Milano : CBM Italia Onlus, 2022
Abstract/Sommario: Combattere gli stereotipi e i pregiudizi ancora molto presenti nella disabilità: questo l’obiettivo di CBM Italia Onlus nell’ideare e stilare il 'Glossario su discriminazione e inclusione', un vademecum messo a disposizione di chiunque desideri imparare a utilizzare e scegliere i termini e le espressioni corrette e rispettose quando parla di disabilità. Il Glossario è il risultato di un percorso lungo parecchi mesi in cui CBM ha organizzato diversi incontri online gratuiti per sensibil ...; [Leggi tutto...]
Combattere gli stereotipi e i pregiudizi ancora molto presenti nella disabilità: questo l’obiettivo di CBM Italia Onlus nell’ideare e stilare il 'Glossario su discriminazione e inclusione', un vademecum messo a disposizione di chiunque desideri imparare a utilizzare e scegliere i termini e le espressioni corrette e rispettose quando parla di disabilità. Il Glossario è il risultato di un percorso lungo parecchi mesi in cui CBM ha organizzato diversi incontri online gratuiti per sensibilizzare adulti e bambini a una cultura dell’inclusione, della solidarietà e che tenga sempre presenti i diritti delle persone con disabilità. La prima parte del Glossario offre una panoramica e allo stesso tempo approfondisce il
significato di alcuni dei termini più diffusi e utilizzati nell’ambito della discriminazione e dell’inclusione: abilismo, stigma, intolleranza, razzismo, violenza, pregiudizio, stereotipo, xenofobia, diversità, genere, uguaglianza e molte altre. Chiarire tutti questi concetti permette di tenere presente il senso profondo e l’impatto che le parole possono avere nella comunicazione e nella relazione tra le persone. La seconda parte è dedicata al vademecum delle espressioni più usate, spesso in modo scorretto, nell’ambito della disabilità, affiancate a quelle che dovrebbero essere usate per evitare
discriminazioni e offese. Ancora troppo spesso, infatti, vengono messi in atto atteggiamenti stigmatizzanti e le parole possono fare la differenza. Sono da preferire per esempio termini come persona con disabilità oppure persona disabile evitando invece disabile o i vocaboli che indicano i tipi di disabilità, perché ogni individuo prima di essere ad esempio cieco è prima di tutto una persona, un essere unico e irripetibile. Per essere inclusivi, è necessario mettere al primo posto la persona stessa, mentre la sua disabilità è solo una caratteristica, cioè una delle possibili condizioni che un essere umano può vivere. Così espressioni come persona senza disabilità o persona non disabile evitano l’uso di termini come abile, normale o normodotato: sottolineare infatti il concetto di normalità porta erroneamente a delineare gruppi contrapposti, inesistenti, di normali e non normali.