Abstract/Sommario: Il contesto è una classe di ragazzi con disabilità intellettiva. Cominciamo le lezioni e il gruppo si rivela immediatamente conflittuale e chiassoso. Con i colleghi si decide di affrontare il conflitto ricorrendo a giochi emotivamente intelligenti. L'intento è favorire un graduale aumento dell'autoconsapevolezza rispetto ai propri vissuti, in particolare quelli spiacevoli e duri da mettere in parola. Emergono così i temi della solitudine, dell'amore, della rabbia, dell'impotenza. Emozi ...; [Leggi tutto...]
Il contesto è una classe di ragazzi con disabilità intellettiva. Cominciamo le lezioni e il gruppo si rivela immediatamente conflittuale e chiassoso. Con i colleghi si decide di affrontare il conflitto ricorrendo a giochi emotivamente intelligenti. L'intento è favorire un graduale aumento dell'autoconsapevolezza rispetto ai propri vissuti, in particolare quelli spiacevoli e duri da mettere in parola. Emergono così i temi della solitudine, dell'amore, della rabbia, dell'impotenza. Emozioni dirompenti, difficili da ascoltare per chi le vive e da accogliere per chi le incontra.
Abstract/Sommario: Capita che famiglie, colleghi e utenti stessi investano l'operatore sociale di attese salvifiche circa il suo lavoro. E capita che egli stesso promuova o cerchi di assecondare queste attese. Per l'operatore sociale, allora, l'unica possibilità di non finire bruciato dalla complessità del reale, che sempre supera la più fervida fantasia e le migliori intenzioni, e, d'altra parte, l'unica possibilità di costruire relazioni autenticamente educative sembra essere quella di accettare in pri ...; [Leggi tutto...]
Capita che famiglie, colleghi e utenti stessi investano l'operatore sociale di attese salvifiche circa il suo lavoro. E capita che egli stesso promuova o cerchi di assecondare queste attese. Per l'operatore sociale, allora, l'unica possibilità di non finire bruciato dalla complessità del reale, che sempre supera la più fervida fantasia e le migliori intenzioni, e, d'altra parte, l'unica possibilità di costruire relazioni autenticamente educative sembra essere quella di accettare in prima persona che al male di vivere non c'è scampo e che alla fine ognuno fa quello che può meglio che sa.