Abstract/Sommario: E' ormai risaputo che le famiglie che hanno bambini con alto potenziale intellettivo (e ciò è stato messo in evidenza anche dalla stessa letteratura scientifica internazionale) hanno l'arduo compito di affrontare una particolare sfida educativa, diversa dagli altri genitori di bambini a sviluppo tipico. Questi bambini particolari possiedono una maggiore sensibilità che deriva loro dai bisogni vari emotivi che possiedono e i loro stessi genitori risultano essere per lo più impreparati. ...; [Leggi tutto...]
E' ormai risaputo che le famiglie che hanno bambini con alto potenziale intellettivo (e ciò è stato messo in evidenza anche dalla stessa letteratura scientifica internazionale) hanno l'arduo compito di affrontare una particolare sfida educativa, diversa dagli altri genitori di bambini a sviluppo tipico. Questi bambini particolari possiedono una maggiore sensibilità che deriva loro dai bisogni vari emotivi che possiedono e i loro stessi genitori risultano essere per lo più impreparati. Le difficoltà dei bambini AP sono di due tipi: 1) la prima deriva dall'interazione con l'ambiente esterno (scuola, compagni, amici) e 2) sono quelle dipendenti dal loro carattere. In questi casi risulta, perciò, utile offrire un supporto alle famiglie di questi soggetti affinché non si sviluppano, in futuro, comportamenti disadattivi e l'allontanamento dalla scuola; ciò perché è opinione comune che, avere un alto potenziale intellettivo sia sinonimo di garanzia di successo nella vita. Risulta, perciò, fondamentale fare una osservazione diversa, al di fuori dello schema rispetto ai cosiddetti modelli di normalità e accogliere il carattere eccezionale di questi bambini e ragazzi, considerandolo non come problema, ma come una risorsa straordinaria, non solo per loro ma per tutta la collettività.
Abstract/Sommario: Le due autrici si chiedono in questo articolo quali sono state le risorse che hanno permesso a un numero considerevole di bambini di uscire vincenti dalla sfida della pandemia. L'entità del lungo periodo di lockdown, nell'anno 2020 ed anche i primi mesi del 2021, ha portato notevoli conseguenze sui bambini e in particolar modo, su quelli in età scolare. Tale situazione, oltre a sconvolgere la vita di tutti, ha creato un peggioramento delle condizioni psicologiche dei bambini e ragazzi ...; [Leggi tutto...]
Le due autrici si chiedono in questo articolo quali sono state le risorse che hanno permesso a un numero considerevole di bambini di uscire vincenti dalla sfida della pandemia. L'entità del lungo periodo di lockdown, nell'anno 2020 ed anche i primi mesi del 2021, ha portato notevoli conseguenze sui bambini e in particolar modo, su quelli in età scolare. Tale situazione, oltre a sconvolgere la vita di tutti, ha creato un peggioramento delle condizioni psicologiche dei bambini e ragazzi nell'80% dei casi esaminati. I disagi più evidenti sono stati la depressione e l'irritabilità, seguiti da stati di ansia e di noia (e i loro genitori ancora peggio). Il 20% dei bambini, invece, ha mantenuto uno stato d'animo normale o inalterato, non hanno mostrato segni di insofferenza, di ansia o di noia. Ci si chiede quali sono state le risorse da loro possedute che hanno contribuito ad uscire dalla sfida del covid-19; in primo luogo, le proprie risorse personali (salute fisica e mentale), secondariamente, le caratteristiche psicologiche, sia di tipo cognitivo (intelligenza) e sia di tipo emotivo e motivazionale. Inoltre, le risorse ambientali (dimensione e qualità della loro casa e propri spazi personali). Ultime risorse: la relazione che, non solo riguarda le persone familiari, ma anche tramite i media i parenti, gli amici e i professori, insieme alla capacità di collaborazione e l'uso del tempo.
Abstract/Sommario: L'ICF, OMS del 2002 ha creato una importante novità (ripresa poi dal ICF-CY del 2007) ed è quella che riguarda che il funzionamento e la disabilità della persona siano concepiti come una interazione tra le condizioni di salute della persona stessa e tutti i fattori (personali, ambientali) che riguardano l'attività dell'individuo e la sua possibilità di partecipare alla vita sociale. Quindi, viene superato il modello precedente che si riferiva alla dimensione biomedica del soggetto rife ...; [Leggi tutto...]
L'ICF, OMS del 2002 ha creato una importante novità (ripresa poi dal ICF-CY del 2007) ed è quella che riguarda che il funzionamento e la disabilità della persona siano concepiti come una interazione tra le condizioni di salute della persona stessa e tutti i fattori (personali, ambientali) che riguardano l'attività dell'individuo e la sua possibilità di partecipare alla vita sociale. Quindi, viene superato il modello precedente che si riferiva alla dimensione biomedica del soggetto riferita al concetto di salute; si arriva, quindi, ad una interpretazione che considera anche le componenti psico-sociali dando loro il giusto ruolo. Il Decreto interministeriale (n. 182 del 29/12/2020) ha affrontato la questione relativa alle modalità di redazione del PEI (Piano educativo individualizzato) in modo organico, definendo i criteri di composizione e l'azione dei vari gruppi di lavoro operativi (GLO) chiamati ad elaborarli e proponendo dei modelli nazionali che riescono ad uniformare le procedure e la predisposizione dei PEI, adoperando anche delle Linee guida. Le sezioni del PEI si articolano in 12 che considerano aspetti di raccolta di informazioni di vario tipo da unire in un quadro organico, di progettazione didattica e di organizzazione, verifica finale e richiesta di risorse. Inoltre nella redazione del PEI vanno considerati due aspetti importanti che devono essere interpretati in modo corretto: il contesto (da considerare in una visione ampia ed articolata) e lo svolgimento dell'intervento in 3 dimensioni (da non tenere separati). L'analisi dei vari processi che questa innovazione comporterà favorirà così il percorso nella giusta direzione verso un miglioramento reale per una didattica inclusiva nelle scuole.
Abstract/Sommario: L'articolo propone il caso di un ragazzino di 12 anni con doppia eccezionalità (alta intelligenza generale accompagnata, però, da specifiche difficoltà). Questo bambino, pur possedendo le potenzialità adatte per superare le sue difficoltà, ha bisogno di essere aiutato e monitorato già dall'inizio dell'anno scolastico. Ciò perché pur essendo un allievo con ottime competenze, queste ultime lo hanno penalizzato e quindi, all'inizio si era pensato e deciso che poteva farcela da solo e poi ...; [Leggi tutto...]
L'articolo propone il caso di un ragazzino di 12 anni con doppia eccezionalità (alta intelligenza generale accompagnata, però, da specifiche difficoltà). Questo bambino, pur possedendo le potenzialità adatte per superare le sue difficoltà, ha bisogno di essere aiutato e monitorato già dall'inizio dell'anno scolastico. Ciò perché pur essendo un allievo con ottime competenze, queste ultime lo hanno penalizzato e quindi, all'inizio si era pensato e deciso che poteva farcela da solo e poi non si era capito che il suo disagio nasceva dalla paura di deludere le aspettative degli adulti.
Abstract/Sommario: Durante gli ultimi due anni (questi della pandemia del Covid-19), l'autrice sostiene che, è mancata a molti allievi la dimensione sociale, sia dentro la scuola e sia fuori e soprattutto il sentirsi parte attiva di un gruppo; ciò perché, la classe rappresenta in effetti un gruppo dove i membri sono in contatto diretto tra di loro e dove, se si verifica un cambiamento in uno di essi, questo si ripercuote su tutti gli altri soggetti. Per ottenere un gruppo efficace è necessario che esista ...; [Leggi tutto...]
Durante gli ultimi due anni (questi della pandemia del Covid-19), l'autrice sostiene che, è mancata a molti allievi la dimensione sociale, sia dentro la scuola e sia fuori e soprattutto il sentirsi parte attiva di un gruppo; ciò perché, la classe rappresenta in effetti un gruppo dove i membri sono in contatto diretto tra di loro e dove, se si verifica un cambiamento in uno di essi, questo si ripercuote su tutti gli altri soggetti. Per ottenere un gruppo efficace è necessario che esista tra i vari membri la collaborazione, e quindi uno scambio relazionale in cui ogni individuo percepisce che il suo contributo aiuta gli altri; per tale motivo, occorre proporre agli allievi, secondo l'autrice, occasioni di ascolto di sé e degli altri, di scambio relazionale che permetta loro di sentirsi come parte attiva nel gruppo-classe.