Abstract/Sommario: Da diverse ricerche e studi si è notato che stimolare la retina con corrente di bassa intensità può favorire la conservazione della vitalità dei fotorecettori, in quanto gli impulsi elettrici sarebbero in grado di rallentare la progressione del processo fisiopatologico della retinite pigmentosa ed anche di altre malattie di carattere ereditario che riguardano la retina. E' stata poi dimostrata, anche, l'efficacia dell'elettrostimolazione nel trattamento terapeutico della retina, soprat ...; [Leggi tutto...]
Da diverse ricerche e studi si è notato che stimolare la retina con corrente di bassa intensità può favorire la conservazione della vitalità dei fotorecettori, in quanto gli impulsi elettrici sarebbero in grado di rallentare la progressione del processo fisiopatologico della retinite pigmentosa ed anche di altre malattie di carattere ereditario che riguardano la retina. E' stata poi dimostrata, anche, l'efficacia dell'elettrostimolazione nel trattamento terapeutico della retina, soprattutto negli studi condotti negli anni 2014-2016: EST2 e TESOLA. Il primo studio ha evidenziato una riduzione della perdita del campo visivo e miglioramento della retina alla reazione della luce; il secondo ha adottato un apparecchio che consente di applicare la stimolazione in modo autonomo grazie all'inserimento di un programma terapeutico preparato dal medico oculista e inserito poi nell'apparecchio tramite chiavetta USB.
Abstract/Sommario: Questo articolo trae spunto dall'ultimo evento (del 22/03 u.s.) organizzato dall'Ordine dei Psicologi del Lazio, intitolato "L'intervento psicologico nel mondo dell'ipovisione" che rappresenta l'occasione per rinforzare il legame esistente tra la disabilità visiva e la psicologia con lo scopo di ottenere da entrambi una conoscenza reciproca, perché, se da un lato risulta evidente l'aiuto che la psicologia può dare alla disabilità visiva e a coloro che ne sono affetti, dall'altro la sen ...; [Leggi tutto...]
Questo articolo trae spunto dall'ultimo evento (del 22/03 u.s.) organizzato dall'Ordine dei Psicologi del Lazio, intitolato "L'intervento psicologico nel mondo dell'ipovisione" che rappresenta l'occasione per rinforzare il legame esistente tra la disabilità visiva e la psicologia con lo scopo di ottenere da entrambi una conoscenza reciproca, perché, se da un lato risulta evidente l'aiuto che la psicologia può dare alla disabilità visiva e a coloro che ne sono affetti, dall'altro la sensibilizzazione verso quest'ultima non è un argomento solo sociale e culturale, ma anche professionale e ciò significa che deve rivolgersi a tutti, estendere alla educazione professionale e prima di tutto a quella dell'aiuto psicologico. Un psicologo che ha di fronte un paziente cieco o ipovedente ha la necessità di essere educato, afferma l'autore, alla complessità della disabilità visiva; ciò significa di liberarsi dai pregiudizi diagnostici, sociali e personali e conoscere le differenze che esistono nell'universo della disabilità visiva.