Abstract/Sommario: Pochi studi hanno preso in considerazione la qualiltà del sonno negli anziani con deficit intellettivo e gli autori continuano a ricercare i fattori collegati al disturbo del sonno in questa popolazione. I dati forniti nell'articolo sono stati estrapolati da una ricerca più ampia condotta sui problemi di salute negli anziani con disabilità intellettiva. Sono stati esaminati 551 casi per sette notti e giorni continuativi in relazione all'attività motoria e rilevando anche il tempo trasc ...; [Leggi tutto...]
Pochi studi hanno preso in considerazione la qualiltà del sonno negli anziani con deficit intellettivo e gli autori continuano a ricercare i fattori collegati al disturbo del sonno in questa popolazione. I dati forniti nell'articolo sono stati estrapolati da una ricerca più ampia condotta sui problemi di salute negli anziani con disabilità intellettiva. Sono stati esaminati 551 casi per sette notti e giorni continuativi in relazione all'attività motoria e rilevando anche il tempo trascorso a letto, i periodi di sonnolenza, il risvegliio e la qualità del sonno come variabili. I dati indicano che la media del sonno nell'arco della giornata è di 630 minuti e non dipende dall'età, dallo stare in carrozzina e dal tipo di residenza. I problemi maggiori legati al sonno sono risultati la mancata regolarità del sonno, il tempi brevi e il risvegliarsi troppo presto. In conclusione, questi anziani passano molto tempo a letto ed hanno grandi problemi per il sonno.
Abstract/Sommario: Utilizzando la Modified Overt Aggression Scale, nell'arco di cinque anni sono stati rilevati vari tipi di episodi di aggressività da parte di 421 pazienti. Gli autori hanno indagato sulla possibilità di prevedere il rischio di manifestazione di episodi aggressivi nei pazienti utilizzando la Adult Behavior Checklist e la Dynamic Risk Outcome Scale. Da quanto rilevato risulta che ogni utente ha almeno un episodio aggressivo alla settimana e che la percentuale è dieci volte maggiore al mo ...; [Leggi tutto...]
Utilizzando la Modified Overt Aggression Scale, nell'arco di cinque anni sono stati rilevati vari tipi di episodi di aggressività da parte di 421 pazienti. Gli autori hanno indagato sulla possibilità di prevedere il rischio di manifestazione di episodi aggressivi nei pazienti utilizzando la Adult Behavior Checklist e la Dynamic Risk Outcome Scale. Da quanto rilevato risulta che ogni utente ha almeno un episodio aggressivo alla settimana e che la percentuale è dieci volte maggiore al momento dell'ammissione nella struttura. Il miglior predittore dell'aggressività è il manifestarsi di episodi all'inizio del trattamento, come anche la carenze di abilità di soluzione dei problemi e l'impulsività.
Abstract/Sommario: Scarseggiano le informazioni sulla percezione del dolore da parte di persone istituzionalizzate con disabilità intellettiva e la causa maggiore sembra essere la difficoltà legata ai loro problemi di comunicazione. Gli autori hanno esaminato i dati disponibili sul dolore relativi a pazienti disabili ricoverati in una struttura residenziale. Agli operatori è stato chiesto di compilare una scheda caratterizzata da una rating scale a 11 punti e di effettuare una valutazione comportamentale ...; [Leggi tutto...]
Scarseggiano le informazioni sulla percezione del dolore da parte di persone istituzionalizzate con disabilità intellettiva e la causa maggiore sembra essere la difficoltà legata ai loro problemi di comunicazione. Gli autori hanno esaminato i dati disponibili sul dolore relativi a pazienti disabili ricoverati in una struttura residenziale. Agli operatori è stato chiesto di compilare una scheda caratterizzata da una rating scale a 11 punti e di effettuare una valutazione comportamentale relativa al dolore utilizzando la Rotterdam Elderly Pain Observation Scale REPOS o la Checklist Pain Behavior CPB. I dati raccolti indicano che il 18% dei casi in esame ha provato dolore nella settimana di osservazione o in quella precedente e che il 30% dei 255 casi ha provato dolore in tutti e due i periodi, ma la maggioranza di loro non ha ricevuto cure farmacologiche anche in presenza di punteggi elevati. Gli autori valutano che circa un quinto dei casi esaminati provi dolore e questa stima è inferiore ad altri studi, facendo ipotizzare che gli assistenti sottostimino questo dato nei soggetti ricoverati in istituto. Gli autori raccomandano la dotazione di un protocollo che preveda anche l'utilizzo di strumenti di valutazione.
Abstract/Sommario: Gli autori presentano l'esito di due studi finalizzati a valutare la opportunità offerte da alcune tecnologie per aiutare persone con Alzheimer a svolgere attività e fare spostamenti. Nel primo studio sono state utilizzate immagini visualizzate su computer portatile dotato di un software economico in grado di supportare diverse attività quotidiane per tre persone coinvolte. Nel secondo studio sono stati presi in considerazione gli spostamenti in ambienti interni per quattro persone con ...; [Leggi tutto...]
Gli autori presentano l'esito di due studi finalizzati a valutare la opportunità offerte da alcune tecnologie per aiutare persone con Alzheimer a svolgere attività e fare spostamenti. Nel primo studio sono state utilizzate immagini visualizzate su computer portatile dotato di un software economico in grado di supportare diverse attività quotidiane per tre persone coinvolte. Nel secondo studio sono stati presi in considerazione gli spostamenti in ambienti interni per quattro persone con l'ausilio di campanelli con feedback acustici e visivi. I risultati ottenuti nel primo studio sono stati positivi e del tutto simili a quelli riportati in altri progetti realizzati con tecnologia più sofisticata. Nel secondo studio sono stati ottenuti risultati migliori con due partecipanti che erano stati coinvolti anche in quello con le immagini su PC. Gli altri due hanno comunque fornito prestazioni significative. Si discutono alcuni aspetti relativi ai due studi e le ipotesi per approntare nuove ricerche.
Abstract/Sommario: Negli ultimi anni è cresciuta l'attenzione verso le opportunità di lavoro da offrire alle persone con deficit evolutivo, in particolare su come aiutarle a gestire e mantenere un impiego in modo autonomo. Gli autori hanno preso in esame un programma di apprendimento comportamentale per sviluppare abilità che permettessero di gestire spazi di autonomia durante lo svolgimento di attività lavorative da parte di giovani adulti. Il programma è stato sviluppato prima individualmente e poi gen ...; [Leggi tutto...]
Negli ultimi anni è cresciuta l'attenzione verso le opportunità di lavoro da offrire alle persone con deficit evolutivo, in particolare su come aiutarle a gestire e mantenere un impiego in modo autonomo. Gli autori hanno preso in esame un programma di apprendimento comportamentale per sviluppare abilità che permettessero di gestire spazi di autonomia durante lo svolgimento di attività lavorative da parte di giovani adulti. Il programma è stato sviluppato prima individualmente e poi generaizzato in ambienti naturali anche con altri pari. I risultati indicherebbero che la metodologia utilizzata ha permesso di insegnare una vasta gamma di competenze gestite in modo autonomo e generalizzabili in diverse attività. Gli autori concludono che effettivamente queste metodologie riescono a far acquisire competenze per gestire in autonoma l'attività lavorativa.