Abstract/Sommario: Le autrici fanno parte, da molti anni, di un gruppo di lavoro che conduce ricerche sui processi cognitivi dei bambini con disabilità intellettiva, allo scopo di trovare le modalità più idonee per favorirli nei loro apprendimenti scolastici ed anche nella loro vita quotidiana. La disabilità intellettiva riguarda quelle situazioni in cui si hanno rallentamenti dello sviluppo cognitivo dei bambini che ne sono affetti e che coinvolgono tutta la loro vita quotidiana, cominciando dal fatto c ...; [Leggi tutto...]
Le autrici fanno parte, da molti anni, di un gruppo di lavoro che conduce ricerche sui processi cognitivi dei bambini con disabilità intellettiva, allo scopo di trovare le modalità più idonee per favorirli nei loro apprendimenti scolastici ed anche nella loro vita quotidiana. La disabilità intellettiva riguarda quelle situazioni in cui si hanno rallentamenti dello sviluppo cognitivo dei bambini che ne sono affetti e che coinvolgono tutta la loro vita quotidiana, cominciando dal fatto che i loro apprendimenti scolastici risultano esserne coinvolti. In questo campo importanti sono le funzioni esecutive, cioè un insieme di processi cognitivi (memoria di lavoro, pianificazione, attenzione, flessibilità cognitiva) che permettono di svolgere determinati processi, come ad esempio tenere a mente dei numeri mentre si fa un calcolo. Tali funzioni c'è da dire supportano gli apprendimenti scolastici in tutti i bambini e non solo in quelli con disabilità intellettiva e allo stesso tempo, supportano le varie abilità quotidiane. Da ciò scaturisce il fatto che è importante, per i bambini aventi disabilità intellettiva che fanno più fatica a capire ed a elaborare i loro compiti, il lavoro svolto dagli insegnanti sulle funzioni esecutive fin dall'età prescolare, in modo continuativo e con dei percorsi adatti per agevolare la costruzione delle basi dei futuri apprendimenti.
Abstract/Sommario: Il tema affrontato, in questo articolo, è quello della vergogna, sentimento molto intricato col quale il bambino si deve confrontare nell'ambito della sua vita scolastica e quotidiana: Essa è uno stato d'animo complesso che coinvolge molti elementi sia di tipo pulsionale e sia di tipo cognitivo e relazionale. La vergogna e anche l'imbarazzo sono delle emozioni appartenenti alla stessa categoria ma hanno intensità e durata diverse; esse rimandano al disagio che il bambino prova quando t ...; [Leggi tutto...]
Il tema affrontato, in questo articolo, è quello della vergogna, sentimento molto intricato col quale il bambino si deve confrontare nell'ambito della sua vita scolastica e quotidiana: Essa è uno stato d'animo complesso che coinvolge molti elementi sia di tipo pulsionale e sia di tipo cognitivo e relazionale. La vergogna e anche l'imbarazzo sono delle emozioni appartenenti alla stessa categoria ma hanno intensità e durata diverse; esse rimandano al disagio che il bambino prova quando teme il giudizio e la valutazione dell'altro o degli altri. Se la vergogna viene associata a pensieri negativi o ad esperienze di derisione del corpo o di offese sul comportamento, provocando sensazioni di disagio e di imbarazzo, alla fine si manifestano, nel soggetto, azioni di aggressività e di rabbia verso se stessi; da ciò compare, poi, il senso di colpa, cioè il bambino si sente come un essere sbagliato e pensa che se gli altri lo deridono e lo prendono in giro è perché se lo merita con il suo comportamento sbagliato. A scuola, poi, la vergogna è una delle emozioni sociali più intense che il bambino può sperimentare; infatti, essa è determinata dal fatto che è possibile essere rimproverato o svalutato davanti agli altri. Una reazione forte e immediata è quella dell'arrossire ed anche il bambino più piccolo può sperimentare questo stato d'animo.
Abstract/Sommario: E' noto che i sintomi dell'ADHD riguardano la disattenzione, l'iperattività e l'impulsività e che l'esordio di essi è evidente già nella prima infanzia. Secondo alcune ricerche gli studiosi hanno identificato l'autoregolazione come deficit core dell'ADHD, in quanto tale disturbo è caratterizzato da una compromissione dell'equilibrio tra sistema cognitivo, sistema emotivo e sistema comportamentale (questi sono necessari per l'adattamento funzionale alla vita sociale e familiare). Uno de ...; [Leggi tutto...]
E' noto che i sintomi dell'ADHD riguardano la disattenzione, l'iperattività e l'impulsività e che l'esordio di essi è evidente già nella prima infanzia. Secondo alcune ricerche gli studiosi hanno identificato l'autoregolazione come deficit core dell'ADHD, in quanto tale disturbo è caratterizzato da una compromissione dell'equilibrio tra sistema cognitivo, sistema emotivo e sistema comportamentale (questi sono necessari per l'adattamento funzionale alla vita sociale e familiare). Uno dei processi fondamentali dell'autoregolazione è l'inibizione, la quale consente un ritardo della risposta a fronte di una attivazione delle funzioni esecutive (memoria di lavoro, attenzione, elaborazione, problem solving) ritenute utili per mettere in atto i comportamenti adeguati alla situazione. Nella sindrome dell'ADHD si ha, invece, che l'inibizione è disfunzionale e si ottiene un malfunzionamento anche nelle altre abilità dell'individuo, un esempio è dato dalla regolazione emotiva; infatti, questo deficit provoca il non-controllo delle emozioni e successivi comportamenti che ovviamente hanno ricadute sul piano delle relazioni sociali con eventuale isolamento. Ciò implica nel soggetto interessato un aumento del rischio di scarso rendimento scolastico e lavorativo, bassa autostima e immagine di sé negativa. L'autrice afferma che interventi basati sulla autoregolazione permetterebbero a questi soggetti con ADHD la riduzione dei loro problemi (sociali, personali e scolastici) dovuti all'ADHD; in particolare, negli individui con ADHD in età evolutiva, secondo l'autrice, occorre lavorare mediante un intervento adatto che riesce a potenziare l'autoregolazione sul comportamento, sulla attenzione e sulle emozioni in modo diretto e indiretto.
Abstract/Sommario: I due autori, in questo caso, hanno scritto due articoli: il 1° concerne "Lo stress degli insegnanti" affermando che sostenere il benessere personale e professionale degli insegnanti di sostegno previene il rischio di esaurimento psico-fisico-sociale e di burnout. In questi casi risulta importante ricorrere ad una figura professionale adatta, il psicologo scolastico, che può essere una risorsa nel facilitare relazioni positive tra l'insegnante di sostegno e le altre persone coinvolte. ...; [Leggi tutto...]
I due autori, in questo caso, hanno scritto due articoli: il 1° concerne "Lo stress degli insegnanti" affermando che sostenere il benessere personale e professionale degli insegnanti di sostegno previene il rischio di esaurimento psico-fisico-sociale e di burnout. In questi casi risulta importante ricorrere ad una figura professionale adatta, il psicologo scolastico, che può essere una risorsa nel facilitare relazioni positive tra l'insegnante di sostegno e le altre persone coinvolte. Il 2° parte dalla concezione che la collaborazione tra professionisti della valutazione psicologica ed insegnanti (tra cui quello di sostegno) è un obiettivo prioritario per un intervento scolastico mirato. Nel caso preso in esame dai due autori "Giovanni e la sindrome di X fragile" (dove Giovanni è un nome di fantasia) sono presentati i dati clinici, le caratteristiche della sindrome e le riflessioni e i suggerimenti operativi per la scuola. Per sostenere lo sviluppo cognitivo dei bambini con disabilità i due autori affermano che è indispensabile la collaborazione tra gli specialisti e in più la collaborazione tra genitori ed insegnanti, allo scopo di individuare gli interventi educativi necessari.
Abstract/Sommario: Il 1° articolo scritto da Angelica Moè riguarda il lavoro in team "Empatia e benessere": Promuovere l'empatia consente di facilitare le relazioni e di favorire il benessere individuale e organizzativo. Per rafforzare l'empatia ed entrare davvero in relazione con l'altro è importante procedere per passi. Il 2° articolo di Giuliana Pinto riguarda la costruzione di relazioni "Diversi è meglio": La varietà culturale e socio-economica degli allievi in classe offre loro numerosi vantaggi. La ...; [Leggi tutto...]
Il 1° articolo scritto da Angelica Moè riguarda il lavoro in team "Empatia e benessere": Promuovere l'empatia consente di facilitare le relazioni e di favorire il benessere individuale e organizzativo. Per rafforzare l'empatia ed entrare davvero in relazione con l'altro è importante procedere per passi. Il 2° articolo di Giuliana Pinto riguarda la costruzione di relazioni "Diversi è meglio": La varietà culturale e socio-economica degli allievi in classe offre loro numerosi vantaggi. La scuola rappresenta il contesto che più di ogni altro offre a bambini e ragazzi un terreno di un incontro ricco e proficuo con la varietà, cioè il diverso da sé. Il 3° affronta il tema dell'ascoltare i ragazzi adolescenti "Anna e il qui e ora": è il caso di Anna, una ragazza di 16 anni, figlia di genitori separati, la quale nonostante si imponeva di apprezzare ciò che le offriva il momento presente, c'era sempre qualcosa che glielo impediva. Le inquietudini, i ricordi, le aspettativa tutto concorreva a costruire il momento presente nella ragazza e qualche minuscolo aspetto di sé. Il 4° articolo riguarda il contributo di Luisa Lauretta "Fare esperienze: Un mondo di relazioni". L'autrice afferma che ogni gruppo classe è un sistema formato da più membri, il quale ha una struttura propria con propri scopi e relazioni con gli altri gruppi e quindi, la sua vera essenza non è tanto la somiglianza o la dissomiglianza tra i suoi vari membri ma la loro interdipendenza.
Abstract/Sommario: Questo dossier comprende 3 articoli che riguarda il tema delle abilità relazionali. Il 1° di Angelica Moè "Tenere aperto il dialogo": Sentire ciò che l'altro prova e pensare a come aiutarlo senza giudicarlo permette di usare la comunicazione più efficace per stare nel dialogo. Un ascolto empatico consente di percepire come si sente l'altro. non giudicarlo per i risultati ma fargli capire che gli si vuole bene. Il 2° è di Sandra Giordano "Empatia e relazioni": L'empatia nella relazione ...; [Leggi tutto...]
Questo dossier comprende 3 articoli che riguarda il tema delle abilità relazionali. Il 1° di Angelica Moè "Tenere aperto il dialogo": Sentire ciò che l'altro prova e pensare a come aiutarlo senza giudicarlo permette di usare la comunicazione più efficace per stare nel dialogo. Un ascolto empatico consente di percepire come si sente l'altro. non giudicarlo per i risultati ma fargli capire che gli si vuole bene. Il 2° è di Sandra Giordano "Empatia e relazioni": L'empatia nella relazione educativa consente di trattare adeguatamente tutti gli alunni, soprattutto quelli in difficoltà. La partecipazione emotiva può portare soddisfazione e senso di efficacia personale, ma anche essere fonte di stress. Il 3° riguarda il contributo di Annella Bartolomeo "La relazione scuola-famiglia": Relazioni efficaci e produttive tra famiglie e scuola sono fondamentali per il benessere scolastico degli alunni; infatti, quando genitori e insegnanti collaborano in modo positivo, si riscontrano alla fine miglioramenti negli apprendimenti degli alunni.