Abstract/Sommario: La lingua dei segni italiana a scuola é un importante strumento di inclusione e favorisce l'accesso ai contenuti solo se inserita in una didattica ripensata per l'alunno sordo, a vantaggio di tutti. L'ingresso del bambino sordo nella scuola rappresenta una occasione importantissima di apprendimento e di socializzazione con i pari al di fuori dall'ambiente familiare. Non bisogna, però, dimenticare che la maggior parte dei bambini sordi presenta delle potenzialità cognitive e interaziona ...; [Leggi tutto...]
La lingua dei segni italiana a scuola é un importante strumento di inclusione e favorisce l'accesso ai contenuti solo se inserita in una didattica ripensata per l'alunno sordo, a vantaggio di tutti. L'ingresso del bambino sordo nella scuola rappresenta una occasione importantissima di apprendimento e di socializzazione con i pari al di fuori dall'ambiente familiare. Non bisogna, però, dimenticare che la maggior parte dei bambini sordi presenta delle potenzialità cognitive e interazionali integre che devono essere riconosciute e valorizzate; alcuni di loro conoscono già la LIS, che hanno appreso come prima lingua in famiglia oppure a scuola, nel corso dello sviluppo, divenendo di fatto bilingui. Non bisogna, tuttavia, pensare mai al bambino sordo in funzione del suo deficit, poiché con la sua diversità rompe, di fatto, schemi troppo rigidi e precostituiti e contribuisce in tal modo a rinnovare, in modo radicale, la struttura scolastica, costringendo gli educatori-insegnanti a riflettere (e a reinventare) il proprio ruolo, sia sul piano pedagogico e sia sul piano didattico, a beneficio di tutti gli altri allievi. E' compito di tutte le figure professionali che operano nel settore educativo (dal nido alle scuole superiori) promuovere e tutelare le potenzialità del bambino sordo, garantendo in tal modo l'accesso agli apprendimenti e favorendo le relazioni sociali (con gli adulti e con i coetanei), rispettando le proprie caratteristiche, il suo patrimonio linguistico-culturale e il contesto in cui vive. La LIS, quindi, non deve essere considerata, a scuola, come rischio di ghettizzazione ma come una opportunità per l'inclusione e gli apprendimenti.
Abstract/Sommario: Gli autori illustrano i presupposti teorici e metodologici di alcuni modelli di intervento volti al potenziamento di varie abilità, offrendo strumenti operativi ed esempi pratici direttamente spendibili in classe. Il modello scientifico di riferimento è quello dell'analisi del comportamento applicata alle disabilità evolutive e intellettive. L'analisi Comportamentale Applicata (ABA) non è una tecnica e né un metodo di cura (anche se sono stati fatti degli interventi usando tale metod ...; [Leggi tutto...]
Gli autori illustrano i presupposti teorici e metodologici di alcuni modelli di intervento volti al potenziamento di varie abilità, offrendo strumenti operativi ed esempi pratici direttamente spendibili in classe. Il modello scientifico di riferimento è quello dell'analisi del comportamento applicata alle disabilità evolutive e intellettive. L'analisi Comportamentale Applicata (ABA) non è una tecnica e né un metodo di cura (anche se sono stati fatti degli interventi usando tale metodo che si sono dimostrati alquanto efficaci nel trattamento del disturbo autistico). L'ABA è un'applicazione che implica un livello superiore di teoria; tale livello è rappresentato dall'analisi del comportamento, la quale costituisce la disciplina che studia i processi basilari della psicologia (apprendimento, memoria, percezione) utilizzando metodologie sperimentali (paradigmi). In tal modo è stato possibile creare alcuni principi / leggi generali che governano le interazioni umane (rinforzo, estinzione, ecc.) che poi hanno permesso l'applicazione di determinate procedure. L'ABA rappresenta l'intero corpo di queste procedure che hanno trovato la loro applicazione in diversi ambiti, da quello clinico a quello educativo-abilitativo. Le procedure possono essere applicate seguendo vari modelli, da quelli anglosassoni a quelli italiani, i quali pur essendo stati sviluppati, inizialmente, per interventi sull'autismo possono essere, anche, utilizzati come interventi di potenziamento e abilitazione su soggetti che hanno una disabilità evolutiva e intellettiva di varia natura ed origine. I modelli degli interventi si caratterizzano per essere individualizzati (applicazione di procedure di apprendimento adattate ai bisogni del bambino), precoci e intensivi, integrati, inclusivi e sostenibili.
Abstract/Sommario: Gli autori offrono un approccio sistematico, applicabile in tutte le discipline scolastiche, per coltivare la ricerca dei problemi, e non soltanto quella della loro soluzione, contribuendo così a far sviluppare agli studenti le competenze chiave di cittadinanza. Sappiamo che l'insegnamento tendenzialmente è volto a condurre gli allievi a trovare delle risposte (domande rivolte durante l'interrogazione, verifiche scritte ed anche al di fuori dal contesto scolastico, come le questioni di ...; [Leggi tutto...]
Gli autori offrono un approccio sistematico, applicabile in tutte le discipline scolastiche, per coltivare la ricerca dei problemi, e non soltanto quella della loro soluzione, contribuendo così a far sviluppare agli studenti le competenze chiave di cittadinanza. Sappiamo che l'insegnamento tendenzialmente è volto a condurre gli allievi a trovare delle risposte (domande rivolte durante l'interrogazione, verifiche scritte ed anche al di fuori dal contesto scolastico, come le questioni dibattute nella società, oppure le difficoltà che si incontrano nella vita quotidiana). Se questo problem solving ha la sua importanza, dato che nella realtà ci imbattiamo in tanti problemi che richiedono una soluzione, è anche vero che è importante coltivare il problem finding, cioè la capacità di trovare i problemi dove essi non sono facilmente evidenziati. Si tratta di una attitudine che ognuno può coltivare e che la scuola può dare un contributo in questa direzione; nell'ambito scolastico, la disciplina che più di ogni altra si presta ad allenare il problem finding è la matematica, dove gli insegnanti pongono dei problemi ai loro alunni con i dati numerici ma privi della domanda finale; quindi, la richiesta fatta è quella di capire qual'è la domanda per completare il problema e poi di trovare la risposta a quest'ultima. Il problem finding a scuola può essere insegnato non solo nel campo della matematica ma anche in altre materie (musica, geografia) che si prestano a sollecitare domande e, di conseguenza, a stimolare negli alunni un atteggiamento di curiosità e di ricerca (Imparare ad imparare, comunicare, collaborare e partecipare, risolvere problemi, individuare collegamenti e relazioni, acquisire e interpretare le informazioni).
Abstract/Sommario: Nel presente contributo l'autore affronta il problema degli stili scorretti e offre elementi teorici e pratici riguardanti alcuni possibili interventi nelle scuole volti alla promozione della salute. E' stato, perciò, delineato un quadro ideale che serve più come cornice di riferimento che come obiettivo direttamente realizzabile. Un intervento da parte della scuola che si occupi di promuovere negli allievi in età scolare, stili di vita attivi e stili nutrizionali corretti, per avere m ...; [Leggi tutto...]
Nel presente contributo l'autore affronta il problema degli stili scorretti e offre elementi teorici e pratici riguardanti alcuni possibili interventi nelle scuole volti alla promozione della salute. E' stato, perciò, delineato un quadro ideale che serve più come cornice di riferimento che come obiettivo direttamente realizzabile. Un intervento da parte della scuola che si occupi di promuovere negli allievi in età scolare, stili di vita attivi e stili nutrizionali corretti, per avere maggiori probabilità di efficacia dovrebbe: essere mirato ai disturbi di alimentazione e all'obesità; evitare di porsi sul piano degli interventi di durata limitata (magari basati sulla lezione dell'esperto), e porsi l'obiettivo di sviluppare le risorse degli alunni attraverso azioni di lungo termine coinvolgendoli in modo attivo. Prevedere, inoltre, un piano preciso di valutazione e monitoraggio che fornisca evidenze sull'efficacia dell'azione intrapresa, correggendo (lì dove è necessario) il percorso dello svolgimento del progetto stesso. Inoltre, il lavoro non deve essere rivolto al singolo individuo (o genitore) bensì coinvolgere l'intera classe, ma anche la scuola (dal p.d.v. della cultura di promozione della salute) e l'intera comunità (dal p.d.v. della programmazione di iniziative aperte).
Abstract/Sommario: E' noto che sapere ascoltare e riuscire a comprendere un discorso o una spiegazione sono abilità fondamentali per l'apprendimento. La capacità di ascolto anche se a scuola è data per scontata (competenza richiesta) c'è da dire che risulta ancora poco sviluppata. L'ascolto è parte integrante della lingua ma i tempi di insegnamento e di apprendimento,i percorsi didattici sono per lo più incentrati sulla lettura, scrittura e analisi della lingua. In questo articolo l'autrice illustra l'im ...; [Leggi tutto...]
E' noto che sapere ascoltare e riuscire a comprendere un discorso o una spiegazione sono abilità fondamentali per l'apprendimento. La capacità di ascolto anche se a scuola è data per scontata (competenza richiesta) c'è da dire che risulta ancora poco sviluppata. L'ascolto è parte integrante della lingua ma i tempi di insegnamento e di apprendimento,i percorsi didattici sono per lo più incentrati sulla lettura, scrittura e analisi della lingua. In questo articolo l'autrice illustra l'importanza delle competenze di ascolto e dei processi coinvolti nella comprensione orale, offrendo elementi teorici e strumenti operativi per rilevare l'abilità di ascolto degli studenti e progettare percorsi didattici. Lo scopo di questo lavoro è richiamare l'attenzione sulla importanza (e il loro spazio) che hanno tutte le componenti linguistiche durante il corso dell'apprendimento, incluso l'ascolto, e in particolar modo nella scuola di base. La ricerca psicologica si è interessata solo negli ultimi anni alla comprensione orale e ne ha evidenziato la relazione positiva con la comprensione del testo; è stato, inoltre, evidenziato che la relazione tra la lettura strumentale e la comprensione del testo è più forte nei primi anni, mentre è più debole con il linguaggio orale. L'andamento risulta, invece, opposto negli anni successivi; la lettura strumentale è ormai automatizzata ed ha una scarsa relazione con la comprensione del testo (che è in relazione con la comprensione orale). Una buona competenza nella comprensione orale aiuta di molto alla comprensione del testo già nei primi anni di scuola e questa relazione diventa più forte con l'aumentare della scolarizzazione.