Abstract/Sommario: Continua la rassegna dei giochi di sociatà che hanno caratterizzato l'infanzia di tanti bambini passata in cortile durante le calde giornate estive. La sediolina d'oro (sedia del Papa) non era un gioco con regole o con modalità di partecipazione precise, consisteva nello stare seduto sul sedile formato dalle mani intrecciate di due compagni. Tutti gli anziani parlano di questo seggiolino con il momento finale di ribaltamento che faceva saltare, atterrare al suolo e così ricominciare co ...; [Leggi tutto...]
Continua la rassegna dei giochi di sociatà che hanno caratterizzato l'infanzia di tanti bambini passata in cortile durante le calde giornate estive. La sediolina d'oro (sedia del Papa) non era un gioco con regole o con modalità di partecipazione precise, consisteva nello stare seduto sul sedile formato dalle mani intrecciate di due compagni. Tutti gli anziani parlano di questo seggiolino con il momento finale di ribaltamento che faceva saltare, atterrare al suolo e così ricominciare con altrettanta soddisfazione un'altra sequenza della sediolina. La sequenza non era di lunga durata, ma portava con sé una gioia completa tale che un "trono regale" non poteva racchiudere in sé. L'autrice collega a questo vecchio gioco anche la storia dell'origine di una creazione della città di Chiavari, un apprezzato manufatto di legno pregiato e paglia intrecciata, noto soprattutto agli intenditori dell'intaglio. Lo scaricabarile o cavallina era forse uno dei giochi più semplici e vecchi del mondo, poiché "le spese d'impianto" erano praticamente nulle: occorreva solo saper saltare e avere qualche compagno disposto a piegarsi. Alcuni ragazzini facevano a pari e dispari: tre di loro perdevano e dovevano piegare la schiena, appoggiandosi al muro. Gli altri saltavano in groppa e cercavano di stare in questa posizione il più a lungo possibile, senza scivolare o poggiare i piedi per terra, mentre quelli sotto cercavano di resistere alla fatica, per un tempo stabilito.