Abstract/Sommario: Il video gaming è un fenomeno in larghissima diffusione e coinvolge sia adolescenti e sia adulti, ma quali sono (si chiede l'autrice) gli effetti, positivi e negativi, che esercitano sullo sviluppo dei giovanissimi? In questi ultimi anni i videogiochi si sono trasformati da forma di intrattenimento a una industria vera e propria, sia dal punto di vista economico e sia per il numero di utenti che ne usufruiscono (non solo ragazzi ma anche adulti). Da ciò sorge appunto la domanda degli e ...; [Leggi tutto...]
Il video gaming è un fenomeno in larghissima diffusione e coinvolge sia adolescenti e sia adulti, ma quali sono (si chiede l'autrice) gli effetti, positivi e negativi, che esercitano sullo sviluppo dei giovanissimi? In questi ultimi anni i videogiochi si sono trasformati da forma di intrattenimento a una industria vera e propria, sia dal punto di vista economico e sia per il numero di utenti che ne usufruiscono (non solo ragazzi ma anche adulti). Da ciò sorge appunto la domanda degli effetti esercitati da essi (positivi e negativi) sullo sviluppo psicofisico dei bambini e dei ragazzi. Tra gli aspetti negativi c'è da segnalare quello che riguarda i videogiochi dal contenuto violento; in questo caso, condizioni economiche svantaggiate o anche l'essere presi in giro spesso dai propri compagni di scuola induce il ragazzo (abituale utilizzatore dei videogiochi di natura violenta) ad agire con un comportamento aggressivo. Esistono, tuttavia, dei criteri per identificare poi la dipendenza dai videogiochi e questi con i sintomi che si presentano per almeno 12 mesi: controllo alterato sull'attività di gioco; perdita di interesse sulle attività quotidiane della vita e priorità assoluta al gioco; continuazione di quest'ultimo nonostante l'avvedutezza della possibilità di creare situazioni negative (e di conseguenza sono la causa di problemi seri nella vita personale del soggetto ed anche in quella familiare e sociale). Tuttavia esistono, anche, effetti positivi nell'utilizzo dei videogiochi (massimo di un'ora alla settimana) a livello cognitivo e a livello motorio; in tal caso possono essere utilizzati nella pratica riabilitativa e in particolare nel trattamento della dislessia.
Abstract/Sommario: I due autori prendono spunto dalle indicazioni del MIUR (2016-2017) per l'utilizzo delle attività teatrali nell'ambito della scuola tenendo presente la loro utilità per quanto riguarda la formazione-educazione degli studenti. Da ciò ne deriva la necessità di sensibilizzazione all'arte dei bambini e dei ragazzi e in particolare di far conoscere loro i valori culturali ed educativi del teatro. Il secondo punto è quello di fornire alle scuole le indicazioni adatte per introdurre l'attivit ...; [Leggi tutto...]
I due autori prendono spunto dalle indicazioni del MIUR (2016-2017) per l'utilizzo delle attività teatrali nell'ambito della scuola tenendo presente la loro utilità per quanto riguarda la formazione-educazione degli studenti. Da ciò ne deriva la necessità di sensibilizzazione all'arte dei bambini e dei ragazzi e in particolare di far conoscere loro i valori culturali ed educativi del teatro. Il secondo punto è quello di fornire alle scuole le indicazioni adatte per introdurre l'attività teatrale in modo costante nell'insegnamento. Infine rendere effettive le pratiche già esercitate in alcune scuole sul tema dell'espressione artistica ed inserirle nelle altre scuole (ciò è fondamentale per l'identità culturale italiana). Sapendo che il teatro è una forma d'arte è necessario che colui che la insegna sia una persona competente per accompagnare le persone nel processo creativo; anche se un lavoro teatrale è piuttosto rigoroso, è possibile praticare nella scuola il gioco teatrale. Quest'ultimo si tratta di un gioco basato sullo scambio e la cooperazione che richiede impegno, attenzione, ascolto e rispetto reciproco e, quindi, una relazione mediata dall'uso del corpo e della voce.
Abstract/Sommario: Il gioco e la creatività sono entrambi espressione della libertà, poiché offrono spazio allo sviluppo dell'immaginazione dell'individuo ed è qui, appunto, che risiede la loro forte valenza formativa, nel senso che non esiste un obbligo a compiere una qualsiasi attività di gioco o comunque a inventare e produrre un qualcosa di nuovo e diverso da ciò che già esiste. In entrambi esiste sempre un misto di impegno e divertimento; esistono giochi che hanno una durata lunga e che richiedono d ...; [Leggi tutto...]
Il gioco e la creatività sono entrambi espressione della libertà, poiché offrono spazio allo sviluppo dell'immaginazione dell'individuo ed è qui, appunto, che risiede la loro forte valenza formativa, nel senso che non esiste un obbligo a compiere una qualsiasi attività di gioco o comunque a inventare e produrre un qualcosa di nuovo e diverso da ciò che già esiste. In entrambi esiste sempre un misto di impegno e divertimento; esistono giochi che hanno una durata lunga e che richiedono dispendio di energia, sia fisica e sia mentale, insieme ad elevata concentrazione, ma che producono, nello stesso tempo, un coinvolgimento emotivo e, quindi, piacere. Sia il gioco, sia la creatività attivano il piano dei processi mentali e il nostro pensiero, in tal caso, si trova a operare in un campo aperto, perché si trova a scegliere di fronte a più opzioni. Questa apertura facilita l'immaginazione, giustificando la loro importanza dal punto di vista della formazione. Durante gli anni della scuola è importante prendersi spazi e tempi in cui non dover rispondere alle richieste dell'ambiente, ma dare la possibilità di prefigurare altre realtà e trovare soluzioni a casi ipotetici; si ha, in questo modo, l'allenamento per una nuova forma di ragionamento che può essere applicata alla vita reale e che serve per affrontare le situazioni critiche che in essa si presentano.
Abstract/Sommario: Considerando la crescente eterogeneità che caratterizza il contesto classe, è molto importante sviluppare una didattica che sia rivolta alla personalizzazione, allo scopo di soddisfare i vari bisogni di ogni alunno. Le stesse "Indicazioni Nazionali per il curricolo" (2012) affermano che la scuola deve farsi da garante nel favorire con percorsi personalizzati la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica e del fallimento formativo precoce e tali percorsi devono essere rivolt ...; [Leggi tutto...]
Considerando la crescente eterogeneità che caratterizza il contesto classe, è molto importante sviluppare una didattica che sia rivolta alla personalizzazione, allo scopo di soddisfare i vari bisogni di ogni alunno. Le stesse "Indicazioni Nazionali per il curricolo" (2012) affermano che la scuola deve farsi da garante nel favorire con percorsi personalizzati la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica e del fallimento formativo precoce e tali percorsi devono essere rivolti anche agli studenti plusdotati, considerati questi ultimi, anche loro, come alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES). Questi alunni sono dei bambini e/o ragazzi che possiedono abilità di uno o due anni superiori rispetto ai loro compagni ed alle aspettative per la classe di appartenenza o età. I loro punti di forza possono essere diversi: il primo è l'apprendimento con maggiore precocità rispetto ai loro coetanei, e questo succede in molte aree e con molta rapidità; il secondo punto è rappresentato dalla capacità di lettura (sono molto incuriositi dai libri); infine, la terza loro caratteristica sono le loro abilità verbali molto sviluppate ed un bagaglio di varie informazioni su vari argomenti; inoltre, hanno una memoria eccezionale. Questi allievi necessitano di prove complesse per mantenere vivi il proprio interesse e l'attenzione alle lezioni, anche se può trovarsi in una classe dove i suoi compagni hanno interessi completamente diversi dai suoi e ciò può causare delle difficoltà a livello relazionale. Alla luce delle abilità di apprendimento accelerato che possono avere gli alunni plusdotati e la loro preferenza per i compiti difficili e impegnativi rispetto ai compiti basilari e ripetitivi che li rendono poco pazienti rispetto ai ritmi più lenti della classe, può essere utile a questo tipo di studenti, proporre uno studio autonomo su determinati argomenti per poi discuterli in classe insieme ai compagni e all'insegnante. Essendo questi soggetti una grande risorsa per il futuro, gli insegnanti devono rappresentare i pionieri del presente, cioè devono essere capaci di sostenere l'apprendimento anche degli alunni plusdotati e comunque valorizzare ciascun alunno.