Abstract/Sommario: Gli autori raccontano l'esperienza di un percorso formativo per insegnanti sull'apprendimento cooperativo, fondato sul presupposto che se gli insegnanti sperimentano che cosa significa lavorare in team possono poi proporlo ai loro allievi in modo efficace. Il Cooperative Learning o Apprendimento Cooperativo è una modalità di apprendimento in gruppo; solitamente è riferito ad un movimento educativo che applica in classe tecniche di cooperazione e che poi si realizza attraverso la collab ...; [Leggi tutto...]
Gli autori raccontano l'esperienza di un percorso formativo per insegnanti sull'apprendimento cooperativo, fondato sul presupposto che se gli insegnanti sperimentano che cosa significa lavorare in team possono poi proporlo ai loro allievi in modo efficace. Il Cooperative Learning o Apprendimento Cooperativo è una modalità di apprendimento in gruppo; solitamente è riferito ad un movimento educativo che applica in classe tecniche di cooperazione e che poi si realizza attraverso la collaborazione/cooperazione tra i compagni di classe. Nell'Apprendimento Cooperativo, l'interdipendenza positiva è centrale, nel senso che ogni singolo allievo ha bisogno dell'altro. Ciò significa che tale condizione è il frutto della capacità di gestire e creare attività, dove è possibile educare i partecipanti ai comportamenti sociali richiesti per una efficace collaborazione.
Abstract/Sommario: L'autore in questo contributo spiega come aiutare l'allievo con ADHD attraverso la creazione di un contesto classe "autoregolativo", in grado di fornirgli dall'esterno l'organizzazione di cui è carente e di introdurre elementi di flessibilità utili a tutti, per costruire un ambiente scolastico realmente inclusivo. E' noto che il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) rappresenta una sfida complessa non solo per i genitori ma anche per gli insegnanti a causa di 3 sue ca ...; [Leggi tutto...]
L'autore in questo contributo spiega come aiutare l'allievo con ADHD attraverso la creazione di un contesto classe "autoregolativo", in grado di fornirgli dall'esterno l'organizzazione di cui è carente e di introdurre elementi di flessibilità utili a tutti, per costruire un ambiente scolastico realmente inclusivo. E' noto che il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) rappresenta una sfida complessa non solo per i genitori ma anche per gli insegnanti a causa di 3 sue caratteristiche che lo distinguono: pervasività, persistenza nel tempo e contestualità. Tali caratteristiche rappresentano i punti di debolezza dell'allievo disattento e iperattivo, ma al contempo possono costituire una via d'azione a livello educativo. Inoltre, se è vero che il bambino può essere influenzato negativamente da un ambiente caotico e disorganizzato, dall'altro può essere supportato da un ambiente autoregolativo e prevedibile. A tal fine l'intervento educativo deve essere articolato in varie dimensioni: Relazioni, Didattica, Valutazione, Tempi, Materiali, Spazi. Tali elementi sono fondamentali ai fini di un'azione educativa efficace e inclusiva, come per esempio la gestione attenta dei processi relazionali consente di sostenere l'allievo con ADHD, soprattutto quando quest'ultimo ha una maggiore difficoltà di iniziare e sostenere un impegno scolastico.
Abstract/Sommario: Nel presente contributo l'autore individua alcuni criteri metodologici necessari ad impostare una didattica efficace, orientata a rappresentare un elemento costitutivo e fondante del curricolo scolastico. Il primo punto da chiarire riguarda la costante presenza della variabile del gruppo: il gruppo a scuola c'è sempre anche quando si pratica una didattica frontale di tipo tradizionale. Questo è un elemento costitutivo e costante dell'organizzazione scolastica, la classe è, infatti, un ...; [Leggi tutto...]
Nel presente contributo l'autore individua alcuni criteri metodologici necessari ad impostare una didattica efficace, orientata a rappresentare un elemento costitutivo e fondante del curricolo scolastico. Il primo punto da chiarire riguarda la costante presenza della variabile del gruppo: il gruppo a scuola c'è sempre anche quando si pratica una didattica frontale di tipo tradizionale. Questo è un elemento costitutivo e costante dell'organizzazione scolastica, la classe è, infatti, un gruppo di alunni e la scuola è una comunità di alunni, insegnanti, personale amministrativo, genitori degli alunni. Tale evenienza deve essere considerata nella progettazione e nella realizzazione delle attività didattiche, anzi ne può addirittura decidere la conversione in un fattore di disturbo degli apprendimenti e delle relazioni sociali interne al contesto scolastico. Una classe scolastica, essendo un gruppo casuale, non diventa naturalmente un gruppo di apprendimento e di lavoro con relazioni sociali positive ma, necessita di una guida e di un'attenzione costante da parte degli insegnanti. Il presente contributo intende portare il discorso sul piano metodologico, didattico, operativo nella convinzione che soprattutto attraverso una oculata gestione delle variabili contestuali è possibile incidere più efficacemente sui processi di apprendimento e di socializzazione.
Abstract/Sommario: Nel presente contributo gli autori, attraverso il racconto di una esperienza di teacher training, illustrano un modo di lavorare con i bambini a scuola per permettere loro di familiarizzare con le proprie emozioni e con quelle degli altri, al fine di aiutarli a migliorare i propri comportamenti e il loro modo di stare in relazione. Questo esperimento è stato condotto dalle maestre della classe quarta primaria della scuola "Pascoli" di San Polo (PC), le quali anche negli anni passati ha ...; [Leggi tutto...]
Nel presente contributo gli autori, attraverso il racconto di una esperienza di teacher training, illustrano un modo di lavorare con i bambini a scuola per permettere loro di familiarizzare con le proprie emozioni e con quelle degli altri, al fine di aiutarli a migliorare i propri comportamenti e il loro modo di stare in relazione. Questo esperimento è stato condotto dalle maestre della classe quarta primaria della scuola "Pascoli" di San Polo (PC), le quali anche negli anni passati hanno collaborato con i psicologi in progetti psico-educativi, soprattutto sul rispetto delle regole e sul potenziamento didattico per gli allievi in difficoltà. In particolare il loro lavoro si è centrato sul miglioramento delle relazioni fra i bambini della classe, dopo aver notato la loro tendenza a formare dei piccoli gruppi con il conseguente isolamento di alcuni compagni. Da queste osservazioni le insegnanti hanno pensato che, se i bambini possono entrare più in contatto con le proprie emozioni e soprattutto con quelle dei compagni (riconoscendole, accettandole e condividendole), il loro comportamento e le loro relazioni migliorerebbero. La prima regola è, dunque, l'osservazione (occasionale); dopo arriva il momento di stabilire gli obiettivi. Il primo è quello di favorire la comprensione e l'accettazione delle emozioni, proprie ed altrui; altri obiettivi riguardano poi una serie di comportamenti da tenere durante le discussioni di gruppo. Da ciò è scaturito che i comportamenti che, sia le insegnanti e sia i psicologi, hanno deciso di sottoporre a osservazione sistematica sono: intervento a proposito durante una discussione e attenzione a quello che gli altri dicono (anziché giocare, distrarsi, chiacchierare) in modo tale che, gli allievi si rendono conto dei loro limiti e degli aspetti sui quali possono migliorare.
Abstract/Sommario: Nel presente contributo l'autrice illustra le caratteristiche cognitive ed emotive dei bambini con un alto potenziale e il modo con cui possono incidere il loro percorso scolastico, offrendo agli insegnanti utili strumenti per garantire il "giusto nutrimento"a questi soggetti. La scuola italiana non è, però, ancora preparata a fornire il giusto supporto e offrire adeguate risposte ai bambini ad alto potenziale che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono costretti a vivere situazio ...; [Leggi tutto...]
Nel presente contributo l'autrice illustra le caratteristiche cognitive ed emotive dei bambini con un alto potenziale e il modo con cui possono incidere il loro percorso scolastico, offrendo agli insegnanti utili strumenti per garantire il "giusto nutrimento"a questi soggetti. La scuola italiana non è, però, ancora preparata a fornire il giusto supporto e offrire adeguate risposte ai bambini ad alto potenziale che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono costretti a vivere situazioni di smarrimento e disallineamento con i propri pari. Possedere un alto potenziale cognitivo non è garanzia di successo e di felicità nella vita perché comporta il fatto di essere diversi (pensiero, ragionamento, sviluppo cognitivo anticipato) ma anche bambini ipersensibili. C'è una profonda asimmetria nello sviluppo del bambino plusdotato sia dal punto di vista emotivo e sia da quello intellettivo; ad un livello cognitivo sopra la media non corrisponde una maturità emotiva e relazionale insieme ad una scarsa capacità di giudizio. Si tratta di individui che, per quanto riguarda la sfera intellettiva, non seguono i ritmi evolutivi standard e rispetto alla loro età anagrafica mostrano delle capacità paragonabili a quelle degli adulti; le abilità fisiche, invece, sono allineate all'età cronologica. Tale fatto provoca un elevato stress emotivo ed un forte disagio sociale nel bambino/ragazzo, il quale non riesce a rispecchiarsi in un gruppo di appartenenza. Più alto è il quoziente intellettivo, più alta sarà la probabilità di sviluppare problemi di varia natura: emotivi, psicologici, comportamentali. In questo caso diventa opportuno adottare uno stile parentale, una educazione e un metodo di insegnamento specifico, per offrire occasioni di sviluppo a questi soggetti del loro potenziale.
Abstract/Sommario: I media possono orientare le scelte delle persone, in particolare quelle dei bambini. In questo articolo l'autrice spiega come sia possibile che ciò avvenga e offre strumenti utili agli insegnanti per accrescere nei bambini la consapevolezza del mondo della televisione e della pubblicità. Per modificare a fin di bene i gusti dei bambini i ricercatori si sono avvalsi della tecnica del condizionamento, il quale dimostra come si possono orientare le scelte delle persone, e in particolare ...; [Leggi tutto...]
I media possono orientare le scelte delle persone, in particolare quelle dei bambini. In questo articolo l'autrice spiega come sia possibile che ciò avvenga e offre strumenti utili agli insegnanti per accrescere nei bambini la consapevolezza del mondo della televisione e della pubblicità. Per modificare a fin di bene i gusti dei bambini i ricercatori si sono avvalsi della tecnica del condizionamento, il quale dimostra come si possono orientare le scelte delle persone, e in particolare quelle dei bambini, senza appellarsi alla riflessione, alla comprensione oppure al senso di responsabilità ma, escogitando una narrazione attraente, delle gag divertenti, e attivando pulsioni o emozioni da parte degli spettatori. In alcuni video educativi, si è visto che, le pulsioni ed emozioni attivate sono state la voglia di partecipare, vincere, avere successo; le stesse, cioè, che sono attivate dal marketing di massa per convincere i potenziali acquirenti. Considerando il fatto che, i bambini, più degli adulti, tendono ad identificarsi nei personaggi a loro attraenti, non è un caso che oggi si assiste ad una pubblicità sullo schermo che utilizza i minori come venditori di qualsiasi cosa (giocattoli, merendine, scarpe ma anche detersivi e automobili). C'è una tendenza, quindi, ad "adultizzare" i bambini nella nostra società, cioè ad attribuire loro gusti, linguaggio e pensieri dei grandi in una specie di rispecchiamento dell'adulto nel bambino.