione pittografica proposta con cartellini e quella proposta con l'ausilio di strumenti comunicatori da parte di adulti nella norma. A tal fine ha coinvolto nello studio 56 adulti di età compresa tra i 20 e gli 80 anni, ai quali ha somministrato in modo sequenziale ed individuale le due modalità rilevando le preferenze. I risultati ottenuti indicano che non ci sono state preferenze significative in relazione alle due modalità proposte anche prendendo in considerazione l'età come variabile. Solo il gruppo di persone tra i 51 e 65 anni si è leggermente scostato dal resto dei partecipanti esprimendo apertamente la preferenza per la comunicazione che si avvale di ausili.
Abstract/Sommario: Le persone con disabilità intellettiva tendono a restare al di fuori del mondo del lavoro sebbene la riabilitazione da tempo sta intervenendo particolarmente con ausili e servizi di supporto. Gli autori presentano l'esito di una ricerca condotta per valutare la possibilità di portare a termine una attività lavorativa da parte di tre persone con disabilità intellettiva supportati da tecnologia assistiva in grado di dare prompt sui diversi passaggi richiesti dal compito. Il sistema di su ...; [Leggi tutto...]
Le persone con disabilità intellettiva tendono a restare al di fuori del mondo del lavoro sebbene la riabilitazione da tempo sta intervenendo particolarmente con ausili e servizi di supporto. Gli autori presentano l'esito di una ricerca condotta per valutare la possibilità di portare a termine una attività lavorativa da parte di tre persone con disabilità intellettiva supportati da tecnologia assistiva in grado di dare prompt sui diversi passaggi richiesti dal compito. Il sistema di supporto provvedeva a fornire immagini e pittogrammi di supporto durante l'esecuzione del compito ed era in grado di rilevare errori nell'esecuzione ed inviare feedback di correzione. I dati raccolti nel corso del programma hanno permesso di constatare i miglioramenti nelle abilità occupazionali e il loro mantenimento dopo la fine del trattamento.
Abstract/Sommario: Il deficit uditivo o visivo può incidere negativamente sullo sviluppo e sull'integrazione del bambino e la letteratura non fornisce ancora informazioni adeguate. Gli autori presentano uno studio condotto proprio per valutare i livelli di partecipazione mettendo a confronto le tre tipologie di bambini: con deficit visivo, con deficit uditivo o nella norma. Sono state considerate le correlazioni tra partecipazione e parametri sociodemografici di ogni gruppo. A tutti i bambini è stato som ...; [Leggi tutto...]
Il deficit uditivo o visivo può incidere negativamente sullo sviluppo e sull'integrazione del bambino e la letteratura non fornisce ancora informazioni adeguate. Gli autori presentano uno studio condotto proprio per valutare i livelli di partecipazione mettendo a confronto le tre tipologie di bambini: con deficit visivo, con deficit uditivo o nella norma. Sono state considerate le correlazioni tra partecipazione e parametri sociodemografici di ogni gruppo. A tutti i bambini è stato somministrato il Children's Assessment of Participation and Enjoyment (CAPE) ed è stato possibile rilevare come i bambini con deficit sensoriale risultano più carenti dei loro pari nella norma a livello di partecipazione e maggiormente dedicati a svolgere attività in casa con l'assistenza di qualcuno. Invece le dimensioni demografiche (età, livello culturale materno e condizione economica) hanno dato gli stessi valori in tutti i gruppi. Si conferma che i bambini con deficit sensoriale hanno livelli inferiori di partecipazione sociale nelle attività extrascolastiche.
Abstract/Sommario: Gli autori si sono proposti di fornire fondamenti empirici per l'insegnamento di abilità grosso-motorie nei bambini con o senza deficit visivi. Per far questo hanno considerato le abilità grosso-motorie presenti in 23 bambini non vedenti e in altri 28 vedenti con le stesse caratteristiche per genere ed età. Per valutare prestazioni definite in precedenza è stato utilizzato il Test of Gross Motor development-Second Edition. I risultati ottenuti indicano che i bambini non vedenti present ...; [Leggi tutto...]
Gli autori si sono proposti di fornire fondamenti empirici per l'insegnamento di abilità grosso-motorie nei bambini con o senza deficit visivi. Per far questo hanno considerato le abilità grosso-motorie presenti in 23 bambini non vedenti e in altri 28 vedenti con le stesse caratteristiche per genere ed età. Per valutare prestazioni definite in precedenza è stato utilizzato il Test of Gross Motor development-Second Edition. I risultati ottenuti indicano che i bambini non vedenti presentano livelli di performance inferiori in tutte le abilità considerate come: correre, saltare, calciare e prendere. Si forniscono indicazioni pratiche.
Abstract/Sommario: Gli autori hanno inteso valutare la relazione tra disabilità neuromotoria grave e disturbi sensoriali in bambini nati pretermine e valutati all'età corretta di due anni, prendendo in esame anche la salute psicologica delle madri. Sono stati analizzati nel complesso 581 bambini italiani nati tra le 22 e le 31 settimane di gestazione in cinque regioni italiane e le loro madri. Lo stress materno è stato valutato utilizzando il General Questionnaire nella versione breve (GHQ-12). I dati in ...; [Leggi tutto...]
Gli autori hanno inteso valutare la relazione tra disabilità neuromotoria grave e disturbi sensoriali in bambini nati pretermine e valutati all'età corretta di due anni, prendendo in esame anche la salute psicologica delle madri. Sono stati analizzati nel complesso 581 bambini italiani nati tra le 22 e le 31 settimane di gestazione in cinque regioni italiane e le loro madri. Lo stress materno è stato valutato utilizzando il General Questionnaire nella versione breve (GHQ-12). I dati indicano che il 31.3% delle madri supera la soglia di stress materno del punto 2 della scala e l'8,1% quella del punto 5 per quanto riguarda lo stress clinico. L'indagine statistcia ha permesso di rilevare la relazione positiva tra disabilità del bambino e stress materno e tra livello culturale materno e stress psicologico. L'impatto della nascita del figlio disabile risulta più debole nelle donne che hanno avuto altre esperienze stressanti prima del parto, indicando la presenza di un effetto tetto. I dati suggeriscono che bisognerebbe prevedere aiuti e valutazione psicologica materna in presenza di nascite molto precoci.
Abstract/Sommario: Studi recenti hanno contestato il fatto che le scale WAIS (Wechler Adult Intelligence Scales) rilevino gli stessi costrutti sia per adulti con deficit intellettivo che per quelli nella norma. Gli autori hanno voluto considerare le caratteristiche della versione WAIS-IV indagando sulla invarianza in relazione a campioni di persone con disabilità intellettiva e non. Attraverso l'indagine statistica dei dati raccolti è stato possibile stabilire che l'invarianza fattoriale è significativa ...; [Leggi tutto...]
Studi recenti hanno contestato il fatto che le scale WAIS (Wechler Adult Intelligence Scales) rilevino gli stessi costrutti sia per adulti con deficit intellettivo che per quelli nella norma. Gli autori hanno voluto considerare le caratteristiche della versione WAIS-IV indagando sulla invarianza in relazione a campioni di persone con disabilità intellettiva e non. Attraverso l'indagine statistica dei dati raccolti è stato possibile stabilire che l'invarianza fattoriale è significativa quando venivano utilizzati i subtest, mentre, quando venivano inclusi sia quelli standar che quelli supplementari nel modello, vi erano differenziazioni in relazione alla disabilità o al gruppo di controllo. In generale i dati raccolti da questo studio indicano che la struttura a quattro fattori della WAIS-IV non varia in relazione alla disabilità intellettiva o alla popolazione in generale.
Abstract/Sommario: Attraverso l'analisi di un campione di 219 famiglie con bambini disabili o nella norma, gli autori hanno inteso conoscere le caratteristiche dello stress materno in relazione a due periodi specifici: la prima infanzia (3-5 anni) e la fanciullezza (6-13 anni), mettendo anche in relazione le caratteristiche delle medri e dei bambini. L'analisi multivariata dei dati ha permesso di rilevare che il livello di stress materno resta elevato e stabile con variazioni minime individuali durante l ...; [Leggi tutto...]
Attraverso l'analisi di un campione di 219 famiglie con bambini disabili o nella norma, gli autori hanno inteso conoscere le caratteristiche dello stress materno in relazione a due periodi specifici: la prima infanzia (3-5 anni) e la fanciullezza (6-13 anni), mettendo anche in relazione le caratteristiche delle medri e dei bambini. L'analisi multivariata dei dati ha permesso di rilevare che il livello di stress materno resta elevato e stabile con variazioni minime individuali durante la prima infanzia, mentre diminuisce significativamente con alte variazioni individuali nel secondo periodo. Lo stress materno nel periodo della fanciullezza è correlato allo stress del periodo precedente, alla presenza di problemi comportamentali del bambino ed alle abilità sociali. L'andamento della curva dello stress nella fanciullezza risente invece della presenza di problemi comportamentali. Si avanzano alcune considerazioni per l'intervento.
Abstract/Sommario: Gli studi sul disturbo del linguaggio infantile si sono interessati soprattutto dei deficit verbali e non disponiamo di informazioni sufficienti sui deficit dei bambini privi di abilità sociocognitive verbali indispensabili per l'apprendimento del linguaggio. Gli autori si sono interessati delle abilità di imitazione non verbale manifestate dai bambini con disturbo del linguaggio ipotizzando che la difficoltà in queste abilità indichino deficit sociognitivi, pur non implicando lo svilu ...; [Leggi tutto...]
Gli studi sul disturbo del linguaggio infantile si sono interessati soprattutto dei deficit verbali e non disponiamo di informazioni sufficienti sui deficit dei bambini privi di abilità sociocognitive verbali indispensabili per l'apprendimento del linguaggio. Gli autori si sono interessati delle abilità di imitazione non verbale manifestate dai bambini con disturbo del linguaggio ipotizzando che la difficoltà in queste abilità indichino deficit sociognitivi, pur non implicando lo sviluppo degli aspetti strutturali del linguaggio. Sessanta bambini tedeschi con sviluppo del linguaggio nella norma e altri 45 dai 2 ai tre anni di età con deficit specifico del linguaggio hanno partecipato allo studio per rilevare le abilità imitative non verbali possedute. Sono emerse differenze significative in tutte le aree considerate, ma solo in relazione alla prestazione e non all'abilità posseduta. Questo fa presupporre che la difficoltà imitativa in questi bambini sia da attribuire alla mancanza di performance dovuta all'incapacità di stabilire una connessione con il modello da imitare fornito.