Abstract/Sommario: L'autore lo definisce Padre nobile della cultura e della pratica dell'inclusione scolastica con il suo principio definito "contaminazione", intesa come contaminazione di idee e di cultura che fu sempre base del suo agire quotidiano e del suo insegnamento. Fu un tenace esempio di civiltà a favore della convivenza, del rispetto e dell'attenzione dovuti a ciascun essere umano senza distinzioni o discriminazioni. Giovane docente di pedagogia speciale, il suo cammino ebbe inizio a Bologna, ...; [Leggi tutto...]
L'autore lo definisce Padre nobile della cultura e della pratica dell'inclusione scolastica con il suo principio definito "contaminazione", intesa come contaminazione di idee e di cultura che fu sempre base del suo agire quotidiano e del suo insegnamento. Fu un tenace esempio di civiltà a favore della convivenza, del rispetto e dell'attenzione dovuti a ciascun essere umano senza distinzioni o discriminazioni. Giovane docente di pedagogia speciale, il suo cammino ebbe inizio a Bologna, con il libro "Il bambino che non sarà mai padrone" dove propugnava un modo diverso di stare a scuola, di vivere l'atto educativo, di promuovere l'istruzione innanzitutto come gesto di accoglienza, come passo da compiere verso l'altro, come apertura verso l'altro, in una contaminazione nella quale il Tu e l'Io diventano Noi.