Abstract/Sommario: Viene discussa una scala di valutazione per stabilire le competenze comunicative all'interno di situazioni di giochi di ruolo tra 22 adulti aggressivi e 22 adulti non aggressivi che presentano un ritardo mentale da leggero a medio. I partecipanti aggressivi hanno dimostrato un "pregiudizio" ostile riferito alle intenzioni delle altre persone espresse in situazioni interpersonali ambigue. Non si rivelano differenze tra i due gruppi in situazioni chiaramente provocatorie. Di più, le comp ...; [Leggi tutto...]
Viene discussa una scala di valutazione per stabilire le competenze comunicative all'interno di situazioni di giochi di ruolo tra 22 adulti aggressivi e 22 adulti non aggressivi che presentano un ritardo mentale da leggero a medio. I partecipanti aggressivi hanno dimostrato un "pregiudizio" ostile riferito alle intenzioni delle altre persone espresse in situazioni interpersonali ambigue. Non si rivelano differenze tra i due gruppi in situazioni chiaramente provocatorie. Di più, le competenze comunicative dei partecipanti aggressivi sono nettamente superiori a quelle del gruppo dei non aggressivi: questo sottolinea l'importanza accordata ai problemi di comprensione interpersonali come fattori esplicativi dei comportamenti aggressivi di persone con ritardo mentale.
Abstract/Sommario: Gli Autori presentano due studi nei quali hanno voluto verificare se la percezione comune della personalità positiva tipica della sindrome di Down è associata a un aspetto cranio-facciale giovane, simile al "viso del bebè" di Zebrowitz. Nel primo studio, 43 osservatori hanno accostato delle fotografie di ragazzi abbinati per età, per sindrome di Down, per ritardo mentale e per sviluppo normale. Coloro che avevano la sindrome di Down erano percepiti con un viso da bebè e venivano attrib ...; [Leggi tutto...]
Gli Autori presentano due studi nei quali hanno voluto verificare se la percezione comune della personalità positiva tipica della sindrome di Down è associata a un aspetto cranio-facciale giovane, simile al "viso del bebè" di Zebrowitz. Nel primo studio, 43 osservatori hanno accostato delle fotografie di ragazzi abbinati per età, per sindrome di Down, per ritardo mentale e per sviluppo normale. Coloro che avevano la sindrome di Down erano percepiti con un viso da bebè e venivano attribuiti loro comportamenti infantili. Nel secondo studio gli Autori hanno controllato l'effetto di familiarità con la sindrome di Down, utilizzando un modello intra-eziologico nel quale 128 osservatori hanno classificato 12 fotografie di bambini di 10 anni con la sindrome di Down. I risultati indicano che i bambini con la sindrome di Down che presentano i tratti fisici del "viso del bebè" sono più soggetti alla generalizzazione.
Abstract/Sommario: In questa ricerca viene studiato il livello di benessere di 53 famiglie di bambini o adolescenti disabili che vivono in strutture residenziali. I genitori sono stati intervistati dopo 1, 2 e 3 anni dal momento del ricovero. Il tasso di visita e l'attaccamento sono rimasti alti, mentre la maggior parte dei genitori dice di sentirsi meno colpevole che al momento del ricovero. Riferiscono di pensare spesso ai loro figli e di parlarne frequentemente. Con il tempo aumenta la tendenza a cons ...; [Leggi tutto...]
In questa ricerca viene studiato il livello di benessere di 53 famiglie di bambini o adolescenti disabili che vivono in strutture residenziali. I genitori sono stati intervistati dopo 1, 2 e 3 anni dal momento del ricovero. Il tasso di visita e l'attaccamento sono rimasti alti, mentre la maggior parte dei genitori dice di sentirsi meno colpevole che al momento del ricovero. Riferiscono di pensare spesso ai loro figli e di parlarne frequentemente. Con il tempo aumenta la tendenza a considerare il ricovero come definitivo. Praticamente tutti i genitori hanno riferito che la loro vita familiare è migliorata in seguito al ricovero dei figli in strutture residenziali, soprattutto per quello che riguarda il tempo libero, la vita sociale e i rapporti con gli altri figli.
Abstract/Sommario: Gli Autori hanno studiato i livelli di stress nei genitori di bambini con la sindrome di Down, mettendoli in relazione (a parità di livello socio-economico) con quelli dei genitori di bambini "normali". I genitori dei bambini Down percepiscono più difficoltà nelle cure da dare ai loro figli che i genitori i cui bambini hanno uno sviluppo normale. Raggruppando i dati dei due gruppi, emerge che lo stress delle madri è associato alle difficoltà inerenti i bisogni dei figli, mentre quello ...; [Leggi tutto...]
Gli Autori hanno studiato i livelli di stress nei genitori di bambini con la sindrome di Down, mettendoli in relazione (a parità di livello socio-economico) con quelli dei genitori di bambini "normali". I genitori dei bambini Down percepiscono più difficoltà nelle cure da dare ai loro figli che i genitori i cui bambini hanno uno sviluppo normale. Raggruppando i dati dei due gruppi, emerge che lo stress delle madri è associato alle difficoltà inerenti i bisogni dei figli, mentre quello dei padri è collegato al gruppo di appartenenza dei propri figli (Down o "normali").
Abstract/Sommario: Gli Autori hanno intervistato 200 genitori latino-americani (50 coppie messicane e 50 portoricane) che vivono negli Stati Uniti. Lo scopo dell'intervista è duplice: da un lato si voleva conoscere i bisogni e i sostegni di cui necessitano le famiglie con un figlio disabile; dall'altro, identificare le variabili in relazione con i bisogni e i sostegni indicati. Il modello espresso in relazione ai bisogni è simile a quello di studi fatti in precedenza, con l'unica differenza che il numero ...; [Leggi tutto...]
Gli Autori hanno intervistato 200 genitori latino-americani (50 coppie messicane e 50 portoricane) che vivono negli Stati Uniti. Lo scopo dell'intervista è duplice: da un lato si voleva conoscere i bisogni e i sostegni di cui necessitano le famiglie con un figlio disabile; dall'altro, identificare le variabili in relazione con i bisogni e i sostegni indicati. Il modello espresso in relazione ai bisogni è simile a quello di studi fatti in precedenza, con l'unica differenza che il numero dei bisogni è sostanzialmente più elevato. Con l'aiuto di molteplici analisi di covarianza che comportavano sei variabili in rapporto alla famiglia e tre in rapporto ai figli, gli Autori hanno visto che l'abilità a parlare l'inglese era la sola variabile che rendeva conto di una variazione significativa nei bisogni.
Abstract/Sommario: Viene studiato il ruolo del familism all'interno di famiglie portoricane con un figlio affetto da ritardo mentale. Il familism (descritto qui come un valore culturale che include l'interdipendenza tra i membri di una famiglia nucleare) sarebbe responsabile delle variazioni del benessere della figura materna. Si era ipotizzato che una migliore qualità della vita della madre dipendeva da una rete di sostegno sociale, da una maggiore soddisfazione nei confronti di questa rete sociale e da ...; [Leggi tutto...]
Viene studiato il ruolo del familism all'interno di famiglie portoricane con un figlio affetto da ritardo mentale. Il familism (descritto qui come un valore culturale che include l'interdipendenza tra i membri di una famiglia nucleare) sarebbe responsabile delle variazioni del benessere della figura materna. Si era ipotizzato che una migliore qualità della vita della madre dipendeva da una rete di sostegno sociale, da una maggiore soddisfazione nei confronti di questa rete sociale e dalla presenza in casa di bambini piccoli. I risultati, preoccupanti ma prevedibili, indicano che queste madri debbono confrontarsi con problemi economici, non godono di buona salute e debbono occuparsi dei figli con ritardo mentale.