Abstract/Sommario: L'articolo tratta dell'esperienza dell'autore che collabora con la Scuola Nazionale Cani Guida Ciechi di Scandicci-Firenze della Regione Toscana la cui nascita risale al 25 settembre 1929, con la consegna dei primi tre cani. Questa scuola ha iniziato ad addestrare cani per un abbinamento con una persona non vedente, ma un secolo fa circa le scuole di tale tipo erano già nate in centro Europa e negli Stati Uniti. Il cane guida è un ottimo ausilio per la mobilità delle persone con disabi ...; [Leggi tutto...]
L'articolo tratta dell'esperienza dell'autore che collabora con la Scuola Nazionale Cani Guida Ciechi di Scandicci-Firenze della Regione Toscana la cui nascita risale al 25 settembre 1929, con la consegna dei primi tre cani. Questa scuola ha iniziato ad addestrare cani per un abbinamento con una persona non vedente, ma un secolo fa circa le scuole di tale tipo erano già nate in centro Europa e negli Stati Uniti. Il cane guida è un ottimo ausilio per la mobilità delle persone con disabilità visiva ed infatti, durante l'addestramento ricevuto alla scuola il cane svolge una serie di compiti ma lascia, però in precisi momenti, le scelte decisionali al suo padrone, cioè conduttore. Inoltre, il lavoro svolto dalla commissione della scuola di Scandicci ha permesso, negli anni, di notare situazioni di miglioramento nella vita quotidiana di pazienti ciechi. La persona con disabilità visiva può raggiungere condizioni generali ottimali grazie all'ausilio del proprio cane guida, sia nell'orientamento e nella mobilità e sia nella sua condizione fisica (atta a sostenere le andature con il cane) e sia, infine, nelle autonomie personali (che consentiranno poi una presa in carico completa del proprio cane) e che favoriscono la sua salute fisiologica ed emotiva. Sono state individuate situazioni di miglioramento non solo nel campo della mobilità in alcune persone cieche e nel campo delle proprie autonomie personali ma anche in relazione a situazioni sanitarie e ad alcune patologie (diabete, malattie dell'apparato cardiaco e respiratorio) oltre che nelle situazioni di carattere psicologico clinico. In questi casi la preparazione individuale al cane guida ha rappresentato la molla motivazionale che ha innescato un processo di guarigione.
Abstract/Sommario: E' una storia lontana ma più vicina che mai, una storia nella grande Storia che racchiude tutte le conquiste socio-culturali delle persone cieche e ipovedenti che sono oggi in atto: è quella degli aerofonisti ciechi della Seconda Guerra Mondiale. I disabili e i ciechi che avevano riportato delle ferite durante i combattimenti della Prima Guerra Mondiale o per patologie o per incidenti sul lavoro venivano scartate poi dal servizio militare perché ritenute non idonee e una simile esclusi ...; [Leggi tutto...]
E' una storia lontana ma più vicina che mai, una storia nella grande Storia che racchiude tutte le conquiste socio-culturali delle persone cieche e ipovedenti che sono oggi in atto: è quella degli aerofonisti ciechi della Seconda Guerra Mondiale. I disabili e i ciechi che avevano riportato delle ferite durante i combattimenti della Prima Guerra Mondiale o per patologie o per incidenti sul lavoro venivano scartate poi dal servizio militare perché ritenute non idonee e una simile esclusione significava allora una eventuale esclusione sociale. In quel periodo nel quale l'Italia si preparava ad entrare in guerra e non era stato ancora inventato il radar, la sola tecnologia capace di anticipare un attacco aereo nemico era quella dell'aerofono, apparecchio molto ingombrante che si occupava di ricevere le onde acustiche e di intensificarle, in modo da captare i rumori a lunga distanza. In questi casi il lavoro svolto dall'aerofonista era il punto di partenza del sistema antiaereo e il cui ascolto informava poi gli ufficiali della direzione degli aerei nemici. Questo ruolo importante, grazie all'interessamento dell'Unione Italiana Ciechi (già esistente sul territorio nazionale da 20 anni) venne affidato a persone non vedenti. Anche se l'idea, maturata in una situazione storica, politica, tecnologica e sociale arretrata (e in piena emergenza) di affidare tale scelta alle persone cieche di un compito importante che riguardava la difesa del Paese, ha ancora oggi un alto valore; ciò perché la persona non vedente si serve più facilmente della funzione uditiva, come del resto degli altri sensi utilizzandoli ed affidandosi ad essi nella loro vita quotidiana.