Fioriti, Francesco Ettore
Abstract/Sommario: Alcuni studi dimostrano che il comportamento stereotipato ha una prevalenza non residuale nei disturbi del neurosviluppo in generale ed è ancora più rilevante nella disabilità grave e gravissima (Schroeder, 1991). Più del 72% dei bambini con diagnosi di disturbi dello spettro autistico esibisce alcune forme di stereotipie (Matson, 2009). I comportamenti disadattivi nelle persone con disturbi del neurosviluppo possono costituire un rilevante ostacolo al processo di apprendimento e di in ...; [Leggi tutto...]
Alcuni studi dimostrano che il comportamento stereotipato ha una prevalenza non residuale nei disturbi del neurosviluppo in generale ed è ancora più rilevante nella disabilità grave e gravissima (Schroeder, 1991). Più del 72% dei bambini con diagnosi di disturbi dello spettro autistico esibisce alcune forme di stereotipie (Matson, 2009). I comportamenti disadattivi nelle persone con disturbi del neurosviluppo possono costituire un rilevante ostacolo al processo di apprendimento e di inclusione sociale. Le persone in condizione di gravità mostrano comportamenti comunicativi ristretti; quindi spesso la medesima topografia di comportamenti stereotipati può assumere nei diversi contesti funzioni molto differenti. Il seguente articolo ha lo scopo di illustrare una procedura di Analisi Funzionale Sperimentale modificata condotta in 3 contesti diversi, che vede come protagonista un ragazzo di 18 anni che presenta comportamenti stereotipati/automatici quali: sfarfallare le mani davanti agli occhi, schioccare la lingua, colpirsi la nuca a mano aperta, girare su se stesso, saltellare, urlare portando le mani alle orecchie. Questi comportamenti possono assumere funzioni differenti nei differenti contesti di vita, come dimostrato dalla ricerca esposta di seguito.