Abstract/Sommario: Una ricerca recente ha individuato alcune correlazioni tra la scoliosi idopatica in adolescenza e i disturbi alimentari, cosa che risulta non rispondente all'esperienza clinica degli autori. Per questo si è voluta verificare questa ipotesi esaminando i casi di 187 ragazze e confrontandole con 93 coetanee nella norma. A tutte è stato somministrato il questionario EAT-26, nella versione standardizzata in italiano, per rilevare le abitudini e i disturbi alimentari. I dati ottenuti sono st ...; [Leggi tutto...]
Una ricerca recente ha individuato alcune correlazioni tra la scoliosi idopatica in adolescenza e i disturbi alimentari, cosa che risulta non rispondente all'esperienza clinica degli autori. Per questo si è voluta verificare questa ipotesi esaminando i casi di 187 ragazze e confrontandole con 93 coetanee nella norma. A tutte è stato somministrato il questionario EAT-26, nella versione standardizzata in italiano, per rilevare le abitudini e i disturbi alimentari. I dati ottenuti sono stati incrociati con alcuni valori della massa corporea. L'incidenza dei disturbi alimentari in questo gruppo è risultata leggermente al di sotto di quella rilevata nella popolazione in genrale e questo contrasterebbe con quanto emerso nel recente studio citato.
Abstract/Sommario: La mutazione nel gene X della proteina denominata Methyl-CpG si presenta con una percentuale del 97% nei casi diagnosticati con Sindrome di Rett che colpisce in particolare le femmine. L'evoluzione dei sintomi di questa sindrome è problematica in quanto, a una prima condizione asintomatica, segue una veloce forma degenarativa neurologica e una successiva stabilizzazione. Gli studiosi hanno folicazzato l'attenzione negli ultimi anni sulla fase che precede la forma regressiva per coglier ...; [Leggi tutto...]
La mutazione nel gene X della proteina denominata Methyl-CpG si presenta con una percentuale del 97% nei casi diagnosticati con Sindrome di Rett che colpisce in particolare le femmine. L'evoluzione dei sintomi di questa sindrome è problematica in quanto, a una prima condizione asintomatica, segue una veloce forma degenarativa neurologica e una successiva stabilizzazione. Gli studiosi hanno folicazzato l'attenzione negli ultimi anni sulla fase che precede la forma regressiva per coglierne i segnali e poter intervenire terapeuticamente prima che il sistema nervoso ancora in formazione venga colpito dalla fase degenerativa della sindrome. Gli autori presentano quanto è emerso recentemente dai loro studi su questa fase preregressiva della sindrome di Rett prendendo in considerazione in particolare le fasi dello sviluppo del linguaggio con la videanalisi.
Abstract/Sommario: Recentemente sono stati individuati nuovi strumenti per cogliere le caratteristiche dell'autismo nel setting clinico. Gli autori hanno valutato la sensibilità e specificità della Child Behavior Check List 1½-5. Incrociando i dati raccolti con tre gruppi distinti di bambini con sviluppo tipico o con tratto autistico, è stato possibile valutare la validità dello strumento in esame. Le differenze colte nei diversi gruppi indicano che la scala è valida con costi bassi e di veloce somminist ...; [Leggi tutto...]
Recentemente sono stati individuati nuovi strumenti per cogliere le caratteristiche dell'autismo nel setting clinico. Gli autori hanno valutato la sensibilità e specificità della Child Behavior Check List 1½-5. Incrociando i dati raccolti con tre gruppi distinti di bambini con sviluppo tipico o con tratto autistico, è stato possibile valutare la validità dello strumento in esame. Le differenze colte nei diversi gruppi indicano che la scala è valida con costi bassi e di veloce somministrazione. Gli autori suggeriscono di iniziare ad utilizzare questo stumento in studi con una popolazione più generalizzata.
Abstract/Sommario: Gli autori hanno esaminato 14 studi sperimentali condotti per valutare le preferenze espresse da persone con disabilità evolutiva e pubblicati su riviste scientifiche tra il 1985 e il 2012. Gli studi sono stati valutati in base a sei variabili: numero di partecipanti, tipo di disabilità, numero e tipo di stimoli, durata media della somministrazione e rigore delle procedure. Gli studi sono stati classificati anche in termini di validità predittiva e di coerenza dei risultati della valut ...; [Leggi tutto...]
Gli autori hanno esaminato 14 studi sperimentali condotti per valutare le preferenze espresse da persone con disabilità evolutiva e pubblicati su riviste scientifiche tra il 1985 e il 2012. Gli studi sono stati valutati in base a sei variabili: numero di partecipanti, tipo di disabilità, numero e tipo di stimoli, durata media della somministrazione e rigore delle procedure. Gli studi sono stati classificati anche in termini di validità predittiva e di coerenza dei risultati della valutazione delle preferenze. I risultati ottenuti suggeriscono che le procedure di valutazione della preferenza possono produrre previsioni più accurate sugli effetti di rinforzamento di stimoli identificati e sui risultati delle preferenze più importanti. I risultati sono discussi in relazione alla letteratura precedente.
Abstract/Sommario: L'articolo riporta i dati raccolti da una ricerca epidemiologica condotta nelle regione di Orebro in Svezia. Sono stati esaminati tutti i casi di deficit intellettivo registrati nel teritorio per rilevare l'incidenza dei comportamenti problematici e la loro tipologia in età adulta. Per questo studio è stata utilizzata la Behavior Problems Inventory e sono emersi 915 casi con comportamenti autolesivi, aggressività e stereotipie (il 72% della popolazione complessiva). Se a questi si asso ...; [Leggi tutto...]
L'articolo riporta i dati raccolti da una ricerca epidemiologica condotta nelle regione di Orebro in Svezia. Sono stati esaminati tutti i casi di deficit intellettivo registrati nel teritorio per rilevare l'incidenza dei comportamenti problematici e la loro tipologia in età adulta. Per questo studio è stata utilizzata la Behavior Problems Inventory e sono emersi 915 casi con comportamenti autolesivi, aggressività e stereotipie (il 72% della popolazione complessiva). Se a questi si assommano quanti presentano carattere oppositivo si arriva all'80,3% della popolazione complessiva. La gravità della disabilità incide sulla presenza dei comportamenti problematici che vanno dal disturbo del sonno, all'ipersensibililtà sensoriale, alle incompetenze comunicative e all'autismo. La metà dei casi rilevati è seguita con cura farmacologica (farmaci psicotropi) e la frequenza dei comportamenti decresce nella popolazione anziana. I dati non si discostano da quanto rilevato in altri studi.
Abstract/Sommario: L'attività sportiva come il Torball può essere un importante strumento per andare incontro alle difficoltà di autostima, ai bassi livelli psicologici e alle difficoltà nelle abilità sociali riscontrate nelle persone non vedenti. Gli autori hanno condotto una ricerca su 17 adulti non vedenti che praticavano torball a livello agonistico e hanno confrontato i dati con un gruppo di controllo formato da 13 coetanei sempre non vedenti che non praticavano questo sport. Sono state utilizzate l ...; [Leggi tutto...]
L'attività sportiva come il Torball può essere un importante strumento per andare incontro alle difficoltà di autostima, ai bassi livelli psicologici e alle difficoltà nelle abilità sociali riscontrate nelle persone non vedenti. Gli autori hanno condotto una ricerca su 17 adulti non vedenti che praticavano torball a livello agonistico e hanno confrontato i dati con un gruppo di controllo formato da 13 coetanei sempre non vedenti che non praticavano questo sport. Sono state utilizzate la SCL-90-R (90 items) che indaga la presenza di sintomi riconducibili a disturbi psicologici e la PWB Scale (84 items) che valuta i livelli di benessere psicologico. I risultati di questo studio indicano che i non vedenti praticanti Torball hanno: migliori livelli di benessere psicologico, meno disturbi sintomatici e minore restrizione della partecipazione sociale. Le indicazioni sono in linea con la letteratura che associa l’attività fisica con una minore possibilità di sviluppare disturbi sintomatici e bassi livelli di benessere. Tali risultati sono probabilmente dovuti alle situazioni ambientali che la pratica sportiva comporta. Gli autori concludono che la pratica del Torball dovrebbe essere incentivata e promossa, anche in virtù dei benefici fisici che provoca e dei costi ragionevoli per la sua pratica.